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di Alessia Luzi | Mf-DowJones News

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Italia: Governo autorizza fiducia su Rosatellum, per M5s è atto eversivo

10/10/2017 15:21

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla questione di fiducia sulla riforma della legge elettorale richiesta dalla maggioranza di governo

La maggioranza di governo porrà la questione di fiducia sul Rosatellum bis, la nuova legge elettorale frutto dell'accordo a quattro tra Pd, Alternativa Popolare, Forza Italia e Lega Nord.

Ad autorizzare la richiesta di porre la questione di fiducia sul provvedimento, avanzata questa mattina dal capogrupppo dem alla Camera Ettore Rosato al Governo, è stata la riunione lampo del Consiglio dei ministri convocata alle 13h30 a palazzo Chigi. "Il Cdm - si legge nella noto diffusa dalla presidenza del Consiglio - ha deliberato il proprio assenso a porre la questione di fiducia, qualora risulti necessario, con riferimento al testo unificato delle proposte di legge n. 2352 e abbinate A/R, recante "Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali".

Alle 15h00 il Rosatellum approderà nell'Aula della Camera ed è ormai certo che il Governo apporrà la fiducia su alcuni articoli della legge. Verrà votata la fiducia sull'articolo 1 del Rosatellum bis contenente le norme relative all'elezione della Camera, sull'articolo 2 che prevede l'elezione del Senato e l'articolo 3 del testo base, ovvero la Delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali e dei collegi plurinominali. Sugli articoli 4 e 5, invece, le votazioni saranno a scrutinio semplice.

Secondo la tabella di marcia delineata dalla maggioranza, le votazioni inizieranno domani per poi terminare giovedì con il voto finale a scrutinio segreto. Il via libera di Montecitorio si preannuncia scontato.

La riforma della legge elettorale può contare infatti sul sì di Ap , Pd , Forza Italia, Lega, Des-Cd, Scelta civica, Ala, Ci, DI, Minoranze linguistiche, Psi, Udc a cui potrebbero aggiungersi anche i voti del gruppo Misto. Quanto, invece, al voto con la fiducia, Forza Italia e Lega si sono dette pronte ad esprimere un voto favorevole al provvedimento, senza però partecipare al voto di fiducia. Sul tema è intervenuto anche il Quirinale che ha fatto trapelare l’apprezzamento per l’impegno del Parlamento.

"Il presidente della Repubblica non interviene nel merito del testo in esame o di scelte diverse in materia, e neppure sull’ipotesi di voto di fiducia che attiene al rapporto Parlamento-governo, ma considera positivo l’impegno del Parlamento per giungere all’approvazione della legge elettorale e auspica che questo avvenga con il più ampio consenso”, si apprende da fonti vicine al Quirinale.

Per le opposizioni rappresentate da M5s e Mdp è “un atto eversivo“. Il candidato premier del M5S Luigi Di Maio ha lanciato un appello per una mobilitazione popolare contro la decisione del Governo attraverso un videomessaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook.

"Ci siamo! Per anni - ha detto - ci avete detto: 'convocateci in piazza e verremo'. E' arrivato il momento, ragazzi! Abbiamo sempre rispettato questa vostra disponibilità senza mai abusarne, ma adesso abbiamo bisogno di voi, di tutti. Lo dico anche a chi non vota Movimento 5 stelle. Siamo in piena emergenza democratica", ha detto Di Maio sottolineando che "Lega, Forza Italia, Pd e Alfano, stanno per mettere la fiducia alla Camera sulla legge elettorale, ed è un atto di imperio. Significa che non potremo discutere nulla, ci impediranno di introdurre le preferenze, di fermare le accozzaglie, di eliminare le multi-candidature e una serie di meccanismi che permetteranno a chi perde le elezioni di andare al Governo e a chi le vince di finire all`opposizione".

"Lo strappo sulla legge elettorale segnerà la nostra definitiva presa di distanza dal governo e dalla maggioranza. Se su una questione così dirimente di democrazia e di regole è chiaro che le strade si separano definitivamente", ha detto Alfredo D'Attorre, esponente di Mdp, precisando che "la fiducia sul Rosatellum è più grave di quella sull'Italicum perché siamo a pochi dalle elezioni e all'inizio dell'esame del testo".





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