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di Catherine Stupp | EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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Internet of things, in arrivo certificazione per tutelare privacy

02/02/2017 18:32

Le maggiori authority delle telecomunicazioni europee hanno preso di mira lo schema che l’Ue intende proporre per classificare i livelli di sicurezza dei dispositivi connessi, sottolineando che non rafforzerà il dominio dei colossi tech

“Penso sia un’idea da contrastare del tutto”, osserva Sébastien Soriano, a capo dell’autorità francese delle telecomunicazioni Arcep e leader quest’anno del Berec, l’organismo europeo che raggruppa le diverse authority del settore, rispetto alla possibile etichettatura per gli oggetti connessi. 

La Commissione si appresta infatti a presentare questa primavera un metodo per certificare se le aziende del comparto tecnologico rispettano le norme sulla privacy, rese necessarie per accrescere la fiducia dei consumatori in un momento in cui l'esecutivo Ue sta incoraggiando le imprese a sviluppare il cosiddetto “internet delle cose”. I dispositivi che possono essere collegati a Internet sono diversi: dai frigoriferi in grado di suggerire quando fare scorta di alimenti o vetture con freni automatici e sistemi di intrattenimento.

Lo scorso autunno un consulente dell’allora commissario per il Digitale Günther Oettinger ha preannunciato che l’esecutivo sta considerando un sistema di classificazione simile a quello già esistente per l’efficienza energetica.  “Bisogna assicurarsi che questo non comporti un aumento delle barriere all’entrata e che sia veramente utile”, mette in luce Soriano suggerendo che il sistema di etichettatura potrebbe avvantaggiare le società tech che hanno già una quota di mercato rilevante.

Per questo Soriano, durante una conferenza del Berec sull’Internet of Things, chiede ai regolatori del settore di assumere un approccio più defilato nella supervisione degli oggetti connessi alla luce della rapida evoluzione del mercato. "Noi siamo quelli che hanno aperto Internet alla concorrenza e chiaramente l'Internet delle cose è una storia completamente diversa, una grande opportunità di avere nuovi player". I regolatori nazionali delle telecomunicazioni hanno avuto l’incarico di spingere la liberalizzazione dei monopoli statali richiesta a livello europeo negli anni ‘90.

“La prima cosa da fare è evitare di stabilire standard precoci che possano irrigidire il mercato. In particolare non dobbiamo sostenere che il 5G è la grande novità per l’Internet delle cose e che non vogliamo sentire parlare di nessun’altra tecnologia”. L’esecutivo, nella sua proposta legislativa dello scorso settembre, ha infatti chiesto agli operatori di sviluppare più velocemente le reti 5G.





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