EurActive.it

Home > News > Il diesel inquina pure l'Africa

di Simonetta Scarane - ItaliaOggi

Facebook Twitter Linkedin
Il diesel inquina pure l'Africa

20/12/2017 08:48

Le automobili inquinanti, non più utilizzabili in Europa, finiscono nel continente nero. Allarme lanciato dall'Organizzazione mondiale della sanità

Le strade delle metropoli africane, da Nairobi (Kenya) a Kampala (Uganda), a Cotonou (Benin) sono diventate delle camere a gas, puzzolenti e irrespirabili invase come sono dalle auto diesel vecchie, quelle che in Europa sono state messe fuorilegge per le loro emissioni altamente inquinanti.

I vecchi diesel vanno bene, invece, per inquinare l'Africa. L'Onu ha lanciato l'allarme preoccupata per le conseguenze sanitarie di questa esplosione del mercato dei veicoli d'occasione nel Continente nero, che vale 17,6 miliardi di dollari (14,8 mld di euro), stimolato dai siti internet di rivendita. In Nigeria questi vecchi diesel sono l' 89% delle vendite.

Queste vetture, che altrove sarebbero già state rottamate per legge, continueranno invece a riversare i loro gas tossici in Africa. Emissioni responsabili di decine di migliaia di morti ogni anno. Veleni dei quali i costruttori si sono ingegnati a dissimulare il vero livello di emissioni fino allo scandalo del dieselgate del numero uno mondiale del settore, Volkswagen, nel 2015. 

Questo scenario preoccupa anche l'Organizzazione mondiale della sanità. Il mercato africano sarà inondato da questi vecchi diesel, ha dichiarato a Le Monde la direttrice del dipartimento salute pubblica e ambiente, Maria Neira. Uno studio sui legami fra inquinamento e mortalità pubblicato su The Lancet, e ripreso da Le Monde, rivela che il Kenya sarà tra i paesi più colpiti. Secondo i calcoli della rivista medica britannica l'inquinamento dell'aria ha provocato nel solo 2015 all'incirca 58 mila morti, cioè quasi il 20% del totale dei decessi.

Secondo il programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Pnue), che ha sede a Nairobi, il traffico stradale è all'origine del 90% dell'inquinamento dell'aria nelle città che sono in piena esplosione demografica, come la capitale del Kenya che vedrà balzare la popolazione da 8 milioni a 12 milioni di abitanti entro il 2030.

Un paese come il Kenya vede aumentare del 12% l'anno il parco delle automobili. Di qui al 2050, il numero totale, a livello globale, sarà raddoppiato e arriverà a 2,5 miliardi di veicoli. Secondo le proiezioni dell'Agenzia internazionale dell'energia i due terzi di questa crescita proviene dai paesi in via di sviluppo e in particolare dell'Africa.

Il Continente non ha proprie industrie di automobili (a eccezione dell'Africa del Sud, dell'Algeria, del Marocco e dell'Egitto) e dunque, è costretta ad importare i veicoli. La maggior parte di questi sono d'occasione e provengono da Europa, Stati Uniti e Giappone. In Kenya, ad esempio, il 99% delle vetture importate sono usate. Nel Continente nero ogni anno vengono riversati da 3 a 4 milioni di veicoli provenienti dall'Europa dove non potrebbero circolare.

Un vuoto normativo permette di trasferire in Africa i veicoli dalle tecnologie obsolete e inquinanti, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, riportato da Le Monde. Ventisette paesi africani non impongono alcuna restrizione sulla vetustà delle vetture importate. In Uganda, ad esempio, i diesel hanno un'età media di 16,5 anni e rispondono alla norma Euro 2 in materia di inquinamento mentre in Europa vige l'Euro 6 da settembre 2015. Il Kenya, ad esempio ha deciso che non si possono importare veicoli d'età superiore a 8 anni, la Nigeria, 15, ma poiché non ci sono limitazioni di traffico, i vecchi diesel circolano liberamente su tutte le strade dei vari Stati africani.





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2018 Partita IVA 08931350154