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di EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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Emissioni auto, criteri più rigidi ma senza Agenzia Europea

05/04/2017 09:16

Il Parlamento Ue approva regole più severe per evitare nuovi scandali come Volkswagen. Respinti gli emendamenti che prevedevano l'istituzione di una nuova agenzia stradale centralizzata dell'Unione per supervisionare i test sulle emissioni.

In risposta allo scandalo scoppiato nel 2015 riguardo l'uso di un software illegale in grado di manipolare i dati sulle emissioni da parte di Volkswagen, Bruxelles ha approvato il progetto di legge per la revisione dei criteri di omologazione delle nuove auto.

L'esito della votazione è stato di 585 voti a favore e 77 contrari. In questo modo, la Commissione europea avrà maggiori poteri e sarà possibile multare fino a 30.000 euro per veicolo le aziende produttrici che non si atterranno alle nuove regole.

Il Parlamento si è espresso invece in maniera negativa sulla possibilità che una agenzia stradale nell'Unione europea potrebbe migliorare le procedure dei test per l'omologazione dei veicoli, in quanto i controlli possono essere svolti in maniera indipendente dai vari legislatori.

Esistono già le agenzie dell'Ue che sorvegliano ferrovie, trasporto aereo e viaggi marittimi. Secondo il nuovo progetto, l'esecutivo dell'Unione guadagnerà nuovi poteri per effettuare i test dei veicoli, che sono attualmente gestiti dai regolatori nazionali. Inoltre, quando la Commissione ha proposto una legislazione più stringente già a gennaio 2016, il Parlamento ha istituito una commissione d'inchiesta speciale con il compito di indagare il coinvolgimento delle autorità Ue e dei regolatori e produttori nazionali negli scandali sulle emissioni.

I deputati hanno appoggiato la relazione finale della commissione d'inchiesta, che ha proposto un'agenzia stradale nell'Unione europea; ma a differenza delle normative di omologazione, il rapporto non è vincolante.

Elzbieta Bienkowska, il Commissario per il mercato interno dell'Ue che ha gestito la risposta della Commissione allo scandalo Volkswagen, si è opposta alla richiesta di istituire un'agenzia, facendo riferimento ai costi ed alla burocrazia che l'operazione comporterebbe. Anche Daniel Dalton, l'eurodeputato conservatore britannico che ha guidato il progetto di legge di omologazione al Parlamento, si è detto non convinto della necessità di un'agenzia.

I parlamentari Verdi e Socialisti hanno formulato emendamenti per la richiesta di un'agenzia stradale, ma i Liberali, i gruppi Conservatori e di centro-destra si sono opposti, sostenendo che la nuova normativa conferirà alla Commissione poteri sufficienti per testare i veicoli autonomamente.

Una nota del gruppo politico verde circolata in vista del voto di ieri aveva proposto la creazione di un'agenzia unica con il compito di testare i veicoli per assicurarsi che siano in linea con le normative comunitarie sulle emissioni. Ma il gruppo ha comunque raccomandato alla Commissione di mantenere il controllo sanzionatorio verso i produttori che non rispettano gli standard.

“Non sarebbe meglio rafforzare i poteri di controllo della Commissione e fare in modo che ciò che è accaduto in passato non accada di nuovo?”, ha detto l'eurodeputato tedesco Andreas Schwab, dal gruppo PPE di centro-destra.

Il deputato tedesco socialista Evenlyn Gebhardt ha però insistito sostenendo che l'agenzia unica "non aggiungerebbe più burocrazia". "Garantirebbe maggiore certezza per i nostri cittadini e per nostri consumatori”, ha detto Gebhardt.

Karmenu Vella, Commissario europeo di Malta responsabile della politica ambientale, ha prontamente rimproverato i governi nazionali che non hanno sanzionato la Volkswagen o quantomento fornito informazioni alla Commissione.

“Effettivamente gli altri Stati membri stanno facendo l'ipotesi di un'agenzia, ma non stanno agendo autonomamente”, ha dichiarato Vella, sostenendo la Bienkowska sul fatto che un'agenzia stradale nell'Unione europea sarebbe troppo costosa e burocratica.

Nel mese di dicembre, la Commissione ha avviato azioni legali contro la Germania, il Regno Unito, Spagna, Lussemburgo, Lituania, Repubblica Ceca e Grecia con l'accusa di non aver applicato il diritto dell'Unione e di non esser riusciti a sanzionare i produttori di automobili che hanno utilizzato dispositivi illegali per falsare le emissioni dei loro veicoli durante i test.





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