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di Franco Ricca - ItaliaOggi

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E-fattura per i turisti extra Ue

25/09/2017 10:33

Dal 2018 il tax free shop sarà il banco di prova. Ecco come funziona il meccanismo della bolla digitale, in attesa di disposizioni attuative

Il tax free shop sarà il banco di prova della fattura elettronica verso privati, che nella fattispecie non sono neppure imprese, ma consumatori finali, ossia i viaggiatori extracomunitari che fanno acquisti detassati nei negozi italiani. Secondo l'articolo 4-bis del dl n. 193/2016, infatti, dal 1° gennaio 2018 le fatture relative alle cessioni di beni sgravate dell'Iva ai sensi dell'art. 38-quater del dpr n. 633/72 dovranno essere emesse in modalità elettronica.

Al momento, però, non sono state ancora varate le necessarie disposizioni attuative, che dovranno essere adottate congiuntamente dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli e dall'Agenzia delle entrate, al fine di garantire l'interoperabilità con il sistema «Otello», che consente al viaggiatore di ottenere il «visto uscire» sulla fattura direttamente al desk della società di intermediazione. È ipotizzabile l'integrazione della procedura di fatturazione elettronica con i «registratori telematici», individuati come gli strumenti idonei alla memorizzazione elettronica e alla trasmissione telematica dei corrispettivi ai sensi delle disposizioni dell'art. 2, comma 1, del dlgs n. 127/2015. Questi registratori saranno in grado anche di emettere fatture e trasmettere telematicamente i relativi dati all'Agenzia delle entrate. Non si può escludere uno slittamento della data del 1° gennaio 2018, oramai molto vicina. L'emissione delle fatture elettroniche può effettuarsi anche attraverso il servizio delle Entrate, che potrebbe essere adattato per consentire la fatturazione ex articolo 38-quater, con trasmissione delle fatture all'Agenzia delle dogane.

Lo sgravio per i consumatori extra Ue

Gli articoli 146 e 147 della direttiva 2006/112/Ce del 28 novembre 2006 prevedono che le cessioni di beni effettuate nei confronti di soggetti domiciliati o residenti fuori dell'Ue, aventi a oggetto beni da trasportarsi fuori del territorio doganale dell'Unione nei bagagli personali del viaggiatore, sono esentate dall'Iva se: il viaggiatore non è stabilito nell'Ue; i beni sono trasportati fuori dell'Ue entro il terzo mese successivo a quello della cessione; il valore complessivo della cessione, Iva compresa, supera l'importo di 175 euro, oppure il minor importo stabilito dagli stati membri.

Nell'ordinamento italiano, le suddette disposizioni sono recepite nell'art. 38-quater del dpr 633/72, che accorda la detassazione Iva alle cessioni di beni destinati all'uso personale o familiare, di valore superiore a 154,94 euro, al lordo dell'imposta. Destinatari del trattamento di favore, come si è detto, sono i viaggiatori che hanno il domicilio oppure la residenza in un paese extra Ue, mentre non è rilevante la cittadinanza. La residenza o il domicilio devono risultare dal passaporto o documento equivalente, che deve essere esibito al venditore al momento dell'acquisto dei beni.

Oggetto dell'agevolazione sono i beni destinati all'uso personale o familiare del viaggiatore che siano trasportati fuori del territorio dell'Ue nei bagagli personali, comprese le fattispecie del «bagaglio non accompagnato», locuzione che designa i beni personali che il viaggiatore affida alla compagnia aerea per la spedizione a destinazione, ritirati presso l'aerostazione arrivi merci. Al riguardo, nel sito delle Dogane si chiarisce che «nell'ipotesi in cui i beni destinati all'uso personale o familiare siano particolarmente ingombranti o pesanti e, dunque, non possano essere trasportati fuori dal territorio doganale comunitario direttamente nel bagaglio a seguito del passeggero anche per ragioni di economicità, il viaggiatore residente o domiciliato fuori dell'Unione europea può inoltrarli presso il proprio domicilio estero attraverso il sistema della spedizione come bagaglio non accompagnato, cioè come bene personale che il viaggiatore non porta direttamente con sé ma che affida alla compagnia aerea per la spedizione a destinazione e il cui ritiro avviene presso l'aerostazione arrivi merci».

Al di fuori di tale ipotesi, se i beni sono inviati all'estero a cura o a nome del venditore, oppure da un vettore a norme dell'acquirente non residente, si versa nella differente fattispecie della cessione all'esportazione non imponibile ai sensi dell'art. 8 del dpr 633/72, per la quale è tuttavia necessario espletare le prescritte formalità doganali. L'espressione «uso personale o familiare», secondo i chiarimenti dell'amministrazione finanziaria, è da intendersi in senso ampio, per cui devono ritenersi inclusi anche i beni a uso non esclusivamente personale del viaggiatore, ma di eventuali familiari non viaggiatori. Nel fornire un'elencazione esemplificativa, riportata nel riquadro in pagina, la circolare n. 145/1998 suggerisce di tenere conto della circostanza che, per poter fruire dell'agevolazione, i beni devono essere privi di qualsiasi interesse commerciale.





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