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di Georgi Gotev | Traduzione di Miryam Magro

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Elezioni Turchia: voto all'estero è cruciale nonostante esito incerto

12/04/2017 11:45

Alta partecipazione dei turchi residenti all'estero al referendum costituzionale sul presidenzialismo, alle urne circa il 50% degli aventi diritto. Per i sondaggisti, ciò potrebbe favorire il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ma il risultato resta incerto.

L'affluenza alle urne dei cittadini turchi che vivono all'estero, chiamati a votare per il referendum sulla modifica della costituzione, è stata superiore rispetto alle precedenti tornate elettorali. In Turchia, le votazioni per ampliare i poteri dell'attuale presidente Recep Tayyip Erdogan, si aprirano il 16 aprile mentre all'estero è stato possibile votare già dalla fine di marzo.

L'alta partecipazione all'estero potrebbe favorire Erdogan, affermano i sondaggisti, mentre le votazioni in Turchia rischiano di sfavorirlo dal momento che gli elettori dell'opposizione sono tradizionalmente più numerosi di coloro che si astengono dal voto il giorno delle elezioni.

“C'è una straordinaria esplosione di voti all'estero. Sono stati espressi circa 1,42 milioni di voti“, ha dichiarato Erdogan durante una cerimonia nella città sudorientale di Sanliurfa, invitando i suoi sostenitori ad "inondare di sì" le urne al referendum.

I dati indicati da Erdogan, suggeriscono un affluenza di circa il 50% degli elettori, sulla base dei 2,88 milioni di votanti registrati all'estero in occasione delle ultime elezioni generali del novembre 2015.  In quella tornata, l'affluenza è stata di circa il 40% degli aventi diritto al voto residenti all'estero, con il 56% delle preferenze andate a favore del partito di Governo.

I sondaggi mostrano un testa a testa fra il fronte del "sì" e quello del "no" a pochi giorni dal referendum in Turchia, con un lieve vantaggio della fazione favorevole al cambiamento della costituzione, tuttavia per i sondaggi quasi la metà del Paese potrebbe votare contro la riforma. “Il voto potrebbe ancora andare in entrambi i modi”, ha dichiarato Asli Aydintasbas, senior policy fellow del Consiglio europeo per le relazioni estere. I risultati delle consultazioni all'estero saranno resi noti una volta aperti i seggi sul territorio nazionale domenica.

La società di sondaggi, Mak Danismanlik, ha dichiarato che gli exit poll iniziali dall'estero mostrano il fronte del “sì” al 62%. Il "no" pare aver prevalso solo negli Stati Uniti. I sondaggisti di Gezici, la cui ricerca ha teso a sovrastimare il ruolo dell'opposizione, prevede un'affluenza alle urne dell'82-83% degli elettori a livello nazionale, con il fronte del si che dovrebbe ottenere il 56% delle preferenze se la partecipazione dei votanti a livello nazionale dovesse essere più bassa di quella prevista.

Gli avversari del presidente Erdogan temono il crescente autoritarismo del leader che vedono deciso a "erodere la democrazia moderna della Turchia e le le sue basi secolari".

La campagna referendaria ha portato un rapido deterioramento nei rapporti con alcuni degli alleati europei della Turchia, come visto in occasione della  cancellazione dei comizi di alcuni ministri turchi nei Paesi Bassi e in Germania, proibiti per motivi di sicurezza. Erdogan ha definito gli episodi come tattiche "da nazisti". In Bulgaria, il paese europeo con la più alta percentuale di cittadini turchi, i due partiti politici locali hanno preso posizioni opposte nel referendum turco. Dost, il nuovo partito politico che di recente si è staccato dal Movimento bulgaro per i Diritti e delle Libertà (DPS), sostiene fortemente il presidente turco. Al contrario il DPS sta esortando i suoi sostenitori a votare ‘no’. “Erdogan vuole ottenere un potere illimitato. Il referendum è una minaccia per la democrazia “, ha dichiarato il movimento in una nota.

Erdogan sostiene che il rafforzamento del presidenzialismo proposto dal referendum eviterà l'instabilità politica derivante dai governi di coalizione, in un momento in cui la Turchia deve affrontare le minacce alla sua sicurezza da parte dei gruppi islamici e dei militanti curdi.

Per quanto riguarda i dati, la Sueddeutsche Zeitung tedesca ha riportato che, solo in Germania, per il referendum costituzionale turco sono stati espressi circa 696,863 voti, con un'affluenza di circa il 48.73% dei cittadini turchi residenti nel Paese. Nei Paesi Bassi invece la cifra registrata è stata di circa il 45%.





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