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di Alessia Sirci

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Fondi per le politiche di vicinato

08/06/2016 14:39

L'Unione europea ha stanziato 15,4 miliardi per il periodo 2014-2020 per sostenere i 16 stati a est e a sud dei suoi confini

Uno stanziamento di 15,4 miliardi di euro per le finanziare la politica europea di vicinato (Pev). E’ quanto messo in campo dall’Ue per il periodo 2014-2020 per sostenere i 16 stati a est e a sud dei suoi confini: Egitto, Algeria, Marocco, Siria, Libia, Tunisia, ma anche Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Israele, Giordania, Libano, Moldova, Palestina e Ucraina. L’obiettivo è quello di rinsaldare i legami con questi Paesi a livello non solo economico e politico, ma anche strategico e culturale. Bruxelles si impegna a concedere assistenza finanziaria ai paesi emergenti incentivando lo sviluppo del libero mercato, ma ad una condizione: che vengano rispettati i princìpi democratici e i diritti fondamentali. Requisito – questo – sempre più a rischio in numerose delle realtà statuali oggetto della PEV.

Gli accordi di associazione prevedono la progressiva istituzione di una zona di libero scambio nel Mediterraneo da attuare dopo un periodo di transizione della durata di 12 anni successivi all'entrata in vigore degli accordi. La libertà di circolazione delle merci tra l’UE e i paesi confinanti sarà possibile attraverso la progressiva eliminazione dei dazi doganali e del divieto delle restrizioni quantitative all'esportazione e all'importazione. I prodotti coinvolti maggiormente in questo nuovo, ipotetico, mercato sono quelli industriali, i prodotti agricoli, lavorati e non, e quelli del settore ittico. Possono essere adottate, tuttavia, delle misure di salvaguardia per ragioni di interesse pubblico o per tutelare un settore economico particolarmente vulnerabile.

L’Ue, come detto, concorre alla realizzazione degli obiettivi della PEV tramite finanziamenti che ammontano a 15.4 miliardi di Euro per il periodo 2014-2020. A ciò si aggiungono altri strumenti finanziari, come - ad esempio - i prestiti concessi dalla Banca europea per gli investimenti o il programma Femip (Facility For Euro-Mediterranenan Investment and Partnership)

A coordinare la politica di vicinato sono Commissione europea e Servizio europeo per l'azione esterna (Seae).

Nel campo delle rinnovabili, per fare un esempio, dal 2011 l’Unione ha investito oltre 800 milioni di euro di aiuti bilaterali a sostegno delle politiche di crescita, risorse che nella programmazione 2014-2020 saranno ulteriormente ampliate.

Nel 2015 Jean Claude Juncker, Presidente della Commissione europea, ha promosso una revisione approfondita dei princìpi su cui si basa la Pev, della sua portata e del modo in cui dovrebbero essere utilizzati i suoi strumenti. Al termine del riesame, la politica di vicinato ha assunto come priorità la stabilizzazione dei Paesi, la prevenzione dei conflitti, la lotta la terrorismo e la radicalizzazione. In tale contesto, si mira, inoltre, a rendere più sicura e legale la mobilità, contrastando la migrazione irregolare, la tratta di esseri umani e il traffico di migranti.





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