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di Livia Lepore

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In arrivo norme Ue sui diritti dei passeggeri ferrovie

28/09/2017 16:37

La Commissione Ue sta aggiornando norme su diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario per tutelare meglio chi viaggia in treno in caso di ritardi, cancellazioni e discriminazioni.

I passeggeri nel trasporto ferroviario devono essere pienamente tutelati ovunque essi viaggino nell'Ue. E' quanto si legge in una nota della Commissione europea, alle prese con l'aggiornamento delle norme europee relative ai diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario per tutelare meglio chi viaggia in treno in caso di ritardi, cancellazioni e discriminazioni. La Commissione intende inoltre garantire un adeguato livello di informazione per i passeggeri e migliorare significativamente i diritti dei passeggeri con disabilitá o a mobilitá ridotta. Al tempo stesso la proposta della Commissione rimane ragionevole nel riconoscere che gli operatori ferroviari, in circostanze ben definite, possono essere esentati dal dover risarcire i passeggeri in caso di ritardi. Violeta Bulc, commissaria per i Trasporti, ha dichiarato che "grazie all'Ue i passeggeri nel trasporto ferroviario godono di una serie di diritti ovunque essi viaggino nell'Ue. Malgrado ciò, troppi passeggeri e pendolari nel trasporto ferroviario europeo non sono ancora adeguatamente informati in merito ai loro diritti. La nostra nuova proposta mira a risolvere questo problema. Sono certa che la nostra iniziativa rafforzerá il settore assicurando il giusto equilibrio tra la protezione dei viaggiatori e la competitivitá del settore ferroviario".

La proposta della Commissione aggiorna le norme esistenti in materia di diritti dei passeggeri in cinque settori fondamentali: applicazione uniforme delle norme, informazione e non discriminazione, migliori diritti per le persone con disabilitá o a mobilitá ridotta, applicazione delle norme, gestione dei reclami e applicazione delle sanzioni, proporzionalitá e imparzialitá giuridica. La proposta della Commissione deve ora essere esaminata e adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio (vale a dire gli Stati membri dell'Unione) prima di entrare in vigore.





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