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di Miryam Magro

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I mercati scommettono su stabilità Spagna

13/10/2017 12:57

Per Matteo Villa, ricercatore delI'Ispi, una dichiarazione d'indipendenza unilaterale da parte della Catalogna è improbabile, considerando i possibili scenari politici ed economici della questione.

Qual è l'attuale situazione politica in Catalogna? 

  Risposta: In Catalogna il fronte nazionalista che guida la Generalitat è iperframmentato. L'alleanza Junts pel Sí, formatasi in occasione delle elezioni parlamentari catalane del 2015, comprende partiti dalle diverse anime politiche che spaziano dal centrodestra all'estrema sinistra. Ad unire le diverse frange al Governo è soltanto l'idea dell'indipendenza della Catalogna dalla Spagna, ed è solo in nome di questa che il leader catalano, Carles Puigdemont, può guidare i nazionalisti. Dopo il referendum del 1 ottobre, Puigdemont si è trovato a non poter fare alcun passo indietro sulla questione indipendentista per non sfaldare la coalizione alle sue spalle, allo stesso tempo però continuare a fare troppi passi avanti sulla strada dell'indipendenza potrebbe portarlo sull'orlo del baratro, con il Governo di Madrid pronto a prendere provvedimenti a suo carico. 

Come hanno reagito i mercati e qual è il loro sentiment attuale?

Se guardiamo allo spread, che ritengo sia un ottimo indicatore del rischio Paese, siamo molto lontani dai livelli raggiunti nel periodo della crisi dell'Eurozona. Subito dopo il referedum sull'indipendenza della Catalogna, il differenziale di rendimento fra i Bonos e i Bund è salito di soli 30 punti base, riportandosi sui livelli precedenti al voto già nelle ore successive. Il premio che la Spagna paga sulla crisi catalana è dunque molto basso, se consideriamo inoltre che l'instablità politica e bancaria dell'Italia è considerata più rischiosa della questione indipendentista catalana per la Spagna. Al momento i mercati scommettono sulla stabilità del Paese. La stessa Borsa di Madrid non sta risentendo della crisi, nè dei trasferimenti di alcune imprese che hanno abbandonato la Catalogna a seguito del referendum.

Quali potrebbero essere le conseguenze future del voto del 1 ottobre? 

Considerando un primo scenario, nel quale la crisi catalana si protrae per diversi mesi, il rischio è che la percezione dell'instabilità politica nella regione faccia diminuire gli investimenti verso la Catalogna, il che andrebbe ad impattare negativamente sull'economia regionale nel breve periodo, frenandone la crescita. Nel caso invece di una dichiarazione ufficiale d'indipendenza da parte della Generalitat, si aprirebbero due ulteriori scenari. Da un lato la Catalogna potrebbe essere commissariata da Madrid, e la crisi si risolverebbe con un colpo di mano del Governo centrale che non provocherebbe troppi problemi dal punto di vista politico ed economico. D'altra parte, se la Catalogna si rendesse indipendente dalla Spagna, ci sarebbero una serie di questioni da risolvere da parte del Governo di Barcellona, relative alla moneta da utilizzare nello Stato neocostituito e al debito pubblico. Il rating nel nuovo Paese catalano finirebbe a livello di junk bond, con un rapporto debito/Pil simile a quello spagnolo ma una grandezza economica simile a quella greca. Dal punto di vista fiscale, di sicuro questo richiederebbe uno sforzo da parte degli stessi cittadini catalani, per esempio una nuova tassa per l’indipendenza. Ciò provocherebbe non pochi malumori fra la popolazione, già divisa sul tema dell'indipendenza da Madrid, senza contare che lo stesso Governo catalano attuale si ritroverebbe al collasso, distrutto dalle divergenze tra le visioni politiche interne alla coalizione.  

Cosa succederà la prossima settimana, quando scadrà il termine dell'ultimatum che il premier spagnolo, Mariano Rajoy, ha dato a Puigdemont?

Il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, ha chiesto alla Generalitat di fare chiarezza entro lunedì sull'indipendenza, dichiarata o meno, da parte di Puigdemont. In caso di conferma di avere dichiarato l’indipendenza, il leader catalano avrà altri 4 giorni per decidere se revocarla o meno. Ritengo che la conferma di una dichiarazione unilaterale sia altamente improbabile, ma nel caso in cui ciò dovesse accadere potremmo assistere ad una revoca della dichiarazione entro i 4 giorni successivi o ad una sostituzione di Puigdemont come leader dei nazionalisti. Una opzione più probabile sarebbe una nuova dichiarazione interlocutoria da parte di Puigdemont, che porterebbe alla prosecuzione dell’attuale fase di instabilità, in attesa di nuovi sviluppi interni al fronte indipendentista, che restano imprevedibili.





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