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di Francesco Colamartino | Mf-DowJones News

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Facebook: possibili legami tra inserzionisti e Russia in elezioni Usa

07/09/2017 12:40

Il social di Mark Zuckerber ha messo gli occhi su centinaia di account fake che avrebbero speso circa 100.000 dollari in pubblicità sulla piattaforma web. Il sospetto è che molti di questi possano essere collegati a Mosca

Facebook entra nella querelle politica e geopolitica sulle possibili interferenze della Russia nelle elezioni presidenziali degli Usa per far vincere Donald Trump.

Il gigante del social media ha identificato circa 500 account fake che hanno speso 100.000 dollari in pubblicitá sul social media e che potrebbero avere dei legami con la Russia.

La revisione della spesa pubblicitaria sul sito è una risposta alle preoccupazioni dell'intelligence circa la possibilitá che la Russia abbia interferito con le elezioni presidenziali del 2016.

Facebook ha, però, specificato che le inserzioni in questione non si riferiscono ad un candidato in particolare alle elezioni, ma che erano tese ad "amplificare messaggi socialmente e politicamente divisivi lungo tutto lo spettro ideologico, toccando argomenti che andavano dalla comunitá Lgbt, alle questioni razziali, a quelle collegate all'immigrazione e alle armi".

Facebook ha fornito i risultati della sua indagine interna agli investigatori del Congresso che si stanno concentrando sulle interferenze della Russia nella campagna presidenziale.

Gli investigatori hanno detto che cercheranno di ottenere ulteriori dettagli da Facebook, anche per capire se queste inserzioni abbiano avuto uno specifico target geografico.

Le inserzioni pubblicitarie finite nel mirino sono circolate dal giugno 2015 al maggio di quest'anno, motivo per cui sarebbero state finalizzate a fomentare la discordia nel Paese e non solo a creare il consenso intorno a un particolare candidato.

L'attivitá politica condotta da governi stranieri per influenzare le elezioni Usa è severamente proibita e le leggi degli Stati Uniti limitano enormemente il materiale propagandistico prodotto dai governi stranieri per un'audience domestica. Le stesse leggi vietano agli stranieri di spendere soldi per influenzare le elezioni Usa, direttamente o indirettamente.

Facebook, dal canto suo, ha da tempo intrapreso delle azioni contro le fake news.

Da agosto agli utenti statunitensi di Facebook che si imbatteranno nei link popolari che compaiono sulla Sezione Notizie comparirá un gruppo di altri articoli sullo stesso argomento. Nulla, però, ne vieterá la condivisione.

Ad apparire saranno storie sull'argomento cliccato che i fact-checker che lavorano con Facebook (e che da un pò di tempo a questa parte vengono anche pagati) hanno bollato come false. Insieme ci sará anche la versione veritiera del fatto.

La creatura di Zuckerber sta al contempo aggiustando l'algoritmo della 'Sezione Notizie' per cercare di retrocedere le fake news.





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