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Gettare le basi della PAC post 2020

31/07/2018 10:04

Nel giugno 2018, La Commissione Europea ha svelato i suoi piani molto attesi per la Politica Agricola Comune (PAC) dopo il 2020. Alla luce della Brexit e dell’emergere di nuove priorità quali sicurezza e immigrazione, la Commissione ha proposto una riduzione del 5% dei fondi alla PAC, scatenando una decisa reazione degli agricoltori UE e della comunità ambientale

Nel giugno 2018, La Commissione Europea  ha svelato i suoi piani molto attesi per la Politica Agricola Comune (PAC) dopo il 2020.
Alla luce della Brexit e dell’emergere di nuove priorità quali sicurezza e immigrazione, la Commissione ha proposto una riduzione del 5% dei fondi alla PAC, scatenando una decisa reazione degli agricoltori UE e della comunità ambientale.
Possono queste proposte garantire i redditi precari degli agricoltori europei  e allo stesso tempo aiutare l’UE a raggiungere i suoi obiettivi sui cambiamenti climatici?

Disclaimer: Questo progetto è stato finanziato con il supporto della Commissione Europea. Questa pubblicazione riflette le sole opinioni dell’autore, e la Commissione non può essere considerata responsabile per l’uso che può essere fatto delle informazioni in esso contenute.
 
BACKGROUND
Lanciata nel 1962, la Politica Agricola Comune, o PAC, è un sistema di sussidi e di programmi agricoli dell’UE comprendente la maggiore spesa di bilancio singola per l’UE – quasi il 40% del bilancio attuale rispetto a quasi il 70% degli anni ‘70.
La PAC è sempre stata in continua evoluzione. Le riforme avviate negli anni ‘90 hanno cercato di  eliminare gradualmente le quote di produzione antieconomiche. Nel 2003 sono stati intrapresi sforzi per  “scollegare” i sussidi da raccolti o prodotti specifici, sebbene l’accordo concluso il 26 giugno 2013 – e infine implementato 2015 – abbia comportato cambiamenti in tale ambito.
Nel periodo 2014-2020 sono state introdotte misure atte a semplificare la politica e snellire la burocrazia.
https://www.euractiv.com/section/agriculture-food/infographic/mon-10-years-of-cap-simplification-for-a-better-future/
Nel giugno 2018, La Commissione Europea  ha svelato i suoi piani molto attesi per la Politica Agricola Comune (PAC) dopo il 2020.
Alla luce della Brexit e dell’emergere di nuove priorità quali sicurezza e immigrazione, la Commissione ha proposto una riduzione del 5% dei fondo alla PAC, scatenando una decisa reazione degli agricoltori UE e della comunità ambientale.

QUESTIONI
Un nuovo modello di esecuzione
Il comitato esecutivo è stato particolarmente criticato per la sua proposta di un nuovo “modello di esecuzione”, che dà agli stati membri una maggiore libertà d’azione per implementare la “propria PAC” adattata alle diverse esigenze dei loro paesi.
Molti affermavano che con queste proposte la PAC veniva “nazionalizzata”, ma per la Commissione, questo fa parte della modernizzazione e semplificazione della politica.
Phil Hogan, il commissario per lo sviluppo agricolo e rurale, ha affermato che la PAC è semplificata allo scopo di “offrire una sussidiarietà genuina agli stati membri, assicurando una maggiore resilienza al settore agricolo in Europa; aumentando le ambizioni ambientali o  climatiche della politica”.
https://www.euractiv.com/section/agriculture-food/news/european-commission-under-fire-after-new-cap-proposals-release/
Le capitali nazionali presenteranno le proprie strategie nazionali, che in teoria devono rispettare gli obiettivi generali stabiliti dalla UE.
La Commissione afferma che approverà ciascun piano per assicurare la coerenza e la protezione del singolo mercato, mentre le prestazioni dei singoli paesi saranno soggetti al suo esame approfondito.
“Richiederemo piani PAC per ciascun paese, con un’analisi dettagliata delle misure proposte per il raggiungimento degli obiettivi a livello europeo  e le sovvenzioni finanziarie per quelle misure. Questi piani PAC saranno approvati dalla Commissione assicurando la parità di condizioni ” ha affermato il commissario all’agricoltura Phil Hogan in un’intervista a EURACTIV.
https://www.euractiv.com/section/agriculture-food/interview/hogan-post-2020-cap-will-ensure-level-playing-field-across-eu/1225323/
Il Parlamento Europeonon ha giudicato favorevolmente la proposta. Il Comitato  AGRI ha sottolineato che ogni sussidiarietà aggiuntiva deve essere accompagnata  dal mantenimento di un solido quadro normativo comune.
“La struttura delineata [dalla Commissione] renderà probabilmente la PAC  completamente tecnocratica,” ha dichiarato l’europarlamentare Michel Dantin.
I rischi di una maggiore sussidiarietà“aumentano notevolmente la complessità burocratica” della PAC, ha notato l’europarlamentare socialista Paolo de Castro.

Pagamenti diretti e sviluppo rurale
Nel tentativo di concedere ulteriore flessibilità nell’implementare strategie nazionali, la Commissione ha affermato che gli stati membri hanno la possibilità di trasferire fino al 15%  dei loro sussidi PAC tra i due pilastri del pagamento diretto e dello sviluppo rurale.
Il comitato esecutivo hadato prioritàalla protezione dei pagamenti diretti nel nuovo budget  allo scopo di garantire il reddito degli agricoltori senza danneggiare i proprietari.
Di conseguenza i pagamenti diretti non diminuiscono di più del 4% in uno stato membro.
I pagamenti diretti saranno ridotti di €60.000 e coperti per pagamenti superiori s €100.000 per azienda agricola. Inoltre le strutture  medio-piccole riceveranno un maggiore livello di supporto per ettaro, mentre gli stati membri saranno obbligati a destinare almeno il 2% dei pagamenti diretti assegnati per aiutare i giovani agricoltori ad inserirsi nel settore.

I giovani agricoltori UE si sono opposti alle proposte, affermando che il reddito degli agricoltori è già ridotto al minimo – quasi il 40% sotto la media dei guadagni UE in altri settori dell’economia.
“Siamo molto preoccupati per l’impatto di queste proposte. I pagamenti diretti, che sono di gran lunga il metodo migliore e più efficiente per stabilizzare il reddito degli agricoltori e aiutarli a gestire meglio i rischi legati a quest’ultimo, vengono erosi ulteriormente da questa proposta. Ci opponiamo a qualsiasi massimale o degressività dei pagamenti proposti dalla Commissione,” afferma Joachim Rukwied, presidente di Copa, l’unione degli agricoltori europei.
Farm Europe, un gruppo di esperti specializzato in questioni attinenti l’agricoltura, afferma che il reddito degli agricoltori  si ridurrebbe dal 16% al 20% e ciò comporterebbe infine un esodo massiccio dalle aree rurali
Per quanto riguarda lo sviluppo rurale, la Commissione ha proposto un taglio del 10%. e sta agli stati membri coprire questo gap.
“Se uno stato membro  decidesse di coprire il gap, non vi saranno tagli nello sviluppo rurale e gli agricoltori non subiranno conseguenze” ha sottolineato il Commissario.

Tuttavia, considerando che i bilanci pubblici sono già sottoposti ad un’enorme pressione,  non è chiaro come gli stati membri risponderanno a questa sfida.
Nel frattempo, una coalizione di stati membri guidati dalla Franciaha reagito negativamente ai tagli proposti dalla Commissione e, attraverso la “Dichiarazione di Madrid”, ha chiesto di mantenere il budget PAC al livello corrente.
Di recente la Germania si è unita a questo gruppo di paesi. “Sono lieto che la Germania si sia unita a noi nell’opporsi al budget proposto dalla Commissione per la PAC. Un comune linguaggio  franco-tedesco è essenziale per garantire il valore aggiunto europeo di questa importante politica dell’UE,” ha affermato il Ministro dell’Agricoltura francese Stéphane Travert.
PAC e cambiamenti climatici

Organizzazioni non governative impegnate per l’ambiente sostengono che  con il nuovo modello di esecuzione e i tagli proposti sarà difficile raggiungere gli obiettivi legati al clima.
In particolare le ONG hanno dichiarato che i maggiori poteri decisionali conferiti agli stati membri comprometterebbero l’impegno dell’UE nel quadro dell’accordo di Parigi.
“La riforma ripone tutte le speranze di raggiungere gli obiettivi UE  su un’illusione, ipotizzando che gli stati membri perseguano gli interessi pubblici a scapito di quelli acquisiti. Gli ultimi 20 anni di implementazione della PAC  suggeriscono che se ne hanno la possibilità, i ministri dell’agricoltura tendono a cedere di fronte alla potente lobby dell’agricoltura intensiva” sostiene BirdLife Europe .
“La prospettiva di una maggiore sussidiarietà senza un’accresciuta responsabilità agita lo spettro  di una corsa al ribasso in cui ogni paese cerca di superare l’altro con sussidi alla produzione” aggiunge.
La Commissione afferma di riporre grandi ambizioni sull’azione a livello ambientale e climatico. Il comitato esecutivo UE ha notato che la nuova PAC richiederebbe agli agricoltori un maggior livello di ambizione attraverso misure obbligatorie e fondate su incentivi:

I pagamenti diretti saranno condizionati a migliori requisiti ambientali e climatici;
Ciascuno stato membro dovrà presentare ecoprogetti per sostenere gli agricoltori nel superamento dei requisiti obbligatori, utilizzando una quota dei propri stanziamenti per i pagamenti diretti;
Almeno il 30% di ciascun stanziamento nazionale per lo sviluppo rurale verrà assegnato a misure per l’ambiente e il clima;
Si prevede che il 40% del budget PAC globale contribuirà alle misure per il clima
Durante un seminario organizzato da  EURACTIV in luglio la dottoressa Bérénice Dupeux, un funzionario pubblico per l’agricoltura dell’Ufficio Europeo per l’Ambiente (EEB), ha notato che la proposta della Commissione è destinata a fallire  quando si parla di ambiente, in quanto gli stati membri non sono tenuti a riferire sui risultati bensì su quanto spendono in certi progetti e su quanti agricoltori si iscriveranno ad essi.
“Una maggiore flessibilità concessa agli stati membri  porta ad una corsa al ribasso,” ha aggiunto..
https://www.youtube.com/watch?time_continue=160&v=RT-DfVTFb0Q

Tassos Haniotis, direttore della  DG AGRI, ha notato che i timori di una rinazionalizzazione e di una maggiore flessibilità concessa agli stati membri hanno origine dal fatto che il punto di partenza è la politica attuale e non cosa intendiamo fare in futuro.
“Se concordiamo tutti sul fatto che gli obiettivi da raggiungere sono comuni e specifici, le modalità di specializzazione di questi obiettivi implicano tre livelli di responsabilità,” ha detto Haniotis.
“La Commissione, che deve impostare il quadro globale; gli stati membri, che devono analizzare le proprie regioni con i rispettivi problemi e prendere decisioni e infine gli agricoltori, che devono tutti contribuire, perché non si tratta solo di un obbligo bensì di un’opportunità di adattarsi ai cambiamenti climatici” ha sottolineato.

Per Volcher Koch-Achelpoehler, capo dell’ufficio di collegamento della Bayer con l’UE a Bruxelles, l’ecologizzazione della PAC deve essere collegata simultaneamente all’innovazione.
“Alla fine la PAC deve sviluppare l’agricoltura perseguendo una migliore efficienza e allo stesso tempo  una maggiore produttività, soddisfacendo le esigenze della società  riguardo al cibo
“Non possiamo affrontare i cambiamenti climatici solo attraverso la tecnologia […] se non innoviamo abbandonando l’idea che la produzione animale sia fonte della maggior parte delle emissioni, se non ristrutturiamo il nostro settore agricolo, strutturalmente e non tecnologicamente,  non riusciremo a rispettare i nostri impegni internazionali,” ha ammonito Dupeux.

Nel frattempo, i leader dei  gruppi politici del Parlamento Europeo hanno deciso il 5 luglio di concedere al Comitato per l’Ambiente una “competenza condivisa” con il Comitato per l’Agricoltura negli aspetti ambientali post-2020.
Ciò significa in pratica che i parlamentari europei del comitato ENVI avranno una maggiore influenza per quanto riguarda il futuro della PAC e saranno in grado di spingere per politiche più “verdi”.
Le ONG hanno salutato con favore questa svolta, ma gli agricoltori UE hanno insistito sul fatto che la proposta PAC debba restare nell’ambito del Comitato per l’Agricoltura  del Parlamento Europeo.
https://www.euractiv.com/section/agriculture-food/news/agri-committee-no-longer-alone-on-cap-reform-negotiations/

Innovazione
La Commissione ha inoltre deciso di assegnare €10 miliardi a Orizzonte Europa per la ricerca e l’innovazione nel cibo, in agricoltura, nello sviluppo rurale e nella bioeconomia.
L’iniziativa ha riscosso l’approvazione dell’industria biotech, che spinge i politici UE al progresso nel settore agricolo.
La discussione sull’innovazione nel futuro dell’agricoltura UE sarà uno dei temi caldi negli anni a venire.
Un esempio è il dibattito attuale sulle cosiddette nuove  tecniche di coltivazione delle piante (NPBT). La Corte di Giustizia Europea deciderà il 25 luglio se le NPBT ricadono sotto la legislazione sugli OGM, in una sentenza molto attesa che ha diviso le parti interessate.
Il termine NPBT descrive vari metodi scientifici  per l’ingegneria genetica nelle piante allo scopo di migliorare caratteristiche quali la resistenza alla siccità e la resistenza ai parassiti.
https://www.euractiv.com/section/agriculture-food/news/new-plant-breeding-techniques-concern-law-interpretation-commission-says/
Secondo l’industria agroalimentare le piante ottenute attraverso queste tecniche potrebbero anche essere il prodotto di tecniche di incrocio convenzionali che imitano processi naturali e quindi non possono essere considerate OGM.
Altri, le ONG ambientaliste e i politici ecologisti avvertono che l’industria agroalimentare  vuole fare entrare i prodotti GM dalla porta di servizio.

Il comitato esecutivo ha chiarito che il caso riguarda l’interpretazione della legge ma nota che è necessaria una più ampia riflessione sull’innovazione.
“Attendiamo la sentenza preliminare. In generale è necessaria una più ampia riflessione all’interno dell’UE  sulle nuove tecniche di coltivazione e di innovazione nel settore  delle sementi. Tale riflessione è attualmente in corso. La decisione del tribunale offrirà un’opportunità per chiarire alcuni aspetti della questione” ha risposto un portavoce UE ad EURACTIV.
https://www.euractiv.com/section/agriculture-food/news/plant-breeding-techniques-commission-wants-broader-reflection-on-innovation-in-seeds-sector/
Gli Stati Uniti attaccano la PAC
Un altro argomento spinoso per le capitali europee è la nuova posizione dell’amministrazione statunitense  nei confronti della PAC.
Gli analisti suggeriscono che il protezionismo statunitense  non può non coinvolgere la PAC. Il governo statunitense è pronto ad imporre dazi sull’importazione delle olive spagnole dopo avere scoperto che sono state oggetto di dumping sul mercato americano danneggiando i produttori nazionali.
https://www.euractiv.com/section/agriculture-food/news/us-questions-caps-raison-detre-with-spanish-olives-investigation/
Ma secondo gli analisti questo caso potrebbe aprire il vaso di Pandora perché crea un precedente negativo per i prodotti UE finanziati dalla PAC.
Essi temono che Washington possa mettere in discussione la validità del sistema PAC anche per altri prodotti, dal vino francese al formaggio italiano.
“L’argomento utilizzato dagli Stati Uniti per punire le olive spagnole può essere utilizzato sistematicamente  in tutti gli altri settori in cui gli agricoltori ricevono pagamenti diretti”  ha risposto Joao Pacheco, membro del gruppo di esperti Farm Europe, a EURACTIV.com.
https://www.euractiv.com/section/agriculture-food/news/new-tariffs-on-spanish-olives-indicate-us-protectionist-trend/
 
POSIZIONI
“I piani della Commissione non offrono praticamente nessuna protezione per la salute, l’ambiente e il clima. L’UE sovvenziona l’agricoltura con miliardi ogni anno. La gente si aspetta quantomeno che questi investimenti  facilitino il raggiungimento di obiettivi climatici e ambientali e che producano cibo nutriente e sano”, come ha sottolineato il direttore delle politiche agricole UE di Greenpeace Marco Contiero.
“Il Parlamento Europeo e i nostri governi devono stabilire le priorità della PAC e smettere di  versare denaro a pochi grandi proprietari e aziende agricole. Ciascuno di noi ha il diritto di  sapere che ciò che mangiamo non è frutto di crudeltà verso gli animali, che non inquina le nostre acque e non riscalda il pianeta né ci fa ammalare,” ha aggiunto.

“Considerando la disastrosa situazione del reddito degli agricoltori,non possiamo accettare che una percentuale così alta di pagamenti diretti sia isolata rispetto agli obiettivi posti dai cambiamenti climatici nel quadro del 1° pilastro perché ne ridurrà ulteriormente la fattibilità economica. La sostenibilità economica degli agricoltori è cruciale per consentire loro di contribuire maggiormente ad affrontare le questioni climatiche e ambientali,” ha affermato  il Presidente Copa Rukwied, paventando un esodo massiccio degli agricoltori e un abbandono delle campagne.
Farm Europe, un gruppo di esperti specializzato in questioni agricole, ha condotto un’indagine  che ha scoperto come il nuovo modello di governance sia “ingannevole” poiché implica in pratica maggiori poteri conferiti alla Commissione Europea.

“Con il cambiamento di paradigma proposto, il potere di costruire la PAC e la visione  per il futuro dell’agricoltura UE  dei colegislatori passerebbe all’esclusivo potere della Commissione Europea  di approvare o meno ogni strategia nazionale o regionale fondata su un primo pilastro che offre il 98% di flessibilità finanziaria e il  65% nello sviluppo rurale (il 30% destinato a misure per l’ambiente e il  5% per LEADER),” secondo Farm Europe.
“La nostra conclusione generale è che le proposte fanno poco per scoraggiare l’agricoltura intensiva per usare invece i fondi PAC per pagamenti alla biodiversità, ai beni pubblici ambientali e a pratiche di coltivazione sostenibili. In effetti rischiano di provocare un’ulteriore intensificazione attraverso una maggiore flessibilità per gli stati membri senza essere integrate  da protezioni sufficienti o da una reale assunzione di responsabilità per i risultati” ha dichiarato BirdLife International.





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