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di James Crisp | EurActiv.com

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Entro il 2016 leggi Ue su efficienza energetica

13/06/2016 18:00

Il comparto degli edifici, responsabile del 40% del consumo energetico europeo, è uno degli obiettivi di riforma

La Commissione europea è sotto pressione per adempiere alla promessa di rendere il 2016 l'anno dell'Unione energetica contro il cambiamento climatico e per aumentare la resistenza dei paesi dipendenti dal petrolio nei momenti di carenza energetica. Si aspetta quindi dall'esecutivo un'azione legislativa in tema.

A dare impulso alla svolta potrebbe essere il crescente riscaldamento globale e la crisi Ucraina, che ha evidenziato la forte dipendenza dell'Ue dal gas russo. I politici riconoscono che una maggiore efficienza riduce il consumo di energia e la relativa domanda, aspetto positivo per l'ambiente, rafforzando anche la sicurezza energetica tramite la diminuzione delle importazioni. L'Unione europea importa, infatti, più della metà della sua energia ogni anno con la Russia che fornisce circa il 30% del gas.

I leader europei si sono impegnati ad aumentare l'efficienza energetica del 27% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Le emissioni di gas serra, che comprendono anche Co2, dovrebbero invece essere ridotte del 40% e le energie rinnovabili aumentate del 27%, sempre rispetto ai livelli del 1990.

Gli obiettivi sul clima sono stati fissati prima della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici nel dicembre 2015. A Parigi, i governi del mondo hanno fissato in due gradi al di sopra dei livelli pre-industriali il limite massimo dell'aumento del riscaldamento globale, con un obiettivo di 1,5 gradi.

Il rinnovamento degli edifici è stato, in particolare, identificato vitale considerando che il 70% degli immobili esistenti in Ue è altamente inefficiente. Il comparto è responsabile del 40% del consumo energetico europeo e del 36% delle sue emissioni di Co2. Gli edifici durano, in genere, da 50 a 100 anni e nove su dieci degli attuali sarà ancora in piedi nel 2050, in base a quanto prospetta la campagna Renovate Europe.

La ristrutturazione degli immobili, inoltre, ha anche un grande potenziale di creazione di posti di lavoro e di spinta all’economia. Nonostante ciò il tasso di rinnovamento attuale degli edifici è solo dell'1% l'anno.

Nel frattempo la Commissione ha avviato la sua prima strategia in tema di riscaldamento e raffreddamento degli edifici nel febbraio di quest'anno. Il piano consiste in una Comunicazione ed uno strumento di coordinamento, ma saranno gli Stati membri a mettere in pratica la strategia.

In effetti le scorse direttive sull’efficienza energetica e sulla performance energetica degli edifici hanno peccato nell'implementazione, con la Commissione costretta a lanciare numerose cause legali contro gli Stati membri.

L’aspetto finanziario è un ulteriore problema. Gli investimenti privati nel settore dell'efficienza energetica dovrebbero aumentare di cinque volte entro il 2030, secondo il gruppo di lavoro istituito dalla Commissione europea e dal Programma delle Nazioni Unite sull’ambiente (UNEP).





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