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di Francesco Chierchia | Mf-DowJones News

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Immigrazione: no Ue all'Italia, i porti rimangono chiusi

07/07/2017 12:26

I ministri dell'Interno europei, riuniti ieri a Tallin, hanno bocciato la richiesta italiana sull'apertura dei porti degli Stati membri per gestire i flussi migratori. Segnali di intesa, invece, sul ruolo delle Ong e sui rimpatri

Si è tenuto ieri, a Tallin, il vertice informale del Consiglio "Giustizia e affari interni" dei membri Ue, dove i ministri europei hanno discusso dell'emergenza migranti. Nonostante alcuni passi in avanti sui provvedimenti da adottare per ridurre il traffico di rifugiati in Europa, per l'Italia l'incontro si è concluso senza ottenere i risultati sperati.

La questione più spinosa relativa ai flussi migratori, infatti, riguarda la "regionalizzazione" del soccorso, ovvero l'apertura dei porti europei alle navi dei soccorsi umanitari che recuperano i migranti nel Mediterraneo. La regionalizzazione non faceva parte dell'agenda del meeting, ma viste le crescenti tensioni sul tema accoglienza, il ministro dell'Interno italiano, Marco Minniti, sperava di ricevere segnali di apertura da parte della comunità europea. Ed invece così non è stato.

Dopo i no categorici di Francia e Spagna all'apertura dei loro porti, ieri si sono aggiunti anche i rifiuti di altri membri dell'Unione.

Che i Paesi Ue non fossero ben disposti a trattare l'utilizzo dei loro scali portuali lo si era capito fin dall'arrivo dei rappresentanti governativi nella città estone. "Non sosteniamo la cosiddetta regionalizzazione delle operazioni di salvataggio", ha affermato Thomas de Maiziere, ministro dell'Interno tedesco. Ed anche il ministro belga per l'Asilo e politica migratoria, Theo Francken, ha annunciato che Bruxelles non intende aprire i suoi porti ai rifugiati.

Inoltre, il rifiuto spagnolo all'accoglienza delle navi di salvataggio è stato confermato dal ministro Juan Ignazio Zoido, che ha ribadito: "I porti della Spagna sono giá sottoposti a una pressione importante nel Mediterraneo occidentale". 

L'atteggiamento di chiusura dei Paesi Ue non ha sorpreso la delegazione italiana che, come contromossa, è pronta ad inoltratre una richiesta per rimodulare il mandato dell'operazione 'Triton' (progetto per la sicurezza ed il controllo delle frontiere dell'Unione) per convincere gli Stati Ue a condividere le responsabilità della gestione dei flussi migratori.

"Al momento lo scopo di Triton è chiaro - ha affermato Dimitris Avramopoulos, commissario europeo alla Migrazione - La prossima settimana Frontex avrá una discussione sul piano operativo di Triton con le autoritá italiane e degli altri Paesi coinvolti".

Al termine del summit, lo stesso Avramopoulos si è detto "soddisfatto" per l'impegno preso dai ministri su temi come l'aumento del contributo al Fondo fiduciario Ue-Africa, accelerare le ricollocazioni di coloro che hanno diritto a restare in Europa, coordinare meglio le operazioni per i soccorsi in mare e rendere piú efficenti le operazioni di rimpatrio.

E' stata poi ribadita l'importanza dei rimpatri. "Abbiamo chiesto agli Stati membri di aumentare le ricollocazioni, il problema in Italia è che la maggioranza di quelli che arrivano sono irregolari - ha detto Avramopoulos - Per l'Italia la cosa piú importante sono i rimpatri, nella discussione di oggi ci siamo concentrati su questo. Tutti coloro che non hanno diritto a restare devono essere rimpatriati".

Anche Andres Anvelt, ministro dell'Interno estone, ha sottolineato come "la politica dei rimpatri sia un tema chiave", spiegando che in Italia "ci sono decine di migliaia di persone che sono migranti economici. Dobbiamo trattarli con umanitá ma devono essere rimpatriati nei loro Paesi di origine".

Roma ha accolto bene l'approvazione del codice di comportamento delle Ong ed il via libera a nuovi finanziamenti destinati alla Guardia Costiera libica. "Il vertice è comunque andato secondo le aspettative. L'agenda era stata disegnata dall'incontro di Parigi e dalla stessa Commissione europea", ha commentato Minniti. "C'è stata la quasi unanimitá sull'attivitá in Libia, sul codice di condotta per le Ong e sul rafforzamento dei rimpatri", ha riferito il ministro al termine del vertice. 

Relativamente al codice di comportamento, "sarà l'Italia a presentare le proposte insieme alla Commissione europea, ascoltando naturalmente anche le Ong", ha chiarito Minniti. "La questione posta da noi ha avuto un suo riconoscimento - ha proseguito - così come reputo un successo il consenso unanime sulle iniziative che riguardano la Libia e la Guardia costiera libica".

Minniti, però, ha poi sottolienato la tensione tra i Paesi sulla questione porti: "E' evidente che su questo esiste una forte opposizione e delle posizioni contrastanti", ha concluso.





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