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di Angelo Di Mambro (da Bruxelles) - ItaliaOggi

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Hogan, a maggio taglieremo la burocrazia usando l'hi-tech

10/04/2017 09:03

Il commissario Ue per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale riapre la partita sulle autorizzazioni all'impianto dei vigneti prevedendo meno controlli grazie ai satelliti

La consultazione sulla nuova Pac potrebbe anche portare a riaprire la questione delle autorizzazioni all'impianto, mentre Bruxelles agirà prima dell'estate per ridurre la burocrazia per tutti gli agricoltori, grazie a satelliti e nuove tecnologie. Sono queste le idee e le proposte con cui il commissario europeo all'agricoltura, Phil Hogan, si presenta al Vinitaly. Idee e proposte che racconta a ItaliaOggi a ridosso della rassegna veronese. 

Domanda. La Brexit preoccupa molto i produttori di vino. Può rassicurarli?

Risposta. In questo momento nessuno può dire quale sarà il risultato del negoziato tra Ue e Regno Unito. Può star sicuro che come commissario all'agricoltura seguirò con attenzione gli sviluppi legati a tutti i settori agricoli. Spero troveremo un accordo ragionevole che permetterà ai prodotti agroalimentari e alle bevande europee di continuare a essere esportate e competere sul mercato britannico come oggi. Sul vino non dovrebbero esserci problemi, il Regno Unito è tradizionalmente un grande importatore di vini europei

D. Hanno l'occasione di cambiare e optare per il vino australiano, cileno o sudafricano. Non trova?

R. Anche adesso hanno questa possibilità, ma scelgono i vini europei. E questo perché i vini europei non sono solo di alta qualità, ma sono capaci di battere la concorrenza.

D. Da una prospettiva europea, come sta funzionando il nuovo sistema di autorizzazioni all'impianto?

R. In generale bene, se si pone l'enfasi sulla limitazione della crescita degli ettari vitati in Europa. L'Italia ha problemi specifici. Prima, insieme agli altri paesi, ha avuto una posizione molto restrittiva sulla liberalizzazione dei diritti di impianto e oggi si trova ad avere a che fare con un aumento contingentato delle superfici che non basta. La Commissione proponeva un sistema più flessibile, ma i co-legislatori non hanno voluto. La Commissione avrebbe preferito proteggere le superfici, dando però la possibilità a produzioni dal grande potenziale come il Prosecco di svilupparsi ulteriormente. Con il processo di consultazione sulla nuova Pac possiamo capire se c'è la volontà di riaprire la questione che, mi rendo conto, è delicata.

D. Una delle sue priorità da commissario è la semplificazione delle regole. Semplificare quelle del vino si è rivelato più complicato del previsto?

R. Ogni settore è diverso, ha regole diverse e questo ha conseguenze sul tipo di iniziative da adottare per semplificare. Il supporto Ue per il vino è diverso da quello di altri prodotti, con un miliardo per programmi di cui beneficiano soprattutto Francia, Spagna e Italia perché sono i più grandi paesi produttori. L'azione di semplificazione procede, ma stiamo cercando di capire come migliorare ancora ed io sono impegnato in modo totale per rendere più semplice la vita ai produttori. 

D. L'impressione è che il sistema di supporto al vino sia cambiato, ma che l'impianto dei controlli sia rimasto ancorato al passato. Che ne pensa?

R. Il sistema dei controlli va semplificato per tutti i settori, non solo per il vino. Stiamo lavorando a un progetto che presenteremo a maggio, con cui vogliamo utilizzare le nuove tecnologie, in particolare i satelliti, per ridurre il numero e l'onere dei controlli in tutti i settori. Sono sicuro che questa iniziativa sarà accolta con favore dagli agricoltori.

D. Si può replicare il modello di sostegno pubblico al vino in altri settori, come l'olio d'oliva o altri?

R. Secondo me il vino ha specificità tali che giustificano un trattamento separato. La commissione europea è impegnata a trovare le risorse nel prossimo quadro finanziario perché possa l'attuale sistema continuare. Ma non credo si possa considerare il regime di sostegno al vino come una specie di modello per altri settori.





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