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di Marco A. Capisani - ItaliaOggi

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Facebook lancia i primi abbonamenti ai giornali

28/09/2017 12:46

A Milano in un incontro con Tessa Lyons, product manager for News feed (del team stretto dello stesso Zuckerberg) e Alex Hardiman, News products lead, è stato sottolineato che il 100% dei ricavi dagli abbonamenti andrà agli editori. I test per articoli online in Europa e Usa

Facebook ha deciso e passa dalla teoria ai fatti sugli abbonamenti ai giornali: i quasi 2 miliardi di utenti del social network potranno a breve testare, sia negli Usa sia in Europa in parallelo, due nuove formule di sottoscrizioni con un primo gruppo di 10 editori globali. Una volta ottenuti i risultati dei test, per Facebook è possibile che gli abbonamenti partano a regime già entro la fine di quest'anno (o comunque a partire dal 2018).

L'Italia sarà sicuramente coinvolta nella fase finale (come del resto tutti gli altri mercati del network), ma non è escluso che partecipi anche alla sperimentazione. Come già lasciato intendere la scorsa estate (vedere ItaliaOggi del 15/07/2017), il colosso americano guidato da Mark Zuckerberg conferma quindi l'offerta di due modelli: il primo con un mix di articoli gratuiti e a pagamento (a seconda delle scelte del singolo editore, cosiddetto sistema freemium) e il secondo che consente la lettura di 10 articoli gratis prima che scatti la richiesta di versare una somma di denaro (sulla falsariga di quanto già fa il New York Times, cosiddetto modello paywall).

In particolare, ieri a Milano durante un incontro con Tessa Lyons, product manager for News feed (del team stretto dello stesso Zuckerberg) e Alex Hardiman, News products lead, è stato sottolineato che il 100% dei ricavi dagli abbonamenti andrà agli editori. E, per quanto riguarda le modalità di pagamento delle sottoscrizioni, l'acquisto si svolgerà non sulla piattaforma Facebook ma su quelle delle singole case editrici. Alle informazioni (o big data che dir si voglia) contenute in queste transazioni, a giudizio di Lyons e Hardiman, l'azienda californiana di Menlo Park non avrà accesso. Di contro, Facebook potrà aiutare le editrici nel cercare e selezionare quegli utenti del social network che mostrano sia maggior propensione all'acquisto di news sia coloro che, più in generale, maggiormente si avvicinano al target di lettori di una testata. A proposito di testate coinvolte, la posizione ufficiale di Facebook è che, con la stampa italiana, sono ancora in corso conversazioni e nessun accordo definitivo è stato raggiunto. Per tutti i giornali che offriranno i loro abbonamenti su Facebook, comunque, viene fatta salva la possibilità di personalizzare la propria offerta commerciale, per esempio evidenziando promozioni temporanee riservate ai propri lettori.

Infine, in tempi di cyber attacchi e campagne mediatiche per influenzare persino le elezioni politiche altrui, Lyons e Hardiman hanno presentato nel concreto i nuovi strumenti del social network contro le fake news (o bufale, in italiano). Tra questi ci sono sia bollini che indicano la non fondatezza di una notizia sia strumenti che evidenziano i titoli sensazionalistici-esagerati di alcune informazioni.





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