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di Matteo Rizzi - ItaliaOggi

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Il Fisco Ue contro l'Ikea

19/12/2017 12:19

Ieri la nota ufficiale del commissario alla concorrenza Vestager. Gli accordi con l'Olanda fiscalmente dannosi

Ikea finisce sotto la lente d'ingrandimento della Commissione europea per due ruling fiscali con l'amministrazione olandese.

A dichiararlo è il commissario europeo alla concorrenza, Margrethe Vestager, ieri in conferenza stampa. «Tutte le società, grandi o piccole, multinazionali o meno, dovrebbero pagare la loro quota equa di imposte: gli Stati membri non possono lasciare pagare meno a delle aziende selezionate, permettendo loro di spostare artificialmente i profitti altrove. Ora esamineremo attentamente il trattamento fiscale olandese dell'Inter Ikea».

La Commissione, infatti, teme che due ruling fiscali olandesi possano aver consentito all'Inter Ikea, uno dei due gruppi che gestisce l'attività di Ikea, di pagare meno imposte rispetto ad altre società nel Paese, attribuendo un vantaggio ingiusto rispetto alle norme Ue in materia di aiuti di Stato. Questa istituto fiscale non è proibito in quanto tale, ma diventa illegale se permette alle società di acquisire una vantaggio concorrenziale nel mercato. I ruling fiscali riguardano due distinte operazioni.

La prima, nel 2006, ha avuto ad oggetto il metodo per calcolare un canone annuale da pagare da Inter Ikea Systems, sussidiaria residente nei Paesi Bassi a un'altra società del gruppo, la Inter Ikea denominata II Holding, con sede in Lussemburgo. La Commissione quindi, valuterà se il canone annuale pagato dalla Inter Ikea Systems a II Holding, approvato nel ruling fiscale del 2006, riflette la realtà economica.

La seconda operazione, riguarda il 2011, anno in cui l'azienda era stata oggetto di una riorganizzazione infragruppo. In quel contesto, Inter Ikea Systems ha acquistato i diritti di proprietà intellettuale precedentemente detenuti da I.I. Holding. Per finanziare questa acquisizione, Inter Ikea Systems ha ricevuto un prestito intercompany dalla sua società madre in Liechtenstein. Quindi, le autorità olandesi hanno emesso un secondo ruling fiscale, che ha approvato il prezzo pagato da Inter Ikea Systems per l'acquisizione della proprietà intellettuale.

Inoltre, ha approvato gli interessi da versare nell'ambito del prestito intercompany alla società madre in Liechtenstein, e la detrazione degli interessi dall'utile di Inter Ikea Systems nei Paesi Bassi. La Commissione, quindi, andrà a valutare se il prezzo che Inter Ikea Systems ha concordato per l'acquisizione dei diritti di proprietà intellettuale e gli interessi pagati per il prestito riflettono la realtà economica.

La Commissione ritiene che il trattamento approvato nei due ruling fiscali possa aver comportato benefici fiscali a favore di Inter Ikea Systems, favori non accessibili per altre società soggette alle stesse norme fiscali olandesi. Il ruolo del controllo degli aiuti di Stato dell'Ue è quello di garantire che gli Stati membri non offrano alle società selezionate un trattamento fiscale preferenziale, attraverso ruling fiscali o altri meccanismi. Più in particolare, le transazioni tra società di uno stesso gruppo societario devono essere valutate in un modo da riflettere la realtà economica. Ciò significa, che i pagamenti tra due società dello stesso gruppo dovrebbero essere in linea con gli accordi che avvengono in condizioni di mercato.

A detta di alcune fonti, l'indagine dell'Ue sarebbe legata a un report del 2016 commissionato dal Partito Verde del Parlamento europeo, che aveva accusato Ikea di aver evaso 1 miliardo di euro di tasse nell'arco di sei anni. Il report rivelava che una delle tecniche utilizzate dal retailer svedese per evadere il fisco prevedeva il trasferimento di royalties da ciascun negozio Ikea a una sussidiaria in Olanda.

«L'indagine non dovrebbe essere limitata all'Olanda, ma dovrebbe estendersi anche al Belgio e al Lussemburgo», ha detto Sven Giegold, euro-parlamentare del Partito Verde. L'indagine della Commissione europea si inserisce in una strategia più ampia, finalizzata ad aumentare il gettito fiscale proveniente dalle grandi multinazionali e da altre società che operano in Europa.





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