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di Mf-DowJones News

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Italia: deleterio lasciare trasporto aereo a stranieri

06/06/2017 15:06

Secondo l'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) l'Italia deve intervenire in tempi brevi sul proprio deficit di competitività. Consegnare il mercato aereo nazionale ad imprese estere sarebbe un grave colpo per lo sviluppo del sistema Paese

Per l'Italia "sarebbe deleterio lasciare il ricco mercato nazionale nelle mani dei soggetti industriali di altri Paesi che operano in una logica di sistema piú strutturato, peraltro in un mercato in costante crescita e che vede un raddoppio del traffico nei prossimi 20 anni".

E' questo l'allarme lanciato dal presidente dell'Enac, Vito Riggio, alla presentazione del rapporto sull'attivitá svolta dell'Ente nel 2016. "E' necessario affrontare con decisione i temi legati alla competitivitá del sistema Paese, che oggi non può non includere la parte pubblica e quindi il soggetto regolatore, e rimuovere in tempi brevi le cause ostative allo sviluppo evitando al contempo la dissipazione del notevole credito di cui gode oggi l'Italia e l'Enac e la marginalizzazione del Paese nel contesto internazionale", ha concluso.

Dello stesso avviso è anche il commissario straordinario di Alitalia, Stefano Paleari, che ha affermato "alzare bandiera bianca è consegnare la sovranitá, che non è solo della moneta, perchè esiste una sovranitá che si può perdere per mancanza di protagonismo". Secondo Paleari, "occorre fare una riflessione lungo tutta la filiera. Siamo in un settore che cresce e continuerá a farlo nella dimensione internazionale ma abbiamo un sistema Paese che arranca nel catturare -rispetto ad altri Paesi- le opportunitá di un mercato in crescita. Infatti questo è un Paese che si caratterizza per la lentezza e non per l'attitudine al cambiamento", ha concluso.

Dalla fotografia scattata dall'Enac è emerso inoltre che nel 2016 i vettori low cost in Italia -come Ryanair e Easyjet- hanno sorpassato i vettori tradizionali nel traffico nazionale e internazione. Infatti, nella graduatoria totale del traffico complessivo, nazionale e internazionale, per compagnie aeree, il vettore irlandese Ryanair si è confermato, anche nel 2016, al 1* posto con 32.615.348 passeggeri, facendo registrare un incremento del 9,8% rispetto al 2015. Segue Alitalia con 23.106.354 (+0,5%), 3* Easyjet con 14.335.531 (-0,2%), 4* Vueling Airlines con 5.601919 (+11,3%), 5* Deutsche Lufthansa con 4.287.095 (-1,1%).

"Alitalia si conferma invece con 12.778.924, al primo posto della graduatoria del traffico nazionale, seguita da Ryanair con 10.460.364 e Easyjet con 2.614.815", ha affermato il d.g. dell'Enac Alessio Quaranta. "Il 2016 evidenzia una ripartizione della quota di mercato di traffico aereo complessivo (nazionale e internazionale) sostanzialmente in equilibrio tra vettori tradizionali (50,5%) e vettori low cost (49,5%). Il dato piú interessante è tuttavia rappresentato dalla crescita costante che ha caratterizzato il segmento low cost negli ultimi 10 anni. Basti pensare che la quota di traffico del settore low cost nel 2004 si attestava solo al 6,2% e nel 2005 al 17,9% e oggi ammonta a circa la metá del traffico complessivo (49,5%)", ha proseguito.

"Nel 2016 la crescita dei vettori low cost rispetto al 2015 è stata pari al +7% a fronte di una crescita dei vettori tradizionali del 2,5% a testimonianza, ancora una volta, del fenomeno di crescita inarrestabile che sta caratterizzando il "business model" delle low cost in alcuni Paesi europei, tra cui l'Italia", ha aggiunto.

E' positivo il trend di crescita del traffico aereo che nel corso del 2016 ha ulteriormente consolidato la ripresa del settore: sono stati 164.368.109 i passeggeri transitati negli aeroporti nazionali con un aumento del 4,8% rispetto al 2015 e addirittura del 6,1% in termini di cargo. Per il 2017, ha spiegato sempre Riggio, "ci attendiamo un andamento del traffico simile al 2016 e giá i primi dati disponibili di inizio anno vanno in questa direzione.

Infine, Riggio ha sollevatop anche il problema degli scali italiani affermando che "in Italia 5 aeroporti fanno il 50% del traffico nazionale mentre altri 7 circa la parte restante". In sostanza, "solo 12 aeroporti fanno il traffico totale allora se gli scali sono utili bisogna finanziarli altrimenti bisogna avere il coraggio di chiuderli", ha concluso.





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