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di Sarantis Michalopoulos | EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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Grecia, nuovo processo per dati falsi su deficit

11/08/2016 18:16

Si riapre il giudizio nei confronti dell'ex direttore dell'Agenzia ellenica di statistica, accusato di aver falsificato i dati sul deficit greco nel 2009. La Commissione europea starebbe monitorando il caso

La Corte suprema greca ha chiesto che sia riaperto un procedimento nei confronti di Andreas Georgiou, l’ex presidente dell'Istituto di statistica nazionale greco Elstat, in merito alla manomissione dei dati sul deficit di bilancio del paese.

Il funzionario era già stato citato in giudizio nel 2013 dopo che alcuni dipendenti dell’istituto l’avevano accusato di aver gonfiato i dati prima del piano salvataggio nel 2009. Le accuse, sempre negate da Georgiou, erano infine cadute lo scorso anno al termine di un’inchiesta. La Corte suprema della Grecia ha però questo mese accettato il ricorso presentato nel 2015 dal procuratore Xeni Dimitriou, secondo cui l'ex direttore di Elstat dovrebbe essere sottoposto a giudizio per le sue false dichiarazioni sulla vicenda.

Il Financial Times ha già sottolineato come il caso preoccupi alcuni funzionari della Commissione europea e della Bce, che avevano in precedenza accolto i dati dell’Elstat, un’agenzia costituita in concomitanza con il primo piano di salvataggio greco.

"La situazione non è chiara. Non si tratta di una situazione facile. La Commissione e la Bce ne stanno da tempo seguendo i risvolti e hanno reagito molto negativamente al caso", ha rivelato un alto funzionario delle istituzioni europee al Financial Times.

La reazione della Commissione europea

Un portavoce della Commissione europea, contattato da EurActiv, ha replicato che l’esecutivo non è solito commentare i procedimenti legali in corso nei diversi stati membri. Il funzionario ha anche ricordato come la salvaguardia della piena indipendenza dell’autorità statistica fosse stata una delle pietre miliari menzionate nella riunione dell’Eurogruppo del 13 luglio 2015. "Ci sono stati progressi importanti per rafforzare la governance e l’indipendenza dell’istituto negli anni recenti", ha aggiunto il portavoce che ha sottolineato come "la Commissione stia monitorando la situazione attentamente".

Il governo greco

Il governo greco ha declinato ogni commento sulla vicenda prettamente giuridica. Le fonti del governo greco, però, hanno concordato sulla necessità della piena indipendenza giuridica di Elstat non escludendo, allo stesso tempo, possibili violazioni normative da parte dei suoi funzionari.

Nikos Pappas, ministro dell’interno, ha riconosciuto che l’inchiesta ha comportato un vulnus da esplorare in profondità. In particolare, secondo Pappas, è necessario esaminare se e come il deficit del paese sia stati gonfiato.

I partiti all'opposizione

Nel frattempo la decisione dell'alta corte ha già scatenato le reazioni dei politici all'opposizione che si incolpano a vicenda rispetto agli eventi che hanno portato al primo bailout. 

Il quotidiano Real News ha citato l’ex primo ministro Kostas Karamanlis, del partito di centrodestra Nuova Democrazia, secondo il quale le accuse dei giudici "aprono finalmente la possibilità di affrontare la vicenda. Lasciamo che sia fatta luce". Karamanlis è stato premier dal 2004 al 2009 e ha sempre sostenuto che i dati fiscali non fossero tanto negativi da giustificare un aiuto finanziario esterno.

Fu invece Giorgos Papandreou, ex leader del partito socialista Pasok e successore di Karamanlis, a fare appello agli aiuti internazionali per evitare la bancarotta del paese. Lo stesso Papandreou aveva incolpato Karamanlis per aver nascosto l’enorme deficit. Il politico, dopo la decisione della corte, ha di nuovo sostenuto la manipolazione da parte del governo Karamanlis delle statistiche fino al settembre 2009, manomissione che sarebbe poi risultata nella crisi del debito del 2010. "Questo", ha notato ancora Papandreou, "è accaduto molto prima dell’istituzione dell’Elstat indipendente". 

Ma per il campo di Karamanlis, la decisione della Corte suprema non è altro che una “vendetta” nei confronti del governo di centro-destra in carica fino al 2009.

Infine, quanto disposto dalle autorità giudiziarie, ha provocato trambusto anche nel principale partito di opposizione, Nuova Democrazia. Il leader, Kyriakos Mitsotakis, non ha però rilasciato commenti ufficiali, scatenando le reazioni di diversi politici di centro-destra. Uno dei parlamentari del partito, Nikitas Kaklamanis, ha però ricordato come Nuova Democrazia avesse chiesto nel febbraio 2010 che una commissione d’inchiesta si occupasse di quanto accaduto tra il 2000 e il 2010.

 

 





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