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di Marine Jobert | Journal de l'environnement, traduzione di Barbara Pianese

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FAO: deforestazione contro sicurezza alimentare

21/07/2016 18:01

L’espansione delle terre agricole, una delle maggiori cause della deforestazione, non è il modo migliore per assicurare la sicurezza alimentare, secondo uno studio dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO)

Non è necessario abbattere le foreste per produrre più cibo. È questa l'opinione espressa lunedì (18 luglio) da José Graziano da Silva, segretario generale della FAO, nel report “Chiudere il divario tra foreste e agricoltura per migliorare la sicurezza alimentare”. L’agricoltura, infatti, sembra avere un insaziabile appetito di terre vergini. Tra il 2000 e il 2010 7 milioni di ettari di foresta tropicale l’anno sono stati abbattuti per dare spazio a campi da coltivazione.

Ma sono proprio le foreste uno degli elementi fondamentali per raggiungere i Sustainable Development Goals (SDGs) adottati nel settembre 2015 dall’Onu. Si tratta, infatti, di risorse utili per ridurre la malnutrizione, migliorare la protezione dell’ecosistema acquatico e l’accesso all’energia sostenibile.

“La sicurezza alimentare può essere assicurata attraverso l’intensificazione dell'uso dei terreni agricoli o da altre misure di protezione sociale piuttosto che dall’espansione delle aree agricole”, ha spiegato Eva Müller, direttore della divisione forestale della FAO. Le foreste sono convertite in terreni agricoli soprattutto in paesi a basso reddito con una crescente popolazione rurale. Si tratta di un fenomeno secolare che è sempre stato, però, controbilanciato dalla ricrescita spontanea di foreste in altre zone.

Ma, secondo la FAO, il corrente tasso di deforestazione nelle zone tropicali e subtropicali è bilanciato per il 40% dall’agricoltura a larga scala, seguito dal 33% dalle coltivazioni di sussistenza mentre il 27% è attribuibile allo sviluppo di infrastrutture. Chiaramente i dati variano in maniera significativa da regione a regione. Sicuramente, come nota la FAO, l’agricoltura su larga scala destinata alle esportazioni ha alcuni vantaggi economici ma contribuisce solo in minima parte alla sicurezza alimentare locale.

In Africa l’agricoltura artigianale rappresenta la maggiore causa della deforestazione. Le famiglie povere usano tecniche agricole poco produttive che richiedono un uso estensivo dei terreni. Al contrario, l’agricoltura commerciale massificata è responsabile solo di un terzo della deforestazione del continente.

Il cambio della destinazione d’uso dei terreni dipende spesso dalla crescita demografica, dalle abitudini alimentari, dalla tecnologia agricola e dagli interventi politici. La FAO ha in particolare esaminato i metodi usati da 35 paesi per documentare il cambio della destinazione d’uso dei terreni scoprendo che solo metà dei paesi esaminati fa esplicito riferimento a questo fenomeno. "È importante, però, riconoscere formalmente i diritti, anche derivati dalle consuetudini, dei tenutari, soprattutto delle persone che dipendono dalle foreste”, ha concluso Müller.





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