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di Ama Lorenz, Cécile Barbière | EurActiv.de, EurActiv.fr

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Il Parlamento Ue chiede maggiori fondi per la crisi migratoria

28/10/2016 18:30

I parlamentari europei hanno proposto un aumento di 500 mln della spesa Ue per far fronte alla crisi dei rifugiati. Ma molti temono che, di conseguenza, potranno diminuire gli stanziamenti per la politica estera per lo sviluppo

I parlamentari europei hanno approvato ieri un aumento della spesa europea di 500 milioni per far fronte alla crisi dei rifugiati senza tagliare allo stesso tempo gli aiuti allo sviluppo. La risoluzione approvata fa in particolare riferimento alla necessità di maggiori fondi verso paesi terzi per mitigare la crisi migratoria. Esprimendosi allo stesso tempo contro i tagli al bilancio per il 2017 proposti dal Consiglio dell'Ue, gli eurodeputati si sono anche chiesti se i finanziamenti per lo sviluppo siano sufficienti. 

Il voto del Parlamento Ue è stato accolto con favore da molte organizzazioni non governative. "Chiediamo al Parlamento europeo di assicurare che i fondi ulteriori per l'azione esterna previsti per il 2017 siano spesi per affrontare alla base le causa delle migrazioni e non per i controlli alle frontiere", ha messo in guardia Natalia Alonso di Oxfam International.

Il dirottamento dei fondi per lo sviluppo

Secondo la stima dell'ong One, l'Ue ha promesso 1,3 miliardi ulteriori per affrontare il tema migratorio nel 2017. Ma, in qualche modo, non sembra ce ne sia traccia nella bozza del budget proposta all'inizio di quest'anno. "Se risolviamo la crisi senza fondi addizionali ma solo usando i margini di flessibilità previsti dal budget, non saremo in grado di prevenire la prossima crisi", ha puntualizzato Valentina Barbagallo, policy manager di One.

Il rischio che i fondi stanziati per la politica di sviluppo siano dirottati per mitigare la crisi migratoria rientra nelle preoccupazioni sia delle ong sia degli eurodeputati. "Posso solo mettere in guardia dal considerare la politica estera e quella per lo sviluppo come sfere politiche coerenti. Noi dell'Spd siamo contro il principio di condizionalità. Ciò significa che siamo contrari al donare più fondi ad un paese affinché impedisca ai propri cittadini di emigrare", ha puntualizzato l'eurodeputato tedesco socialdemocratico Arne Lietz.

Le responsabilità degli Stati membri

All'interno del dibattito attuale Lietz ha anche chiesto agli Stati membri di avvicinarsi all'obiettivo dello 0,7% del reddito nazionale lordo da destinare alla spesa per lo sviluppo entro il 2030. Al momento solo quattro paesi raggiungono questo target con il Regno Unito al primo posto mentre la Germania si attesta comunque vicino, allo 0,5%. L'attuale framework europeo, inoltre, permette di considerare le spese per i rifugiati nel budget per lo sviluppo, anche se si tratta di costi sostenuti a livello domestico. 

L'emendamento della Commissione 

Prima del voto del Parlamento, anche la Commissione europea ha presentato una lettera di rettifica rispetto alla bozza di bilancio 2017 proponendo un aumento di 1 miliardo per nuove iniziative come il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile. Come previsto, il Consiglio dell'Ue ha informato il Parlamento che la modifica non poteva essere accettata. 

 

 

 





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