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di MF-Dow Jones News

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Immigrati, ecco il piano della Ue per sostenere Italia

04/07/2017 17:59

Presentate oggi misure immediate : 46 mln di euro per un centro di coordinamento e soccorso in Libia; 35 mln di euro all'Italia, maggiori controlli alla frontiera meridionale, nuovo sistema di reinsediamento

La situazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale, ogni giorno piú pressante, ha indotto la Commissione europea a presentare oggi una serie di misure immediate che possono essere adottate dagli Stati membri dell'Ue, dalla Commissione, dalle agenzie dell'UE e dall'Italia stessa. Le misure di oggi dovrebbero costituire una base per le discussioni che si terranno nella riunione informale del Consiglio "Giustizia e affari interni" in calendario giovedì a Tallinn.

La Commissione europea propone una serie di misure da adottare ora per accelerare gli interventi collettivi dell'Unione europea lungo la rotta del Mediterraneo centrale. In particolare, la Commissione intende incrementare ulteriormente la capacitá delle autoritá libiche grazie a un progetto dotato di 46 milioni di euro e preparato congiuntamente con l'Italia, finanziare la creazione in Libia di un centro di coordinamento e soccorso marittimo pienamente operativo, aumentare i finanziamenti per la gestione della migrazione in Italia di ulteriori 35 milioni di euro da mobilitare immediatamente, garantire una piena mobilitazione delle agenzie della Ue, avviare e finanziare un nuovo sistema di reinsediamento, in particolare da Libia, Egitto, Niger, Etiopia e Sudan di concerto con l'Unhcr e con decorrenza immediata. Inoltre la Commissione intende collaborare con la Libia per rafforzare i controlli sulla frontiera meridionale, in cooperazione con i paesi del G5 Sahel e gli Stati membri e con il sostegno finanziario dell'Ue, intensificare gli interventi per stipulare accordi di riammissione (o accordi informali equivalenti) con i Paesi di origine e di transito, con il sostegno degli Stati membri, intensificare la cooperazione con Niger and Mali nell'ambito del quadro di partenariato per prevenire gli spostamenti verso la Libia, continuare a lavorare con l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni per accelerare i rimpatri volontari assistiti dalla Libia e dal Niger verso i paesi di origine, anche mediante un aumento dei finanziamenti, garantire di concerto con gli Stati membri la piena attuazione del quadro di partenariato, anche estendendolo ad altri paesi rispetto ai 5 prioritari, esercitando pressioni di tipo sia positivo che negativo.

Gli Stati membri dovrebbero contribuire in modo piú sostanziale al Fondo fiduciario Ue-Africa per integrare il contributo di 2,6 miliardi di euro del bilancio limitato dell'UE, in linea con gli impegni da loro assunti nel novembre 2015; accelerare il ricollocamento dall'Italia, reagendo in modo piú rapido alle richieste italiane, aumentando la consistenza e la regolaritá degli impegni; contribuire, di concerto con la Commissione e il servizio per l'azione esterna, al dialogo con la Tunisia, l'Egitto e l'Algeria e incoraggiare tali paesi ad associarsi alla rete Seahorse per il Mediterraneo e invitare la Tunisia e la Libia a dichiarare le rispettive aree di ricerca e salvataggio e a istituire un centro ufficiale di coordinamento e soccorso marittimo. I Paesi membri devono inoltre accelerare, di concerto con il Parlamento europeo, le discussioni sulla riforma del sistema di Dublino per la distribuzione delle domande di asilo all'interno dell'Ue, al fine di disporre di un quadro piú stabile per affrontare tali problemi in futuro; mobilitare le loro capacitá, in sinergia con quelle della guardia costiera e di frontiera europea, per contribuire al rimpatrio dei migranti irregolari dall'Italia.

Infine, l'Italia dovrebbe redigere, in consultazione con la Commissione e sulla base di un dialogo con le Ong, un codice di condotta per le Ong che effettuano attivitá di ricerca e soccorso nel Mediterraneo; rispettare gli impegni assunti in materia di ricollocamento registrando urgentemente tutti gli eritrei presenti in Italia, centralizzando e standardizzando la procedura di ricollocamento, consentendo il ricollocamento dei minori non accompagnati e facendo prova di una maggiore flessibilitá nei controlli di sicurezza organizzati a livello bilaterale con altri Stati membri). L'Italia dovrebbe inoltre attuare rapidamente la legge Minniti, anche creando capacitá supplementari nei centri di crisi, aumentando la capacitá di accoglienza e aumentando in modo sostanziale e in tutta urgenza la capacitá di trattenimento, portandola ad almeno 3.000 posti, aumentando il periodo massimo di trattenimento in linea con il diritto dell'Ue e accelerando in modo marcato l'esame delle domande di asilo in fase di ricorso. E' inoltre richiesto all'Italia di accelerare i rimpatri applicando procedure di rimpatrio accelerate; avvalendosi maggiormente delle procedure rapide e dei motivi di inammissibilitá; elaborando un
elenco nazionale di Paesi di origine sicuri, emettendo decisioni di rimpatrio di pari passo e contemporaneamente con quelle sull'asilo, valutando la possibilitá di utilizzare restrizioni in materia di residenza ed evitando di fornire documenti di viaggio ai richiedenti asilo.





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