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di Luciano Mondellini - Milano Finanza

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Emissioni: Merkel richiama 12 milioni di auto

27/06/2017 09:09

Il Governo tedesco vorrebbe imporre un aggiornamento software per le vetture. Il costo sarebbe addossato ai produttori e si aggira tra 1,5 e 2,5 miliardi di euro

Il governo tedesco potrebbe imporre il richiamo di 12 milioni di auto per aggiornare il software che regola le emissioni. Un’operazione che dovrebbe essere sostenuta finanziariamente interamente dalle case auto per un costo complessivo che potrebbe essere compreso tra 1,5 e 2,5 miliardi.

L’esecutivo della cancelliera Angela Merkel ha infatti intenzione di tagliare le emissioni di ossido di azoto di circa il 25% e pertanto vorrebbe dare un annuncio in questo senso prima di domenica 24 settembre, quando in Germania si terranno le elezioni che decideranno il prossimo cancelliere. La questione riveste quindi anche un connotato fortemente politico, dato che alle prossime elezioni la Merkel, rappresentante della Cdu (centro-destra), cerca la riconferma contro il candidato della Spd (centro-sinistra) Martin Schulz.

In particolare, il ministero dei Trasporti di Berlino sta negoziando con i rappresentanti delle associazioni di categoria Vda (l’associazione dei costruttori tedeschi) e Vdik (l’associazione dei costruttori esteri in Germania) oltre che i rappresentanti dei vari land. Il ministero avrebbe richiesto che anche veicoli con motori conformi agli standard euro 4,5 e 6 siano parte dei richiami, creando così un’operazione di grande scala.

Ovviamente la Germania sta vivendo con particolare preoccupazione la questione delle emissioni, dopo che nel settembre 2015 lo scandalo del cosiddetto dieselgate scoppiò in casa Volkswagen portando all’immediato ricambio del top management del colosso di Wolfsburg (al tempo capeggiato dal ceo Martin Winterkorn) e all’accantonamento da parte della stessa casa automobilistica di oltre 20 miliardi come potenziali riserve per risarcimento danni. Inoltre, sulla scia di questo scandalo in alcune città tedesche ci sono stati giri di vite molto pesanti sui diesel. Stoccarda e Monaco di Baviera, per esempio, hanno deciso di impedire la circolazione ad alcuni modelli perché ritenuti causa di malesseri respiratori.

Bisogna ricordare che il cosiddetto dieselgate sembra ben lungi dall’aver esaurito le sue conseguenze. Negli Stati Uniti (dove era scoppiato), per esempio, ci sono investigazioni in corso su diverse case automobilistiche (inclusa Fca) per possibili violazioni delle norme sulle emissioni.

E anche in Francia l’attenzione su questo tema è molto alta. Tanto che la Renault (che ha come suo azionista principale lo Stato transalpino) è sotto inchiesta dalle autorità di Parigi.

Infine non va dimenticato la querelle istituzionale tra Germania e Italia riguardo alle emissioni della Fiat 500X sollevate dal ministero dei trasporti tedesco, che hanno trovato una soluzione solo dopo l’entrata in campo delle autorità Ue sulla questione.





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