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di Georgi Gotev - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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Grecia ancora salva, anche Fmi nel piano

16/06/2017 09:21

Ieri sera i Governi dell'Eurozona hanno accordato ad Atene prestiti per 8,5 miliardi di euro. Discusse nuove misure di alleggerimento del debito greco. Il Fondo monetario internazionale si unisce per la prima volta al piano

"Si vede la luce alla fine del tunnel", ha detto il ministro delle finanze greco, Eukleidis Tsakalotos, dopo l'incontro a Lussemburgo con i ministri delle finanze dell'Eurozona e con il capo del Fmi, Christine Lagarde.

Con 8,5 miliardi di euro da 18 Stati membri Ue Atene potrà evitare inadempimenti sui rimborsi dei prestiti per il salvataggio che scadranno il mese prossimo. Gli accordi hanno chiarito agli investitori come la Grecia potrà essere in grado di gestire direttamente il suo enorme debito, visto che dal 2010 il problema è stato sempre gestito da altri Stati.

Inoltre ulteriori discussioni verranno affrontate nei prossimi mesi, soprattutto in realzione ad una proposta dal governo Macron per aiutare ed ottimizzare la riduzione del debito. Il presidente francese vorrebbe lavorare con la Germania per rafforzare la moneta unica che è stata quasi distrutta dalla crisi del debito sovrano.

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, la cui insistenza sulle riforme di austerità per le finanze pubbliche greche ne ha fatto una figura a lungo odiata da Atene, ha affermato che i legislatori di Berlino riesamineranno oggi l'accordo per controllare se necessiti di una nuova approvazione del parlamento tedesco.

Il capo del Fondo di salvataggio dell'Eurozona, Klaus Regling, ha riferito che il Meccanismo europeo di stabilità contribuirà al finanziamento con 7,7 miliardi di euro a inizio luglio che andranno a coprire i 6,9 miliardi di debito in scadenza e gli 0,8 miliardi di arretrati. Mentre altri 0,8 miliardi saranno erogati "dopo l'estate".

Fmi entra nel piano

Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario internazionale, ha confermato che il Fondo intende unirsi al piano di salvataggio in corso offrendo ad Atene aiuti precauzionali per 2 miliardi di euro, ma non si è esposta in maniera precisa sulle tempistiche. "La soluzione migliore sarebbe stata un accordo definitivo sul debito, perché avrebbe fatto chiarezza una volta per tutte. Ma questa di oggi è la seconda migliore opzione possibile", ha dichiarato Lagarde.

Per ovviare alla diffidenza del Fmi sulla riduzione del debito, i ministri delle Finanze della zona euro hanno annunciato che nel 2018 potrebbero rivedere le scadenze ed i "grace periods" dei loro prestiti alla Grecia in un range da 0 a 15 anni. La scadenza media oggi è di 30 anni.

La trattativa ha visto una posizione estremamente rigida da parte della Germania. Berlino vorrebbe mantenere una forte influenza sulla Grecia così da poter assicurarsi che le riforme per il piano di salvataggio vengano applicate.

Al termine del vertice, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, che presiederà un meeting dei leader europei la prossima settimana, ha scritto su Twitter: "Finalmente una buona notizia per la Grecia. E' stata meritata".

L'Eurozona è convinta che se la Grecia farà tutto ciò che è necessario e manterrà un elevato avanzo primario negli anni, non avrà bisogno di alcuna riduzione forzata del debito.

Tuttavia il Fondo monetario internazionale sostiene che le ipotesi di una crescita economica greca e di una capacità del Paese di mantenere un elevato avanzo primario siano irrealistiche, e che Atene necessiti di una decisa riduzione del debito per riconquistare la fiducia degli investitori e tornare ad ottenere finanziamenti sul mercato.

Per colmare le ampie differenze di vedute sulla situazione ellenica, la Francia ha proposto un piano per collegare la riduzione del debito alla crescita economica greca, ed i ministri Ue sembrano voler lavorare concretamente su quest'idea.





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