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di Angelica Ratti - ItaliaOggi

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Dresda, la Silicon Valley tedesca

28/09/2017 12:42

In Germania, Dresda è stata soprannominata "motore della Silicon Saxony", città simbolo della ripresa di una regione orientata all'automobile del futuro e alla microelettronica.

Sulla scia della Silicon Valley, in Germania, la città di Dresda, capitale della Sassonia, 500 mila abitanti, è stata soprannominata «motore della Silicon Saxony». E questo perchè è diventata la città simbolo della ripresa di una regione orientata all'automobile del futuro e alla microelettronica. In questo modo, guardando avanti, Dresda spera di far dimenticare il suo passato di culla del movimento di estrema destra, Pegida, nato nel 2014, per protestare contro l'Islam e la politica di accoglienza dei rifugiati. Ogni lunedì sera gli adepti si riuniscono. Un'ombra, quella di patria dei militanti di estrema destra, che la città fa fatica a affidare all'oblio. Una doppia faccia, perchè il land figura come la regione modello, grazie al dinamismo della propria economia (crescita al 2,7% contro l'1,9% del paese), la bassa disoccupazione (6,4% in agosto contro il 7,4% nel resto della Germania Est) e la qualità dell'istruzione scolastica.

 La Sassonia è anche terra attrattiva di investimenti massicci da qualche anno a questa parte, soprattutto da parte dell'industria dell'auto che dà lavoro a circa 80 mila persone nella regione. La capitale dell'high tech può diventare il centro autentico della nuova fase della rivoluzione in corso, quella che connette industria e internet, l'Industria 4.0. Al centro di questa partita ci sono i semiconduttori o microchips, componenti chiave di tutti i sistemi elettronici e che hanno visto decuplicare i propri campi di applicazione con l'automazione della produzione industriale, la guida autonoma, e l'internet degli oggetti. Una manna per la Sassonia. Dai tempi della Repubblica democratica tedesca, la regione era già il primo centro di produzione di chip nel blocco dell'Est. E dopo la riunificazione, nonostante lo choc economico, la regione ha mantenuto questa specializzazione nelle sue università tecniche e nei centri di ricerca applicata nella speranza di attrarre investitori.

 Scommessa vinta perché oggi sotto il nome pomposo di Silicon Saxony la regione intorno a Dresda è il più grosso centro di competenze nel settore dei semiconduttori in Europa. E il suo avvenire sembra radioso. Bosch vi costruirà una nuova fabbrica specializzata in questa tecnologia investendo un miliardo di euro, secondo quanto ha riferito Le Monde. E l'americana Global-Foundries, numero due mondiale del settore dei semiconduttori, che ha acquistato la fabbrica Amd di Dresda nel 2009, investirà 1,5 miliardi di euro entro il 2020. La sfida è utilizzare la nuova tecnologia chiamata Fd-Sol, per produrre chip meno energivori, meno cari e più performanti. Un vantaggio concorrenziale enorme specialmente in vista dell'Internet degli oggetti che richiede sistemi che si ricarichino con minor frequenza.

Se si arriva a mescolare l'industria high tech della Sassonia con il potere d'attrazione di Berlino, l'asse Sassonia-Berlino è chiamato a giocare un ruolo maggiore, ha dichiarato a Le Monde l'investitore Andreas Winiarski del fondo Earlybird.

 Nel 2016 Berlino ha deciso di stanziare un miliardo di euro per sostenere l'investimento nel settore della microelettronica. In Sassonia, questa industria impiega 58 mila persone e alimenta un ecosistema complesso fatto di centri di ricerca, di industrie e di startup. Poco lontano da Dresda, Audi ha le sue fabbriche e anche Volkswagen ne conta un paio che giocano un ruolo chiave nella produzione di veicoli elettrici. A queste si aggiungono gli stabilimenti di Bmw a Leipzig e Daimler a Kamenz pure specializzati nella mobilità elettrica e nelle batterie.





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