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di Marcello Bussi Milano Finanza

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Gli Usa fanno affari con il Qatar

16/06/2017 09:27

Doha compra 36 caccia F15 americani per 12 miliardi di dollari. Washington non intende lasciare il Paese del Golfo al suo destino. Abu Dhabi loda la mediazione del Kuwait.

Il segretario Usa alla Difesa, Jim Mattis e il suo collega del Qatar, Khalid al-Attiyah, ieri hanno annunciato di aver concordato un contratto da 12 miliardi di dollari per la cessione all’emirato di 36 caccia F15 statunitensi. La vendita arriva in un momento molto delicato, dopo che l’Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo hanno rotto le relazioni diplomatiche con Doha, isolando politicamente ed economicamente il Qatar, accusato di sostenere il terrorismo. Il presidente Usa, Donald Trump, ha appoggiato la mossa dei sauditi. Tuttavia l’accordo dimostra che la cooperazione militare tra gli Usa e il Qatar prosegue, nonostante la crisi e l’aumento delle tensioni geopolitiche nell’area. Il Pentagono, in particolare, si è dimostrato preoccupato per l’escalation della tensione tra i Paesi del Golfo Persico.

In Qatar, a sud ovest della capitale Doha, ha sede una delle più grandi basi militari Usa in tutto il Medio oriente, quella di Al Udeid, conosciuta anche come Abu Nakhalan Airport, in cui lavorano oltre 11 mila militari Usa. «La vendita da 12 miliardi di dollari», si legge in un comunicato del Pentagono, «darà al Qatar capacità d’avanguardia e incrementa la cooperazione sulla sicurezza e quella operativa tra gli Stati Uniti e il Qatar». A conferma dei buoni rapporti fra i due Paesi, sempre ieri due navi da guerra statunitensi sono arrivate a Qatar per «un’esercitazione congiunta». Si tratta delle prime manovre di questo genere dall’inizio della crisi con l’Arabia Saudita. Intanto gli Emirati Arabi hanno fatto sapere di volere risolvere la crisi dei rapporti con il Qatar e sperano in una soluzione rapida e diplomatica, che eviti un’escalation della tensione e, soprattutto, il ricorso a nuove sanzioni nel caso in cui Doha non rivedesse le sue posizioni. Lo si è appreso da fonti autorevoli arabe, che hanno lodato il ruolo dell’emiro del Kuwait, Sheikh Sabah Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah, impegnato nel ruolo di mediazione. Per Abu Dhabi la lotta al terrorismo, «malattia» da curare, resta una priorità per il Paese ma soprattutto per il Consiglio di Cooperazione dei Paesi del Golfo, Ccg, organizzazione fondamentale per lo sviluppo e la stabilità della regione. (riproduzione riservata)





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