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di Martina Paterniti e Sarantis Michalopoulos | EURACTIV.com

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Gli agricoltori italiani e la crescente pressione del mercato

16/03/2018 11:27

Gli agricoltori italiani sostengono di essere l’anello debole della filiera agroalimentare italiana e stanno cercando varie modalità per organizzarsi al fine di aumentare il loro potere contrattuale nel mercato agricolo

Come ha spiegato Paolo Di Stefano, Rappresentante della Delegazione a Bruxelles di Coldiretti, in Italia per ogni euro speso dal consumatore solo 15 centesimi sono pagati all’agricoltore, a causa dei numerosi intermediari, delle inefficenze e delle speculazioni lungo la filiera agroalimentare.

Di Stefano ha anche sottolineato che il disequilibrio nel potere contrattuale e la mancanza di trasparenza nella filiera sono le maggiori cause della riduzione della competitivita’ delle aziende agricole italiane.

Secondo quanto dichiarato da Coldiretti, infatti, il rafforzamento e la creazione delle organizzazioni di produttori devono andare di pari passo con la crescita del potere contrattuale degli agricoltori nella filiera, in particolare dando agli agricoltori il diritto di negoziare i loro contratti in maniera collettiva.

Di Stefano ha fatto riferimento a Campagna Amica, progetto realizzato da Coldiretti con lo scopo di promuovere la vendita di prodotti locali e di stagione direttamente dal produttore al consumatore. “Attraverso cio’, abbiamo creato una relazione diretta fra i produttori ed i consumatori eliminando i passaggi intermediari della filiera che contribuivano, ed ancora contribuiscono, a ridurre i margini di guadagno per gli agricoltori”, ha dichiarato.

Riguardo le nuove regole nel regolamento Omnibus dell’UE, Di Stefano ha affermato che ci stiamo muovendo nella giusta direzione.

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Frammentazione ed Omnibus

L’Omnibus ha risolto alcune problematiche intervenendo sia nelle relazioni contrattuali, estendendo il pacchetto latte e quindi ampliando ad esempio il ricorso a contratti scritti, sia nell’applicazione delle regole di concorrenza.

Ma gli agricoltori italiani ribadiscono la necessita’ di intraprendere ulteriori misure per combattere le pratiche commerciali sleali che costituiscono un ostacolo allo sviluppo del mercato interno.

Quest’anno la Commissione europea discutera’ una legislazione sulla filiera agroalimentare e sulle pratiche commerciali sleali. Come affermato da un portavoce della Commissione, la proposta sara’ probabilmente adottata dal Collegio della Commissione europea nel mese di aprile e riflettera’ l’analisi di una valutazione d’impatto in corso.

Paolo de Castro, eurodeputato del PD (S&D), ha ammesso che l’argomento della frammentazione e’ uno dei maggiori temi del settore agroalimentare italiano. “Abbiamo bisogno di rendere gli agricoltori piu’ forti aiutandoli ad aggregarsi in strutture cooperative ed organizzazioni di produttori” ha dichiarato.

Lo stesso parlamentare ha sottolineato che l’Omnibus ha facilitato una maggiore cooperazione, soprattutto dando alle organizzazioni di produttori la possibilita’ di organizzarsi nel mercato senza temere gli antitrust o le regole della concorrenza.

De Castro si augura che la prossima PAC possa essere il risultato di regole comuni – dunque, evitando la rinazionalizzazione – aiutando gli agricoltori che mettono insieme almeno l’attivita’ commerciale al fine di fronteggiare la competizione del mercato.

Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura, si e’ concentrato maggiormente sulla competizione, affermando che attualmente soltanto le aziende agricole piu’ competitive, che producono prodotti diversi, possono rimanere sul mercato.

“Stiamo inoltre tentando di incentivare le iniziative che vertono sull’innovazione che potrebbero differenziare i prodotti italiani e, per quanto riguarda l’offerta, stiamo cercando di aggregare sempre piu’ quantita’ di prodotti, ovviamente tutelando la qualita’ e le nostre produzioni”.

Giansanti ha concluso ribadendo la necessità di investire le risorse provenienti dal secondo pilastro della PAC, finanziando le aziende agricole che hanno i mezzi per competere nel mercato.





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