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di Luigi Chiarello - ItaliaOggi

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Il latte va in chiaro

19/04/2017 08:49

Da oggi scatta l'obbligo di origine in etichetta, trasparenza anche per i formaggi

Da oggi è obbligatorio indicare in etichetta l'origine della materia prima dei prodotti lattiero caseari in Italia. Come, ad esempio, il latte Uht, il burro, lo yogurt, la mozzarella, i formaggi e i latticini. L'obbligo, previsto da un decreto interministeriale del 9 dicembre 2016 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 15 del 19/1/2017), si applica al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di ogni altra origine animale. L'origine del latte e dei suoi derivati andrà indicata in etichetta in modo chiaro, visibile e facilmente leggibile. Le diciture utilizzate saranno le seguenti:

a) «PAESE DI MUNGITURA: nome del Paese nel quale è stato munto il latte»;

b) «PAESE DI CONDIZIONAMENTO O TRASFORMAZIONE: nome del Paese in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato il latte».

Qualora il latte (anche quando viene utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari) sia stato munto, confezionato e trasformato nello stesso Paese, si può utilizzare una sola dicitura, ad esempio: «ORIGINE DEL LATTE: ITALIA».

Se, invece, le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più Paesi, diversi dall'Italia, le imprese possono utilizzare, a seconda della provenienza, le seguenti diciture:

- latte di Paesi Ue: se la mungitura avviene in uno o più Paesi europei;

- latte condizionato o trasformato in Paesi Ue: se queste fasi avvengono in uno o più Paesi europei.

Se le operazioni avvengono al di fuori dell'Unione europea, verrà usata la dicitura «Paesi non Ue».

Sono esclusi dall'obbligo di etichettatura i prodotti Dop e Igp (perchè hanno già disciplinari relativi all'origine), nonché i prodotti Bio; i prodotti contenenti latte, ma non considerati lattiero-caseari; i prodotti venduti sfusi o imballati nei luoghi di vendita a richiesta del consumatore, o preimballati per la vendita diretta; i prodotti destinati ad altre lavorazioni e non destinati al consumatore finale (B2B). Escluso anche il latte fresco, già tracciato per legge. «È un traguardo storico per il nostro Paese, che ci consente di creare un nuovo rapporto tra produttori e consumatori», ha affermato il ministro alle politiche agricole, Maurizio Martina. «Una sperimentazione che ora auspichiamo possa trasformarsi in uno standard europeo. I cittadini, infatti, devono essere informati per poter scegliere consapevolmente cosa mettere a tavola. Questo vuol dire tutelare il Made in Italy».





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