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di Alessia Luzi | Mf-DowJones News

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Immigrazione: Minniti, calo sbarchi significativo ma ancora non strutturale

05/09/2017 15:18

Per il ministro dell'Interno la riduzione degli arrivi sulle coste del Mediterraneo rappresenta un segnale positivo, ma serve ancora tempo per poter parlare di riduzione strutturale

Il calo degli sbarchi nel mar Mediterraneo registrato nei primi 8 mesi dell'anno è significativo, ma è presto per parlare di una diminuzione strutturale.

Lo ha affermato il ministro dell'Interno, Marco Minniti, nel corso di un intervento alla Summer School 2017 di Confartigianato. "Abbiamo una diminuzione significativa degli arrivi, ma è un pò presto per dire che sia una diminuzione strutturale. Abbiamo bisogno di tempo e il dato è frutto di una strategia molto complessa", ha detto Minniti aggiungendo che questo calo è frutto di una "strategia complessa e impegnativa che non si improvvisa".

"Sono ministro da poco piú di 8 mesi e non appena mi hanno nominato ministro ho cercato di trasmettere un messaggio, ovvero che la partita sull'immigrazione è complessa ed epocale e ci accompagnerá in futuro. Un grande Paese come il nostro non deve subire questo fenomeno, ma governarlo", ha spiegato Minniti precisando che "per anni l'Ue ha pensato che l'Africa fosse soltanto lo specchio dell'Italia ma non è così. È lo specchio di tutta l'Europa. Nel 2015 è esplosa la rotta balcanica verso l'Europa centrale e l'Unione Europea ha pensato bene di bloccarla attraverso un accordo con la Turchia con investimenti notevoli. Dire che l'Africa è lo specchio dell'Ue significa dire che lo stesso sforzo fatto verso i Balcani va fatto verso l'Africa".

Secondo il ministro, la sfida sull'immigrazione verrá vinta "solo quando renderemo evidente al popolo libico che il traffico di esseri umani, una delle poche industrie che funzionano in Libia, non è piú conveniente, nè economicamente, nè moralmente". Il senso vero di questa sfida "è aiutare le istituzioni a rafforzarsi" e "in Africa bisogna creare le condizioni per vivere meglio e costruire delle classi dirigenti che impediscano che risorse enormi per il Paese finiscano per essere sprecate", ha osservato Minniti spiegando che "ho incontrato i sindaci di quelle zone e ho proposto loro di impegnarsi con noi a bloccare il traffico degli esseri umani. In cambio noi ci impegniamo con loro a costruire un circuito economico alternativo. In sostanza, se i sindaci metteranno da parte questo traffico, la comunitá internazionale è pronta ad aiutarli attraverso progetti concreti come la costruzione di scuole o ospedali". Minniti ha poi spiegato che "il tema del governo dei flussi migratori riguarda le intere democrazie. Se il flusso è governato tiene insieme i diritti di chi accoglie e di chi è accolto. È questo l'equilibrio che deve avere una grande democrazia". Pertanto, "l'Italia che accoglie molte vite ha il dovere di avere rapporti che conciliano il diritto di umanitá per chi viene salvato e quello di sicurezza per chi accoglie".

Quanto alla polemica sull'adozione di un codice di regole da parte delle Ong, "il mio convincimento è quel codice serviva a tutelare le Ong che fanno un lavoro straordinario e quindi è un modo per dire che in un grande Paese come l'Italia si può tenere conto di un sistema che mette insieme accoglienza e sicurezza", ha precisato il ministro dell'Interno sottolineando che "dal momento in cui la metá dei flussi arriva tramite le navi private delle Ong io non dico loro di non operare, ma di farlo attraverso un codice di regole che ha come unico obiettivo la sicurezza dell'Italia".

Minniti ha poi parlato della legge sullo ius soli. "Un Paese in grado di adottare una politica di integrazione deve avere il coraggio di affrontare il tema di chi è nato in Italia da genitori stranieri che soggiornano regolarmente e lavorano nel nostro Paese", ha detto Minniti annunciando che "tra due settimane il Governo presenterá il Piano nazionale per l'integrazione in cui si affronterá il tema della lingua, della cultura e dei percorsi di lavoro".





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