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di Giuseppe Corsentino (da Parigi) - ItaliaOggi

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Giochi Olimpici 2024, per Parigi è (quasi) fatta

16/05/2017 08:45

Una cena riservatissima con gli ultimi tre presidenti della Repubblica - Sarkozy, Hollande e Macron - dovrebbe aver convinto il Cio che Parigi è il posto migliore per ospitare i Giochi del 2024

Una cena riservatissima, domenica sera al Petit Palais, con gli ultimi tre presidenti della Repubblica - Nicolas Sarkozy, François Hollande e il freschissimo Emmanuel Macron, che solo poche ore prima, domenica mattina, aveva fatto un discorso d'insediamento tutto giocato sulla fierté, sulla ritrovata fierezza della Francia, dovrebbe essere bastata a convincere il capo delegazione del Cio, il Comitato olimpico internazionale, l'avvocato svizzero Patrick Baumann, che Parigi è il posto migliore, il più giusto e il più adatto, per ospitare i Giochi del 2024. Certo, non potrà dirlo assolutamente nella conferenza stampa di oggi, davanti a più di 200 giornalisti di tutto il mondo che hanno seguito passo passo la trasferta parigina della speciale commissione incaricata di valutare i progetti delle città candidate.

Ma nessuno, tra i giornalisti accreditati, ha dimenticato le parole pronunciate durante un'altra trasferta a Parigi, nell'autunno scorso (vedere ItaliaOggi del 7 ottobre 2016), dal «capo» dell'avvocato Baumann, il presidente del Cio, il tedesco Thomas Bach (ex campione olimpico di fioretto, medaglia d'oro a Montreal 1976), che, ospite di Paris24, il comitato promotore dei giochi nella capitale francese, si rivolse alla sindaco Anna Hidalgo con una dichiarazione inequivocabile: «Parigi ha centrato tutti gli obiettivi dell'Agenda 2020 (il nuovo modello organizzativo delle Olimpiadi improntato al risparmio, ndr); vale a dire il rispetto per l'ambiente, l'attenzione agli atleti e alle discipline sportive, l'impegno sociale. Credo proprio che Parigi possa farcela. Anche per la grande unità che vedo dietro la sua candidatura».

Proprio quella che non c'è stata a Roma, come si sa. Allora, è fatta? Parigi, che nei tre giorni della visita degli 11 delegati olimpici dal 13 al 15 maggio si è imbandierata di tricolore (anche per l'insediamento di Macron) e di vessilli colorati con il simbolo di Paris24, ha già battuto Los Angeles (Roma e Budapest si sono ritirate, come si sa) e sarà, dunque, la sede delle Olimpiadi del 2024?

Ci sono tutte le condizioni - politiche, tecniche, organizzative - per dirlo, anche se il presidente di Paris24, Tony Estanguet, un atleta amatissimo qui in Francia, per tre volte campione olimpico di canoa ai Giochi di Sidney, Atene e Londra, preferisce mettere l'accento sui contenuti forti della candidatura parigina, contenuti che egli stesso prova a sintetizzare in una sola parola: compacité, scandita sillaba per sillaba, com-pa-ci-té.

Si badi, questa «compattezza» non è un concetto politico - l'accordo di tutti gli attori metropolitani, dal Comune alla Regione fino all'Eliseo - ma un dato estremamente concreto: nel raggio di 10 chilometri ci sono già 22 impianti sportivi, a cominciare dallo Stade de France a Saint-Denis. Insomma, Parigi è già attrezzata dal punto di vista sportivo e si sta attrezzando con il progetto Paris Express (già in cantiere) che prevede la realizzazione di quattro nuove linee metropolitane (una diretta all'aeroporto Charles De Gaulle e l'altra a quello di Orly). In una parola, «la capital et sa région disposent déjà de la plupart des équipements nécessaires», Parigi ha già tutto quello che serve per i Giochi, come ha scritto il quotidiano Le Monde in un editoriale dal titolo inequivocabile: «Paris mérite les JO», Parigi si merita le Olimpiadi.

Le strutture ci sono. Il governo (Valls) ha già assicurato uno stanziamento di 1 miliardo e ha dato il via libera alle amministrazioni locali perché possano mettere a bilancio altri 500 milioni, mentre la regione Ile-de-France, guidata da Valérie Pécresse, la grande rivale repubblicana della Hidalgo, ha annunciato un finanziamento di 145 milioni per fare il Velodromo nazionale e il Golf nazionale a Saint-Quentin-en-Yvelines, il Villaggio Olimpico e, infine, lo Stadio nautico nazionale, un'enorme piscina ipertecnologica, tutta in acciaio inox, nell'Ile de Loisirs, un lago a Vaires-Torcy, località a una trentina di chilometri da Parigi che sta diventando una destinazione turistica. Fatti i conti, la Francia non dovrà spendere più di 6-7 miliardi. Una cifra in gran parte coperta dallo stesso Cio, dai finanziamenti pubblici (per quasi 2 miliardi), dalla vendita dei biglietti e dagli sponsor, come assicura Étienne Thobois, direttore generale del consorzio Paris24.

Da ultimo il Cio, che dovrà decidere il 13 settembre prossimo a Lima (dopo un'istruttoria finale l'11 e il 12 luglio nella sede del Comitato a Losanna), non potrà non tenere conto, oltre che delle infrastrutture esistenti, anche di un dato politico di fondo, nient'affatto secondario: l'elezione del nuovo presidente Macron e del suo programma politico aperto al mondo, tutto il contrario - fa notare a bassa voce uno dei commissari olimpici in trasferta a Parigi - di quello di Donald Trump, non proprio un presidente amato da Los Angeles e dalla California. «Il mondo e l'Europa hanno bisogno della Francia», ha assicurato il neopresidente nel suo discorso d'investitura domenica all'Eliseo. La nuova missione può cominciare con le Olimpiadi di Parigi nel 2024, magari con il secondo mandato di Macron.





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