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di EURACTIV.com e Reuters | Traduzione di Francesco Chierchia

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Il primo ministro serbo conferma il suo potere con la vittoria presidenziale

03/04/2017 16:54

Il leader conservatore, Aleksandar Vucic, ha vinto ieri le elezioni presidenziali in Serbia con un margine altissimo, consolidando la sua influenza nel Paese balcanico e confermando di voler perseguire un delicato equilibrio tra Europa e la Russia.

Vucic, 47 anni, ha evitato il ballottaggio ottenendo circa il 55% dei voti; secondo due proiezioni delle agenzie CRTA e Ipsos, il suo rivale più vicino, candidato dell'opposizione ed ex avvocato Sasa Jankovic, ha raggiunto poco più del 16%.

Il leader conservatore assumerà l'incarico alla fine di maggio, ma ci si aspetta che possa mantenere il controllo 'de facto' del Paese attraverso la sua influenza sul Partito Progressista Serbo. Il risultato ha assunto i tratti di un'umiliazione per i partiti serbi d'opposizione, per i quali il ruolo di Vucic sta diventando sempre più autocratico.

Dall'altro lato, Vucic ha chiarito che il suo cambiamento di ruolo non altererà l'equilibrio geopolitico della ex repubblica jugoslava tra l'Unione europea, a cui vorrebbe che la Serbia aderisse, e la Russia, con la quale i serbi condividono la fede cristiano-ortodossa e la cultura slava.

Ha poi ringraziato il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente russo Vladimir Putin, con i quali si era incontrato durante la campagna elettorale.

“Per me è importante che questa elezione abbia dimostrato che la grande maggioranza dei cittadini serbi è a favore del proseguimento del cammino europeo, pur mantenendo stretti legami con la Cina e la Russia”, ha dichiarato Vucic ad alcuni sostenitori.

Nonostante la crescita economica ed una maggiore stabilità fiscale, la Serbia continua a rimanere impantanata nella povertà e la corruzione; ma per i suoi simpatizzanti, Vucic rappresenta una figura affidabile in una regione travagliata.

“Ho votato per la stabilità, abbiamo già avuto abbastanza guerre” - ha detto Bozica Ivanovic, pensionato di 65 anni che ha votato per Vucic - “abbiamo bisogno di più posti di lavoro per i giovani e se saremo in grado di ottenere pensioni e stipendi più alti, ancora meglio”.

'Ipocrisia'

Gli avversari di Vucic, però, sottolineano la vena autoritaria del neo-presidente, che lo ha portato a prendere il controllo dei media in Serbia già nel 2012, quando il suo partito è salito al potere, e poi quando divenne primo ministro, tre anni fa.

Vucic nega l'accusa, ma in passato è stato il temuto ministro dell'Informazione che ha promosso le dure leggi progettate per mettere a tacere le critiche al governo durante la guerra del Kosovo del 1998-1999.

Lo studente venticinquenne Luka Maksimovic, che correva rappresentando una parodia di uno squallido truffatore politico chiamato Ljubisa “Beli” Preletacevic, è arrivato terzo con poco più del 9% delle preferenze, raccogliendo i voti dei serbi disillusi verso la classe politica del Paese. “Ho votato per Beli”, ha detto il trentenne Dejan Markovic, un operaio disoccupato. “I cosiddetti candidati dell'opposizione ci hanno tradito in passato e Vucic sta mentendo a tutti noi, Beli è l'unico modo per prendere in giro tutta questa ipocrisia”, ha concluso.

In qualità di presidente, Vucic avrà pochi poteri formali, tra i quali il diritto di rinviare le leggi al Parlamento per un riesame.

Tuttavia, ci si aspetta che il nuovo presidente nomini un alleato fedele in qualità di primo ministro, così da mantenere sotto controllo le decisioni politiche, come fece anche l'ex presidente Boris Tadic, del Partito Democratico, tra il 2004 e il 2012.

Alcuni analisti hanno osservato che potrebbe rivelarsi difficile: “Vucic sarà ora lontano dagli affari e dalle politiche esecutive di tutti i giorni, e dovrà fare affidamento su un tramite” - ha scritto Eurasia Group - “e questo probabilmente potrebbe generare alcune tensioni nella struttura di comando".





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