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di Di Miryam Magro | Di MF - Dow Jones News

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In Spagna clima infuocato, ma non preoccupante

30/10/2017 18:37

Per Matteo Villa, ricercatore delI'Ispi, la situazione di crisi in Spagna è infuocata, ma è destinata a normalizzarsi nel prossimo futuro. E' pertanto comprensibile la reazione positiva dei mercati, in particolare dei listini spagnoli.

Il clima politico e sociale in Spagna è infuocato ma per adesso non c'è motivo di essere preoccupati, con il Paese che nelle prossime settimane potrebbe andare verso la normalizzazione. Lo spiega a MF-Dow Jones Matteo Villa, ricercatore dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (Ispi), secondo il quale la reazione positiva dei mercati agli ultimi sviluppi della questione catalana è dunque comprensibile.

Domanda: Sui mercati azionari l'Ibex di Madrid sale di oltre il 2% e i dati macro provenienti dalla Spagna mostrano una continua crescita economica del Paese. Come possiamo spiegare questa reazione alla crisi catalana?

Risposta: Le figure del Pil spagnolo diffuse oggi fotografano una situazione precedente alla fase acuta della crisi catalana. Per avere una maggiore percezione di ciò che sta accadendo realmente sul piano economico dopo il referendum indipendentista bisognerá attendere i risultati del 4° trimestre dell'anno. Tuttavia, gli investitori potrebbero considerare un eventuale rallentamento del dato non come un effetto della crisi ma come un fenomeno strutturale sul quale non avrebbe inciso la questione indipendentista.

D.: Non preoccupano neanche le accuse al Governo della Generalitat e il  rischio di un arresto del leader catalano, Carles Puigdemont?

R.: Per il momento sono stati formulati dei capi d'accusa a carico di Puigdemont e di alcuni ministri del suo Governo, ma Madrid sta cercando in qualche modo di gettare acqua sul fuoco aprendo alla possibilitá per il leader catalano di ricandidarsi alle prossime elezioni regionali di dicembre.

D.: Quali sono gli scenari che si aprono in vista delle elezioni in Catalogna?

R.: Uno dei possibili scenari è quello di un boicottaggio delle elezioni da parte della coalizione indipendentista, che segnerebbe però così il momento della sua autodistruzione. Considerata l'alta frammentazione del fronte, un eventuale boicottaggio delle elezioni relegherebbe i partiti a una opposizione extraparlamentare: a negoziare con il Governo centrale di Madrid sarebbero gli unionisti, e gli indipendentisti rimarrebbero così esclusi dal processo politico. Nonostante il clima infuocato, la situazione dovrebbe andare normalizzandosi di settimana in settimana e per il momento non credo ci sia motivo di preoccuparsi.

D.: L'unico segnale di preoccupazione sembra giungere dal mercato obbligazionario.

R.: C'è una forte volatilitá sull'obbligazionario, in particolare per quanto riguarda i rendimenti sui Bonos, ma le incertezze relative alla questione catalana non sono abbastanza forti da portare ad un rimbalzo dei titoli o a bruschi movimenti sul mercato. Di sicuro c'è possibilitá di lavorare sulle fluttuazioni intra-day, ma come detto resta difficile immaginare un trend di risalita di piú lungo periodo, legato alla crisi.





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