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di EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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Grecia: South Stream coerente con piani Ue

08/08/2016 17:30

Il ministro greco per l’energia, Panos Skourletis, ha reso noto ieri (7 agosto) che Atene è favorevole alla costruzione del gasdotto South Stream, progetto avversato da Bruxelles e cancellato dai russi nel dicembre 2014

In un'intervista al quotidiano Real News Sunday il ministro greco per l'energia, Panos Skourletis, ha reso noto ieri (7 agosto) che Atene è favorevole alla costruzione del gasdotto South Stream, avversato da Bruxelles e cancellato dai russi nel dicembre 2014. Il progetto, che avrebbe permesso al gas russo di raggiungere l’Europa attraverso i Balcani evitando l'Ucraina, va infatti contro le norme del Terzo Pacchetto dell'Unione europea sull'energia che vieta ai fornitori di gas di essere anche proprietari dell'infrastruttura di distribuzione. Inoltre, in merito all'apparente ravvicinamento tra Mosca ed Ankara che potrebbe contribuire a riportare il progetto sul tavolo, Skourletis ha sottolineato che "la costruzione del gasdotto non è contraria alla strategia europea".

Nel frattempo la scorsa settimana il premier della Bulgaria, Boyko Borisov, si è detto favorevole a gruppi di lavoro bilaterali con la Russia per trovare una soluzione in merito ai diversi progetti energetici che legano i due paesi, tra cui il South Stream.

Ma il ministro greco Skourletis si è anche espresso sul processo di privatizzazione dell’operatore di distribuzione di gas del paese, Defsa, e sullo stato dell’arte dei rapporti con la società Socar dell'Azerbaijan. 

Nel dicembre del 2013, infatti, quest'ultima ha vinto una gara per l'acquisizione di una quota pari al 66% di Defsa per 400 milioni di euro, laddove lo Stato greco continuerebbe a controllare il 34%. L'accordo, non ancora portato a termine, ha in seguito aiutato il gasdotto  Trans-Adriatico (Tap), di cui Socar è proprietaria al 20%, ad avere la meglio sul progetto concorrente, il Nabucco.

Lo scorso mese la Grecia ha però presentato un progetto di legge di ricalcolo, retroattivo fino al 2006, delle tariffe di gas del paese. L'aumento delle tariffe sarà minore delle previsioni, con profitti per Socar probabilmente al di sotto di quanto stimato ai tempi dell'intesa per il controllo di Defsa.

Ma gli azeri non sembrano intenzionati ad incassare. Il ceo di Socar Energy Greece, Anar Mammadov, dopo un recente incontro con il ministro Skourletis, ha messo in guardia sui rischi dell'operazione su Defsa in caso di approvazione delle disposizioni sul prezzo dell'energia. "Se implementati, questi cambiamenti ridurrebbero il valore della società e la futura redditività in modo drammatico", ha spiegato Mammadov alla stampa greca.

Rispondendo alla potenziale ritirata di Socar, il ministro Skourletis ha messo in luce che tocca agli azeri esprimersi su cosa vogliono o possono fare. "Con questi cambiamenti di tariffe", ha aggiunto il ministro, "abbiamo evitato un aumento degli addebiti per gli utenti del 68% preservando il potere di acquisto delle famiglie. Qualora la gara fallisse tutti gli scenari sono aperti. Ogni evento negativo ha anche un risvolto positivo", ha concluso.





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