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di Elisabetta Rovis | Mf-DowJones News

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Governo studia sismabonus per case popolari in legge bilancio

25/07/2017 16:30

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato la volontà di inserire nella legge di bilancio la possibilità di applicare le misure anti-sisma anche all'edilizia residenziale pubblica

"La proposta che faremo nella legge di bilancio è di estendere le misure antisismiche all'edilizia residenziale pubblica, un grande patrimonio che dobbiamo valorizzare".

Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, aggiungendo che "stiamo invitando i cittadini a usare il sismabonus, che consente detrazioni enormi, fino all'80%".

Delrio ha parlato nel corso della presentazione della ricerca di Federcasa "Patrimonio edilizio e rischio sismico. Necessitá di conoscenza, possibilitá di intervento nell'Erp". In Italia, sottolinea lo studio, il 40% degli edifici di edilizia residenziale pubblica che si trovano nella zona sismica 1 (la piú pericolosa) sono stati costruiti prima del 1980 e quindi non rispondono agli attuali requisiti antisismici.

E' quanto emerge dalla ricerca presentato da Federcasa. Su un totale di 2.760 edifici, gestiti dalle aziende casa, presenti nella zona sismica 1, 1.100 necessitano di interventi di miglioramento urgenti.

Per adeguare tale patrimonio e garantire i migliori standard di sicurezza servirebbero dai 360 ai 400 milioni di euro. Il costo, tuttavia, potrebbe diminuire se si decidesse di realizzare una serie di interventi e modifiche per migliorare la capacitá di resistenza alle azioni sismiche, compresa entro i valori minimi e massimi (60% e 80%) di quelli previsti per le nuove costruzioni.

Per raggiungere l'80% di sicurezza occorrerebbero investimenti tra i 290 e i 320 milioni, mentre per arrivare almeno al 60% il fabbisogno finanziario è tra i 216 e i 240 milioni.

Le aziende casa, sottolinea Federcasa, sono escluse dall'accesso alle detrazioni fiscali per gli interventi di adeguamento e miglioramento sismico. Una limitazione che, se fosse eliminata, consentirebbe di avviare prontamente una prima tranche del piano di intervento sugli edifici a maggior rischio sismico, che realisticamente potrebbe interessare circa 2.000 alloggi, per un totale di investimenti pari a 75 milioni di euro.





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