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di Matteo Rizzi - ItaliaOggi

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Frode Iva, al via le misure Ue

01/12/2017 09:01

Il commissario Moscovici presenta le misure contro la perdita di 50 miliardi l'anno. Scambio informazioni sulle auto e sui beni importati

Condivisione delle informazioni sulle importazioni di merci da paesi extra Ue, accesso ai dati del Pra contro le frodi sulla vendita di autovetture usate. La strategia della commissione europea, presentata in conferenza stampa, ieri, da Pierre Moscovici, commissario agli affari economici, passa per un rafforzamento del ruolo di Eurofisc, la rete che dal 2010 connette gli esperti antifrode, trasformandola in cabina di regia per rafforzare lo scambio di informazioni tra le autorità competenti.

Il pacchetto, presentato dalla Commissione europea per contrastare le frodi Iva nell'Unione, stabilisce nuove norme che mirano a rafforzare la fiducia tra gli Stati membri, implementando uno scambio di informazioni efficace tra le autorità fiscali nazionali. Infatti, le stime calcolano che le frodi IVA causino più di 50 miliardi di euro l'anno di perdite per gli Stati membri. «Combattere ciò richiede una condivisione delle informazioni molto più precisa di quella attualmente esistente» ha dichiarato il commissario. «Le rivelazioni dei Paradise Papers hanno nuovamente dimostrato come le giurisdizioni a fiscalità privilegiata possano essere utilizzate per facilitare ad eludere la normativa sull'Iva. Studi recenti, inoltre, affermano come i sistemi di frode IVA possano essere utilizzati per finanziare organizzazioni criminali e terroristiche».

Rafforzamento della cooperazione tra Stati membri e organismi di contrasto

La proposta prevede, nell'ambito di Eurofisc, oltre a nuovi poteri per il coordinamento delle indagini transfrontaliere, l'attuazione di un sistema online di condivisione delle informazioni, che consentirebbe agli Stati membri di trattare i dati sulle attività transfrontaliere per garantire che il rischio di frode possa essere valutato più rapidamente. Inoltre, sarebbero creati audit congiunti tra più autorità fiscali nazionali allo scopo di lottare contro le frodi in particolare nel settore del commercio elettronico. Le nuove misure aprirebbero nuovi canali di comunicazione e di scambio di dati tra le autorità fiscali e gli organismi europei di contrasto (OLAF, Europol e la Procura europea), che attraverso controlli incrociati, potrebbero indagare sulle attività transfrontaliere sospette.

Condivisione delle informazioni sulle importazioni extra Ue

La condivisione di informazioni fra le autorità fiscali e le autorità doganali sarebbe ulteriormente migliorata per regimi doganali che attualmente sono sensibili al rischio di frode dell'IVA. Infatti, nell'ambito di un regime speciale, le merci che arrivano da un paese terzo con destinazione finale in un altro Stato membro transitano verso la loro destinazione in esenzione Iva. L'imposta verrà applicata solo una volta che le merci siano giunte a destinazione finale. Questa caratteristica del sistema Ue mira a facilitare gli scambi, ma può essere utilizzata impropriamente per deviare le merci verso il mercato nero ed eludere così completamente il pagamento dell'IVA.

Condivisione informazioni sugli autoveicoli

Il commercio degli autoveicoli può essere soggetto alla frode in quanto l'IVA è applicata in modo differente alle auto nuove rispetto a quelle usate. Auto nuove o recenti, il cui intero valore è imponibile, possono essere vendute come beni usati per i quali solo il margine di profitto è soggetto all'IVA. Per porre fine a questo tipo di frode, ai funzionari di Eurofisc sarebbe dato accesso ai dati relativi all'immatricolazione degli autoveicoli degli altri Stati membri.





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