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di Aline Robert - EURACTIV.fr | Traduzione di Francesco Chierchia

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Francia: elettori sempre più incerti a pochi giorni dalle elezioni

20/04/2017 10:01

Gran parte dei cittadini francesi deve ancora decidere chi voterà al primo turno delle elezioni presidenziali in programma domenica prossima. Secondo gli esperti, questa situazione deriva dall'incapacità dei candidati di conquistare consensi

Ad appena quattro giorni dalle elezioni presidenziali, gli elettori sono agitati, i funzionari pubblici sono preoccupati per i loro posti di lavoro e gli attivisti di partito hanno rinunciato a dormire. Gli ultimi sondaggi indicano un primo turno elettorale quanto mai equilibrato, con quattro candidati potenzialmente in grado di raggiungere il ballottaggio.

Secondo un sondaggio di Ipsos Sopra-Steria, Emmanuel Macron sarebbe al comando con il 23% delle preferenze al primo turno, seguito da Marine Le Pen (22,5%), Francois Fillon (19,5%) e Jean-Luc Mélenchon (19%).

Ma al di là di statistiche e sondaggi, i dubbi degli elettori sono molti.

Serge, un impiegato del ministero di Giustizia, non ha ancora deciso chi votare. Nonostante i suoi 25 anni di esperienza elettorale, questo ambientalista di vecchia data si sente perso. "È la prima volta che mi succede. Non so cosa fare, è stressante", ha detto. Serge si dichiara deluso da Benoit Hamon, trova Macron "vuoto ed opportunista" e ritiene Melenchon troppo euroscettico.

Disagio elettorale

L'indecisione del dipendente pubblico è indicativa del forte disagio presente tra l'elettorato francese, in particolare tra gli elettori tradizionali di sinistra. Un sondaggio Odoxa ha rivelato che il 43% dei tradizionali sostenitori del Partito Socialista è ancora insicuro, contro il 29% degli elettori di centro-destra.

La campagna di Hamon ha chiaramente fallito nel cercare di attrarre gli elettori socialisti, molti dei quali hanno condiviso il progetto pro-europeo del centrista Macron. Perfino il presidente Francois Hollande ha visibilmente appoggiato il suo ex consigliere economico piuttosto che il candidato ufficiale del proprio partito.

Melenchon, invece, che ha lasciato il Partito Socialista nel 2008 per fondare uno schieramento di sinistra più radicale, è dato in forte risalita nei sondaggi, passando dal 12% al 19% in appena un mese.

Dopo un'apparizione convincente in un dibattito televisivo del 22 marzo, il candidato sostenuto dal Partito Comunista sembra esser persino riuscito a attirare molti elettori tradizionalmente moderati.

Melenchon ha notevolmente rivisto la sua retorica durante questa campagna elettorale, e sembra che questo abbia pagato.

Prestazioni poco convincenti

Per il direttore generale del Cevipof, Madani Cherufa, questa diffusa indecisione è un segno evidente dell'incapacità dei candidati di convincere gli elettori. Il ricercatore ha spiegato, in un editoriale pubblicato da Le Monde, che gli elettori meglio informati sono anche quelli che probabilmente manifestano i dubbi maggiori.





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