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di Francesco Chierchia | Mf-DowJones News

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Europarlamento boccia Londra su cittadinanza post-Brexit

10/07/2017 17:33

Proseguono i negoziati tra Unione europea e Regno Unito, ma le parti sembrano essere ancora molto lontane dal trovare un'intesa. In particolare, oggi si è registrata una nuova battuta d'arresto sul tema dei cittadini Ue stabiliti in Gran Bretagna

In un documento ufficiale firmato stamattina dal Parlamento europeo, Strasburgo ha bocciato l'offerta formulata da Theresa May sullo status post-Brexit dei cittadini Ue residenti nel Regno Unito. L'Europarlamento ha sottolineato che a fronte della "reciprocità e parità di trattamento" richiesta dalla Ue per i cittadini europei, Londra ha formulato un'offerta "ben lontana da quello a cui hanno diritto i cittadini dell'Unione".

Per il PE, la proposta avanzata dal Governo britannico rischierebbe di creare una sorta di "cittadinanza di serie B" per gli abitanti dei Paesi Ue trasferitisi nel Regno Unito, costringendoli ad una situazione di "preoccupante e costante incertezza". Per questo motivo l'offerta arrivata da Westminster non può essere nemmeno presa in considerazione. In più, Strasburgo ha minacciato di esser pronta a ricorrere al veto in caso di un qualsiasi accordo non basato sulla piena reciprocità. Il documento è stato sottoscritto dai principali gruppi politici dell'Assemblea parlamentare (ALDE, PPE, S&D, GUE e Verdi), e sottolinea anche come "a più di un anno dal referendum sulla Brexit, la proposta britannica lascia parecchie domande senza risposta".

Le domande a cui si riferisce l'Assemblea riguardano in particolare status e diritti di studenti, medici e lavoratori. "All'inizio del 2019 - recita il testo - i deputati al Parlamento europeo diranno l'ultima parola sull'accordo Brexit. Nei prossimi mesi lavoreremo a stretto contatto con il negoziatore Ue ed i 27 Stati membri per aiutare a orientare i negoziati. Il nostro auspicio è ottenere un ambizioso e progressivo accordo di recesso, ma vogliamo sia chiaro che un progresso sufficiente - soprattutto in materia di cittadinanza e accordo finanziario - è necessario prima di poter definire il nuovo rapporto tra l'Ue e il Regno Unito".

Inoltre, l'Ue ha ribadito che non sarà accordato per nessun motivo un rinvio del termine fissato al 30 marzo 2019 per la chiusura dei negoziati. "Il calendario dei negoziati termina il 30 marzo 2019 e non approveremo alcuna estensione di questo termine, perché ciò implicherebbe lo svolgimento delle elezioni europee nel Regno Unito nel maggio 2019. Una situazione semplicemente impensabile", si legge nel documento.

"L'Unione europea ha la comune missione di ampliare, rafforzare ed espandere i diritti, non di ridurli - hanno affermato i membri del PE - Il Parlamento europeo si riserverà il diritto di respingere qualsiasi accordo che tratti i cittadini dell'Ue, indipendentemente dalla loro cittadinanza, in modo meno favorevole di quanto non lo siano attualmente".

Intanto oggi, alla luce delle tensioni oramai permanenti con Bruxelles, la premier britannica, Theresa May, ha invitato l'opposizione a collaborare all'attuazione della Brexit. May ha chiesto agli altri partiti un supporto per "affrontare le sfide" che attendono il Paese dopo aver avviato i negoziati per il divorzo dall'Unione. "In questo nuovo contesto, è ancora più importante difendere la nostra politica e i nostri valori, e vincere la battaglia delle idee in Parlamento e nel Paese", ha affermato May, secondo cui sarà fondamentale riuscire ad "elaborare idee su come affrontare questi confronti".





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