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di Benedek Javor | Traduzione di Miryam Magro

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Investimenti a rischio su efficienza energetica

21/06/2017 10:31

Tra gli operatori c'è interesse ad investire nel comparto energetico ma la mancanza di ambizione dei Paesi dell'Ue potrebbe far perdere i benefici economici, a danno dei cittadini europei.

Nella riunione del Consiglio sull'Energia del 26 giugno, i ministri europei  puntano a concordare un approccio generale sulla proposta di revisione della direttiva sull'efficienza energetica. Ma nonostante tutti gli argomenti a favore dell'efficienza energetica, i governi sono nuovamente destinati a mancare l'obbiettivo, afferma Benedek Javor, membro del parlamento europeo per l'Ungheria.

Secondo l'Agenzia internazionale per l'energia, due terzi dei tagli complessivi delle emissioni di gas a effetto serra nell'Ue devono provenire dal settore energetico. Tuttavia, le proiezioni basate sulle attuali tendenze dei mercati dell'energia indicano che l'attuale proposta di efficienza del 30% non porterebbe effettivamente ad  alcun cambiamento.

Questa mancanza di ambizione da parte dei Paesi europei si avverte nonostante ci sia una comunità attiva e impegnata per l'efficienza energetica, costituita da autorità locali, Ong, cittadini informati, cooperative e associazioni di consumatori. C'è anche un crescente interesse tra gli operatori finanziari e gli investitori istituzionali per investimenti sicuri a lungo termine sul comparto, disposti ad investire migliaia di miliardi. Ma in Consiglio, alcuni Stati membri conservatori stanno tentando di abbassare il livello diambizione delle misure per il raggiungimento dell'efficienza energetica, e ciò potrebbe mettere a rishio gli investimenti, avverte Jávor.

Per il parlamentare ungherese, le conseguenze di un tale passo indietro da parte delle istituzioni europee sarebbero devastanti. Perderemmo una parte importante dei benefici economici, sociali, sanitari e climatici di un aumento del risparmio energetico. Oltre a questo, l'invio di segnali politici errati comporterebbe un aumento delle spese di infrastrutture inutili, principalmente basate su fonti di energia convenzionali. Ciò verrebbe a pesare sulle tasche dei consumatori europei.

Per prendere le giuste decisioni, dobbiamo però porre le giuste domande, afferma Benedek Jávor. Questo dibattito non si riferisce alla definizione dell'efficienza energetica o ai costi dell'investimento. Si tratta di quanto si rispetteranno gli obiettivi a lungo termine dell'Ue e di quanto tempo si impiegherà per realizzare il cambiamento verso l'efficienza energetica. La direttiva europea non mira ad imporre agli Stati membri cosa fare, consente loro di raggiungere il proprio obiettivo di efficienza attraverso diversi mezzi. 

Per superare le barriere di mercato e d'investimento, c'è bisogno di obbiettivi nazionali vincolanti posti dall'Ue al 40%, dichiara Benedek Jávor. Ciò creerebbe un quadro stabile e di lungo termine e garantirebbe il risparmio energetico a beneficio dei cittadini, delle imprese e dell'ambiente. Questo dovrebbe essere fatto in modo uniforme, in tutti gli Stati membri. Non si dovrà permettere che ci siano gravi disparità di competitività tra diverse parti del continente dopo aver speso miliardi di euro per uno sviluppo uniforme dell'area nel settore energetico, ciò andrebbe chiaramente contro i valori fondamentali dell'Ue.

È fondamentale finanziare l'efficienza energetica e stimolare gli investimenti pubblici e privati. A tal fine, abbiamo bisogno di un adeguamento del bilancio dell'Ue per assicurare che gli investimenti pubblici siano giustiamente orientati e non vadano a supporto di soluzioni basate sul combustibile fossile. Oltre a questo, bisogna assicurare l'inclusività, consentendo ai più vulnerabili e alle famiglie a basso reddito di beneficiare di un aumento del risparmio energetico. È importante ricordare che oggi un cittadino su sei nell'Unione europea è considerato povero in termini di  energia, vive in case umide e in condizioni malsane, riporta il politico ungherese.

Per la credibilità dell'Europa inoltre, non basta semplicemente condannare il presidente Usa, Donald Trump, per la decisione di voler uscire dall'accordo di Parigi; Se i leader europei non agiscono, saranno giustamente accusati di ipocrisia, commenta Jàvor.

Il Clean Energy Package e l'Energy Efficiency Directive rappresentano un'occasione unica per una corretta implementazione dell'accordo di Parigi. Dobbiamo dimostrare che l'Europa è pronta a dare l'esempio nell'efficienza energetica, conclude il membro del parlamento europeo.





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