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di Sarantis Michalopoulos | EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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Industria farmaceutica sotto la lente Ue

18/10/2016 12:30

L'Organizzazione europea dei consumatori ha sollecitato la Commissione europea ad indagare sulle pratiche dell'industria farmaceutica dopo che l'antitrust italiana ha multato per 5 milioni di euro Aspen Pharma per abuso della propria posizione dominante

Aspen Pharma, secondo le accuse dell'antitrust italiana, avrebbe minacciato l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) di bloccare la fornitura di farmaci oncologici vitali per i pazienti nel mercato italiano, in particolare bambini ed anziani, qualora l'agenzia si fosse rifiutata di approvare l'aumento dei prezzi dei farmaci. L'AIFA ha sottolineato che l'azienda farmaceutica, unico fornitore di questo tipo di farmaci antitumorali, ha abusato della propria posizione sul mercato fissando prezzi non equi con rincari fino al 1.500%. Aspen, inoltre, avrebbe acquistato il pacchetto farmaco antitumorale da GlaxoSmithKline mentre il suo brevetto sarebbe scaduto dieci anni. I farmaci antitumorali sono scomparsi temporaneamente dal mercato e sono riapparsi con un aumento dei prezzi.

In particolare l'Organizzazione europea dei consumatori (Beuc) ha osservato che uno dei suoi membri, Altroconsumo, aveva avviato già il caso lo scorso anno dopo che i consumatori avevano lamentato la carenza dei medicinali in questione. Aspen poi avviato i negoziati con l'AIFA adottando, secondo le accuse, una strategia aggressiva sfociata nella minaccia di interrompere la fornitura diretta di farmaci per il mercato italiano. 

Il capo del dipartimento alimentare e della salute del Beuc, Ilaria Passarani, si è detta costernata per una pratica perniciosa che considera i profitti prima della salute dei consumatori. Per questo, facendo riferimento alle conclusioni del Consiglio Ue dei ministri della salute di giugno, Passarani ha sollecitato l'esecutivo europeo ad assicurare che pratiche simili non siano state messe in atto anche in altri paesi. 

L'allarme delle istituzioni europee

Lo scorso giugno i ministri della salute dell'Ue hanno riconosciuto che c'è stato un fallimento del mercato nei casi in cui l'accesso dei pazienti ai farmaci essenziali efficaci e convenienti è stato messo in pericolo da "livelli molto elevati e non sostenibili dei prezzi, il ritiro dal mercato di prodotti con brevetti scaduti o quando nuovi prodotti non vengono introdotti nei mercati nazionali per strategie economiche con i governi che hanno un'influenza a volte limitata".

I ministri hanno, inoltre, esortato gli Stati membri a ricercare una cooperazione volontaria per ottenere una maggiore sostenibilità dei prezzi ed accessibilità al mercato farmaceutico. In un'intervista rilasciata ad EurActiv.com all'inizio del mese il ministro della Salute bulgaro, Petar Moskov, ha reso noto che Sofia e Bucarest firmeranno presto un accordo intergovernativo per negoziare insieme il prezzo e la disponibilità dei farmaci direttamente con le aziende farmaceutiche.

Anche il Parlamento europeo ha espresso preoccupazione sul tema mentre l'eurodeputata socialista spagnola Soledad Cabezón Ruiz, relatrice del rapporto Access to Medicines, ha recentemente richiesto per tutta l'Ue misure per rafforzare le capacità di negoziazione degli Stati membri in campo farmaceutico. 

La Commissione Ue può agire?

Agli Stati membri spetta decidere quali medicinali sono rimborsati e a quale prezzo mentre la Commissione europea è esclusivamente responsabile per la concorrenza in campo farmaceutico. Yannis Natsis, coordiatore delle politiche di European Public Health Alliance, ha di recente accusato la Commissione europea di scarso interesse nell'affrontare la situazione. "La Commissione", ha affermato Natsis, "potrebbe non avere competenza esclusiva in materia di salute ma quando si tratta di regolamentazione farmaceutica ha molto potere, attraverso l'Agenzia europea per i medicinali, per definire i diversi elementi che giocano un ruolo nella questione dei prezzi."

 

 

 

 





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