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di Cecilia Bonefeld-Dahl - EURACTIV.com | DIGITALEUROPE | Traduzione di Francesco Chierchia

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Free roaming: inutile senza strumenti per utilizzarlo

03/05/2017 12:32

Dal 15 giugno entrerà in vigore la normativa Ue che renderà il roaming dati gratuito all'interno dell'Unione. Ma il 13 giugno scadrà una deadline meno nota che potrebbe influenzare in modo significativo il mercato dei prodotti tecnologici senza fili. A lanciare l'allarme è Cecilia Bonefeld-Dahl, direttrice generale di DigitalEurope, l'Organizzazione europea che rappresenta l'industria della tecnologia digitale

C'è un rischio reale che molti dei dispositivi dotati di connessioni Wi-Fi, Bluetooth e GPS possano non essere più disponibili entro breve, visto che a partire dal 13 giugno diventerà molto più difficile vendere questo tipo di prodotti in Europa.

La Direttiva sulle apparecchiature radio (RE-D) del 2014 prevedeva infatti che circa 170 specifiche tecniche dei dispositivi wireless utilizzati ogni giorno dovessero essere riviste entro due anni, al fine di favorire un'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative all'immissione sul mercato dei prodotti radio. 

Il mandato ufficiale della Commissione europea per la standardizzazione è stato completato solo nell'agosto del 2015, lasciando all'ETSI (Istituto Europeo per gli Standard nelle Telecomunicazioni) solo un anno per rendere le disposizioni operative.

Il RE-D è entrato in vigore il 13 giugno 2016, ed 11 mesi dopo solo 100 standard su 170 sono stati effettivamente armonizzati. Per i restanti bisognerà aspettare fino al prossimo anno (e forse anche di più). La direttiva prevedeva un periodo di transizione di 12 mesi, durante il quale è rimasta consentita la vendita di prodotti conformi alla precedenti norme.

Tuttavia, il ritardo nella creazione di nuovi standard RE-D, ha generato incertezza tra i produttori. Mentre il 13 giugno si avvicina, molte aziende non sanno se i loro prodotti oltre tale data saranno ritenuti conformi agli standard Ue. E finora sul punto non ci sono certezze concrete.

Secondo la Commissione europea, in mancanza di norme armonizzate, le imprese possono basarsi su certificazioni di conformità rilasciate da "un organo notificato", cioè organizzazioni di valutazione nazionali accreditate da singoli Paesi.

Se così fosse, questo comporterebbe una forte riduzione dei guadagni per i produttori: la procedura di certificazione è spesso impegnativa e costosa, specialmente per le piccole imprese. Il settore dell'industria digitale e diversi Paesi hanno da tempo chiesto un'estensione del periodo di transizione della normativa, ma finora senza successo.

La Commissione sostiene che un'ulteriore periodo d'attesa comportebbe costi e processi legislativi troppo impegnativi.

E' certo però che i produttori avrebbero bisogno di almeno uno o due anni per progettare e testare i prodotti secondo i nuovi standard armonizzati, e solo se l'Unione europea deciderà di estendere il periodo di transizione si potrà sperare in un percorso di sviluppo attuabile.


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