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di Sarantis Michalopoulos | EURACTIV.com | Traduzione di Miryam Magro

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Il trasferimento dell' Ema non è un gioco

11/07/2017 09:58

Per il ministro della Salute olandese, Edith Schippers, la nuova sede dell'agenzia del farmaco dovrebbe basarsi sulla valutazione della Commissione Ue e non dei politici.

Sarantis Michalopoulos di EURACTIV, ha intervistato il ministro della salute, del benessere e dello sport dei Paesi Bassi, Edith Schippers, in vista della presentazione ufficiale della candidatura olandese a nuova sede dell'Agenzia europea del Farmaco. Gli Stati membri dell'Unione Europea hanno tempo infatti fino alla fine di luglio per sottoporre le proprie candidature alla La Commissione europea, che esaminerà le offerte entro il 30 settembre, sulla base di sei criteri. La decisione finale è prevista per novembre.

Quali sarebbero i vantaggi principali di Amsterdam nell'ospitare l'Ema?

Amsterdam è una città molto bella in cui vivere. È fra le prime dieci città più amate in Europa, e gode di una comunità multiculturale. L'economia è fiorente, la forza lavoro è multilingue e altamente qualificata e ovviamente un punto a favore della città è l'aeroporto di Schiphol, che vanta il maggior numero di collegamenti diretti con il resto dell'Unione. Secondo i nostri piani infatti, la distanza fra l'aeroporto e la sede dell'agenzia sarà inferiore a 10 minuti. Inoltre, siamo pronti a prendere in carico le operazioni dell'Ema, che a mio avviso è molto importante, dal momento che l'Ema non è solo un'autorità, ma un'agenzia da cui molti pazienti in tutta Europa dipendono.

Il 20% del lavoro dell'Ema è attualmente svolto dall'agenzia nazionale britannica. Il vostro regolatore sarà in grado di continuare questo lavoro?

Ne sono convinta. Investiremo di più in questo lavoro scientifico perché riteniamo che sia davvero importante. I dettagli completi nel nostro piano saranno presentati questo pomeriggio.

Qual è la sua opinione sulla questione della necessità di un "equilibrio geografico"?

È evidente che l'equilibrio geografico sia molto importante. Ma nel caso dell'Ema non si tratta solo un'istituzione. Se si inizia a costruire un'autorità, si inizia da zero. Questa è un'agenzia pienamente operativa e molto importante. È fondamentale avere un equilibrio, ma l'Ema è una delle pietre miliari del sistema sanitario dell'Ue. Come ministro della sanità, mi sembra abbastanza importante che la decisione sul suo trasferimento si basi su criteri oggettivi. E' nell'interesse dei pazienti dell'Ue che ci occuperemo della continuità del lavoro dell'agenzia.

La decisione sarà basata su criteri obiettivi, ma molti ammetteranno che si tratterà di una decisione politica. Pensa che ciò metterà a rischio il criterio della continuità del lavoro?

So che si tratta di una decisione politica. Ma credo che la valutazione della Commissione europea debba essere presa in considerazione in questa decisione. Altrimenti, perché fare una valutazione? La decisione politica deve tenere conto della Commissione.

Ci sono Paesi candidati ad ospitare l'Ema che sono sostenuti dal settore farmaceutico, ritiene che questo rappresenti uno svantaggio per i Paesi Bassi?

Credo ci sia un malinteso. L'Agenzia non riguarda principalmente il settore farmaceutico. L'Ema è stata istituita per i pazienti e il suo obiettivo principale è quello di fornire medicinali sicuri ed efficaci a 510 milioni di persone in Europa. Detto questo, vorrei sottolineare che nei Paesi Bassi abbiamo un importante settore di bioscienza, responsabile di molte innovazioni nei farmaci e nei trattamenti medicinali. Ma per essere chiari, l'Ema si occupa in primo luogo dei pazienti, non dei farmaci.

Teme che il trasferimento dell'Ema dividerà i paesi dell'Unione? Potrebbe inviare un messaggio politico negativo in vista dei negoziati per la Brexit?

Anche dopo la Brexit rimaniamo pur sempre 27 Paesi e, naturalmente, questi Stati possono avere diverse opinioni e posizioni politiche. Questo è anche il caso della delocalizzazione dell'Agenzia. È molto positivo che ci sia uno scambio di vedute in Europa anche dopo l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione, abbiamo opinioni diverse, ma alla fine, sono sicura che raggiungeremo una conclusione. I colloqui per il trasferimento dell'Agenzia non saranno l'ultima discussione che avremo fra Stati membri dopo la Brexit. Non è sbagliato discutere all'interno dell'Ue, ma alla fine, ovviamente, dobbiamo elaborare una politica comune.

Parlando di conclusioni, è d'accordo con il cosiddetto processo di votazione "in stile europeo" per decidere il trasferimento dell'agenzia?

L'Ema non è un gioco. È molto importante per la vita delle persone e non dovremmo trattarlo come un divertimento. Quindi, la valutazione della Commissione è davvero fondamentale e la decisione politica dovrà tenerne conto.

Quindi non è d'accordo con due o tre turni di votazione?

Sono favorevole ad una decisione in cui la valutazione della Commissione sia alla base.





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