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di Alessia Luzi | MF-Dow Jones News

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Elezioni: vincono M5S e Lega, crolla il Pd

05/03/2018 12:33

I grillini primo partito con oltre il 30% dei consensi. Salvini con il 18% guida la coalizione di centrodestra, superando a sorpresa Forza Italia. Renzi non va oltre il 19%

M5S e Lega: sono questi i partiti vincitori delle elezioni politiche. Il Movimento 5 Stelle guidato da Luigi Di Maio, con oltre il 30% dei voti, diventa il primo partito, mentre la Lega di Matteo Salvini, conquista la leadership del centrodestra.

Stando ai primi risultati elettorali, non ancora definitivi, alla Camera il M5S ha conquistato il 32% dei voti, mentre al Senato si è attestato al 31%. Nonostante i voti schiaccianti del M5S, a festeggiare è anche la Lega di Matteo Salvini. Se alla Camera il Carroccio conquista il 17,9% dei voti, al Senato arriva al 18% sorpassando Forza Italia ferma al 13,9% a Montecitorio e al 14,4% a palazzo Madama. Al momento, sia alla Camera che al Senato le sezioni scrutinate sono oltre 54.000 su oltre 61.000. Al contrario di quanto si temeva alla vigilia, sono stati tanti gli italiani che si sono recati alle urne. L'affluenza al voto definitiva è stata pari al 73% contro il 75,27% del 2013, quando però si è votato in due giornate. Nel dettaglio, secondo gli ultimi dati del Viminale, alla Camera dei deputati ha votato il 72,93% mentre al Senato il 73,05%. A conquistare la posizione di prima coalizione con il 37% è stato il centrodestra composto da Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia.

"Se questi dati dovrebbero essere confermati si tratterá di un trionfo del Movimento cinque stelle, di una vera apoteosi che dimostra la bontá del lavoro che abbiamo fatto e soprattutto dimostra che tutti dovranno venire a parlare con noi. È un trionfo, un'apoteosi". Così l'esponente del M5S, Alessandro Di Battista, ha commentato questa notte i primi exit poll. L'esponente del M5S ha seguito lo spoglio elettorale nella sala stampa dell'hotel Parco dei principi insieme a Davide Casaleggio. "Tutti dovranno venire a parlare con noi, e questa, lo dico a tutti i cittadini è la miglior garanzia - ha aggiunto - perchè le altre forze politiche dovranno venire a parlare con noi utilizzando i nostri metodi di trasparenza, correttezza e credibilitá basati sulle proposte e le soluzioni che vogliamo garantire al paese, e questo avverrá nei prossimi giorni". Soddisfazione è stata espressa anche da Beppe Grillo.
Secondo quanto riferito da Giulia Grillo, deputata del M5S, "Beppe Grillo è contento. Ci ha chiamato. Ci ha fatto i complimenti che io rilancio anche a lui: questo sogno diventa realtá anche per merito suo".

Anche il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha voluto ringraziare gli italiani per il risultato elettorale ottenuto dal suo partito. "La mia prima parola: Grazie!", è stato il commento che Salvini ha espresso ieri a mezzanotte su Twitter, dopo i primi exit poll. In attesa dei dati definiti, è chiara l'aria di ottimismo che si respira tra i dirigenti leghisti visto il sorpasso del Carroccio su Forza Italia. Vincere la sfida interna al centrodestra è da sempre uno degli obiettivi di Salvini anche per le sue ambizioni alla premiership di un eventuale governo di centrodestra. La prima conferenza stampa di Salvini sui risultati elettorali finora resi noti è attesa alle 11h00 di questa mattina.

Delusione e preoccupazione sono invece i sentimenti provati da Silvio Berlusconi dopo i primi dati elettorali. Il sorpasso della Lega su Forza Italia, infatti, apre diversi scenari. Primo fra tutti, quello della premiership. "Siamo stati penalizzati perchè io non ho potuto candidarmi in prima persona. Ma aspettiamo i dati reali, prudenza", è il messaggio, riportato da La Stampa, del leader di FI ai dirigenti del partito e ai capigruppo che sono stati chiamati nelle varie televisioni a commentare i risultati.
Da Milano a Palermo tutti in pubblico si attengono all'ordine di servizio, ma in privato c'è un pò di scoramento. Lo stesso Berlusconi nota le tendenze che vengono fuori dai primi rilevamenti che dicono che il M5S ha sbancato al Sud dove proprio Forza Italia doveva fare da argine, soprattutto in Campania, Puglia e Sicilia. Mentre al Nord le cose vanno meglio per il centrodestra, ma qui a fare la parte del leone è la Lega di Matteo Salvini.

Se questi dati verranno confermati, c'è un dato generale che preoccupa Berlusconi: nessuno avrebbe una maggioranza chiara nei due rami del Parlamento. E a questo punto cosa fará il capo dello Stato Sergio Mattarella?. Se lo chiedono ad Arcore, se lo chiede tutto lo stato maggiore azzurro. Una cosa, però, è sicura nel quartiere generale di Forza Italia: Salvini non andrá in soccorso a Di Maio.

Nel frattempo, invece, l'atmosfera in casa Pd si fa sempre piú tesa. Il crollo subito dal partito guidato da Matteo Renzi, arrivato alla soglia del 20%, ha il sapore di una palese che potrebbe condurre il segretario dem a lasciare la segreteria. "Populismi alla grande, partiti in difficoltá. Chi ci ha abbandonato lo ha fatto per votare Cinque Stelle.
La scissione è servita a far perdere noi, ma per D'Alema e Bersani l'operazione è un fallimento", ha ripetuto ieri sera Renzi, arrivato alla sede del Nazareno, poco prima delle 23h00 per seguire da vicino lo spoglio. Al Nazareno con lui c'erano i fedelissimi: Luca Lotti, Lorenzo Guerini e poi anche Maurizio Martina e Matteo Orfini. I primi elementi di riflessione sono netti: "è una sconfitta, inutile girarci intorno", ha detto il segretario dem, tanto che nella notte, travolto da numeri negativi, non ha escluso neppure il passo indietro.

"Deciderò con i dati definitivi, certo è che con questi risultati noi saremo all'opposizione. Mai un governo con i Cinque Stelle", ha garantito Renzi declinando l'invito ad utilizzare maggior prudenza. "Una sconfitta è una sconfitta, e bisogna ammetterlo. Quanto ai Cinque Stelle, ripeto: mai un governo con loro". Piú cauto il vicesegretario del Pd, Maurizio Martina. "Le valutazioni piú compiute su questa situazione e sull'esito del voto le fará poi il segretario domani in giornata", ha detto Martina.

Come confermato dal suo portavoce, Renzi parlerá con la stampa "nel pomeriggio". Per ora, quindi, il segretario dem preferisce il silenzio, almeno fino ai dati definitivi e si prende tempo per valutare bene le scelte da compiere, convinto che "sotto il 20%" è difficile rimanere alla guida del partito. "Non ho alternative, non posso restare: devo essere coerente con la mia storia. Non sono interessato al mio destino personale.
Posso anche fare il senatore semplice", avrebbe infatti affermato questa notte il segretario dem parlando con i suoi fedelissimi.





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