EurActive.it

Home > News > Industria tecnologica in allarme per regole Ue su pagamenti online

di Catherine Stupp - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

Facebook Twitter Linkedin
Industria tecnologica in allarme per regole Ue su pagamenti online

26/09/2017 10:01

Ventisette aziende di e-commerce ed alcune lobby hanno chiesto alla Commissione europea di modificare il progetto di regolamentazione dei servizi di pagamento online. Misure di sicurezza aggiuntive nelle transazioni spingerebbero gli acquirenti lontano dallo shopping web

Nel tentativo di ridurre al minimo le frodi online, Bruxelles vorrebbe introdurre per i consumatori nuove minure di sicurezza nei pagamenti. In particolare, si pensa ad un sistema ottimizzato di autenticazione delle carte di credito, alla scansione delle impronte digitali dei consumatori, e ancora ad altri controlli biometrici acquisti superiori ai 30 euro (naturalmente, gli acquisti di valore più elevato sono considerati i più rischiosi).

Nelle ultime settimane l'esecutivo Ue ha lavorato alla definizione della proposta di regolamento volta ad introdurre gli strumenti elencati, e molto presto invierà il testo ai deputati dei Governi nazionali. Al fine di velocizzare i tempi di trasmissione ed attuazione della normativa, la Commissione utilizzerà una procedura giuridica conosciuta come "atto di attuazione", che impone agli Stati membri di approvare o rifiutare il testo entro tre mesi dalla ricezione, ma impedisce loro di apportare modifiche.

Secondo molti esponenti di Bruxelles, i consumatori saranno maggiormente invogliati a effettuare acquisti online se si sentiranno al sicuro da eventuali truffe, me le imprese operanti nell'e-commerce sembrano pensarla esattamente nella maniera opposta.

"Qualsiasi clic aggiuntivo richiesto per confermare un acquisto potrebbe scoraggiare il consumatore a finalizzare l'operazione. Un simile contesto pregiudicherebbe i consumatori ed anche gli operatori dell'Ue", si legge in una lettera inviata ieri al presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, e ad altro otto commissari Ue da alcuni gruppi industriali.

La lettera, ottenuta da EURACTIV, è stata firmata dalla DigitalEurope (che rappresenta gli interessi di Google e di altre grandi aziende hi-tech), dall' E-commerce Europe (a cui si appoggia Amazon), da EDiMA (voce di piattaforme online come Airbnb).

Le linee guida rischiano di "creare un'incertezza giuridica per i venditori e per gli operatori europei. Ciò potrebbe limitare la loro capacità di offrire prodotti e servizi ai clienti in tutto il blocco", continua il testo.

Potrebbe essere utile ricordare che se le aziende sono in grado di dimostrare un basso livello di rischio nelle transazioni offerte, alcuni pagamenti online possono non essere soggetti alle norme di sicurezza. Sul punto, le imprese hanno chiesto alla Commissione di consentire esenzioni basate su valutazioni anti-frode effettuate dagli stessi rivenditori e-commerce, e non solo (come accade attualmente) su analisi di banche e fornitori di pagamenti web.

Un funzionario Ue ha confermato che Bruxelles ha ricevuto la lettera, ed ha reso noto che domani il personale coinvolto nella redazione della normativa si riunirà con i deputati del Parlamento europeo. Ad oggi, secondo alcune fonti, la Commissione non sembra essere intenzionata a modificare le misure contenute nel progetto.

Un sondaggio Eurostat (2016) ha rilevato che il 68% delle persone in Europa non ha avuto difficoltà a concludere acquisti online, mentre solamente il 3% dei consumatori ha subito una frode (o non ricevendo i beni acquistati, o subendo un abuso dei dati della carta di credito).

La nuova legislazione è stata sviluppata anche grazie ai suggerimenti dell'Autorità bancaria europea, e dovrebbe chiudere il cerchio assieme a un'altra misura giuridica, la PSD2, approvata nel 2015.

Una versione precedente della normativa prevedeva che rientrassero nelle nuove regole tutti i pagamenti web oltre i 10 euro. Successivamente però, tale soglia è stata portata a 30 euro, e secondo Markus Ferber, eurodeputato tedesco responsabile dei negoziati sul disegno di legge all'Europarlamento, ciò "limiterà l'impatto sullo shopping online".

Inoltre, "soprattutto quando si tratta di transazioni con valori molto elevati, non credo che i consumatori abbiano bisogno di un livello di sicurezza più elevato", ha concluso Ferber.

 





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2017 Partita IVA 08931350154