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Emissioni di CO2, ora sono i camion nel mirino Ue

19/04/2016 16:03

La Commissione Europea sta programmando per quest'estate l’introduzione di una legislazione in tema di decarbonizzazione dei trasporti. VECTO, il tool computerizzato di simulazione delle emissioni di Co2 per i nuovi veicoli, sviluppato assieme ai produttori, rappresenta il primo step in questo cammino. 

Attivisti e gruppi industriali si chiedono se l’esecutivo UE includerà dei limiti vincolanti per le emissioni dei mezzi pesanti, soprattutto quelli appena immatricolati. I camion, infatti, pur rappresentando meno del 5% dei veicoli totali, sono responsabili di una quota di inquinamento rilevante (ed in aumento del 36% tra il 1990 e il 2010, secondo le stime della Commissione Europea). 

Considerando l’incremento costante del trasporto su strada in Europa, l'esecutivo UE non vede in diminuzione le emissioni fino al 2050. È quindi lontana la riduzione del 60% di CO2 prevista dal Libro Bianco sui Trasporti (2011) o gli obiettivi del Piano 2050 della Commissione in tema di efficienza dei combustibili diesel e benzina ed aumento di auto elettriche ed ibride. 

Allo stesso tempo i produttori hanno sviluppato diversi metodi per ridurre le emissioni: combustibili più puliti, veicoli elettrici, uso della comunicazione digitale per rendere la guida più efficiente. Gli attivisti restano però convinti della necessità di obblighi vincolanti per limitare le emissioni in maniera decisiva. 

Le diverse posizioni

L'organizzazione ambientale tedesca Umweltbundesam (Uba) è stata una tra le prime autorità nazionali a sostenere l’importanza di limiti vincolanti alle emissioni di CO2. "Richiediamo urgentemente il passaggio dal trasporto stradale a quello marittimo e ferroviario. Sarebbe necessario estendere il pedaggio Lgv ai veicoli con un peso maggiore delle 3,5 tonnellate", ha affermato Maria Krautzberger, presidente di Uba.

L'associazione europea dei costruttori di auto (Acea) si oppone invece a questi obiettivi stringenti. “Prima di tutto perché i nuovi veicoli rappresentano solo una piccola frazione del parco auto. In secondo luogo ci sono altri elementi, quali lunghezza e peso dei veicoli, disegno dei rimorchi, combustibile, comportamento del guidatore, infrastrutture etc.”, ha detto Martin Lundstedt, Ceo di Volvo e membro del board Acea, “crediamo che un approccio integrato sia la migliore soluzione per ridurre le emissioni nell'industria dei trasporti".

I gruppi ambientalisti sostengono che l'Europa stia rimanendo indietro sulla regolamentazione dei veicoli pesanti mentre lo scorso anno l'Agenzia per la Protezione Ambientale (Epa) degli Stati Uniti ha introdotto nuovi standard in tema CO2 che potrebbero rendere i mezzi pesanti statunitensi all’avanguardia.

La performance italiana

Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente la performance dell’Italia in termini di efficienza delle emissioni di CO2 è in continuo calo. Il nostro paese è oggi al nono posto dopo Olanda (101,2 grammi per km),  Portogallo (105,7), Danimarca (106,2), Grecia (106,4), Francia (111), Croazia e Malta (112,9), Irlanda (114,3) e Spagna (115,3). Nel 2010 era al quinto posto. Nel nostro Paese si comprano troppo poche auto elettriche o ibride, mentre non accenna a diminuire il mercato del diesel, della benzina e del gpl (quest’ultimo considerato erroneamente a basso impatto ambientale).





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