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di Mf-DowJones News

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Gentiloni: Brexit è stata sveglia durissima per l'Ue

21/06/2017 10:47

La Brexit non e' stata una catastrofe per l'Unione, ma piuttosto una durissima sveglia che ha messo in luce l'esigenza di cambiare l'intero edificio europeo. Questo il senso delle comunicazioni al Senato del premier, Paolo Gentiloni, in vista del Consiglio europeo del 22 e 23 giugno

Per il presidente del Consiglio italiano , il referendum britannico avrebbe dovuto portare a "un anno orribile per l'Ue, ma le previsioni non sono state del tutto rispettate. Viviamo in un clima certamente complicato ma molte delle previsioni di quelle settimane si sono rivelate infondate. Un anno fa l'Ue era al centro di una sorta di tempesta perfetta", ha spiegato Gentiloni, ma "si potrebbe dire che la Brexit piú che una campana a morto per il progetto Ue è stata una robustissima sveglia. E forse ricorderemo il voto sulla Brexit piú che come l'inizio della fine del progetto dell'Unione, come un campanello d'allarme che ha rimesso l'Unione al centro della discussione pubblica. L'Ue ha confermato la propria vitalitá e resta il progetto centrale per il nostro futuro".

Sulla Brexit, Gentiloni ha spiegato che "l'Italia non è favorevole nè a una hard Brexit nè a una soft Brexit ma serve chiarezza nei rapporti tra un Paese così importante e l'Ue e in particolare chiarezza sui diritti e sul destino delle centinaia di migliaia di nostri concittadini che risiedono nel Regno Unito".

Il presidente del Consiglio ha affermato che proprio la Brexit deve spingere i Paesi europei a "dire con forza che ci riconosciamo nel carattere strategico dell'Ue, ma perchè sopravviva c'è bisogno di cambiare. L'edificio dell'Unione ha bisogno di essere cambiato. L'Europa deve cambiare e noi dobbiamo avere la forza di farla cambiare".

In particolare, "la crescita dell'eurozona è migliore del previsto, ma non può essere soffocata da regole concepite in un periodo diverso, quando sarebbe stato difficile pensare a una crescita dell'Europa del 2%. L'Ue ha bisogno di una vera unione monetaria e di politiche del lavoro e investimenti. Non bastano numeri e decimali, servono lavoro, welfare, inclusione e crescita".

Per quanto riguarda l'immigrazione, "dobbiamo dirci onestamente che, nonostante qualche passo in avanti, la velocitá con cui la Ue si muove resta una velocitá drammaticamente al di sotto delle esigenze di Governo e gestione di questo fenomeno", ha spiegato il premier.

Per Gentiloni "questa idea di un'Europa dalle due rigiditá, rigida con le leggi di bilancio e flessibile con l'immigrazione, non potevamo accettarla. Per questo ci fa piacere l'apertura una procedura di infrazione verso quei tre paesi europei che avevano dichiarato di non voler rispettare i vincoli sull'immigrazione, ma non ci possiamo crogiolare con questa soddisfazione morale, dobbiamo andare piú velocemente verso una politica comune".

Il primo ministro ha ricordato che l'Italia ha "aperto una strada con la Libia, anche prendendoci responsabilitá. Quando apri un'ambasciata, quando fai accordi con un Governo la cui debolezza conosci perfettamente, quando investi su questi accordi e da questa direzione vengono alcuni primi risultati. Quello che vogliamo sapere dall'Ue è se su questa strada che l'Italia ha aperto l'Unione è alle sue spalle, o se dobbiamo continuare a cavarcela da soli".

"L'Italia è in grado di affrontare questa situazione, ma l'Ue se vuole recuperare la sua vitalitá, se vuole scommettere sul proprio futuro deve avere una politica migratoria comune. Questo noi pretendiamo da Bruxelles", ha concluso.





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