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di Luisa Leone - Milano Finanza

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Italia: piano da 400 milioni per lo Spazio

13/10/2017 14:29

Il Ministero dello Sviluppo sta mettendo a punto un pacchetto per il settore. La prima iniziativa, del valore di circa 200 mln, dovrebbe essere lanciata entro fine anno, con un bando dell’Agenzia spaziale per la costruzione di un satellite dedicato alle comunicazioni istituzionali

Ministero dello Sviluppo al lavoro per il rilancio del settore spaziale italiano. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il dicastero sta mettendo a punto un piano dedicato al comparto, per il quale avrebbe già racimolato circa 400 milioni di euro, e in canna ci sarebbe già qualche iniziativa pronta a partire.

In particolare il primo sasso lanciato nello stagno dovrebbe essere una gara per la realizzazione di un nuovo satellite dedicato alle comunicazioni istituzionali, per tutte le esigenze civili legate alle attività dello Stato, dalla Protezione Civile in su.

Il valore atteso del bando è nell’ordine dei 200 milioni di euro e a pubblicarlo sarà l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), anche se la regia dovrebbe rimanere appunto al ministero dello Sviluppo, dove a seguire la partita del piano per lo Spazio è Stefano Firpo, a capo della Direzione per la Politica industriale, la competitività e le piccole e medie imprese. Se tutto andrà per il verso giusto la gara dovrebbe essere lanciata entro la fine dell’anno e farà da apripista per gli altri progetti.

In prima fila tra i gruppi interessati alla partita c’è certamente Leonardo che ha una partecipazione importante (33%) in Thales Alenia Space, in Telespazio (67%) e anche in Avio (28,6%), che sono i big del comparto in Italia, dove però sono attive anche numerose aziende di medie e anche piccole dimensioni, con un centro nevralgico importante nel Lazio. L’industria spaziale non è quindi solo un’eccellenza ma anche un motore economico per il Paese.

Non a caso il tema della valorizzazione del settore è all’attenzione anche del Parlamento, dove, dopo l’approvazione al Senato, è ora all’esame della Camera dei Deputati una legge che dovrebbe modificare il modo in cui la materia viene trattata a livello governativo. Sostanzialmente si tratta di uno riorganizzazione che sposterebbe dal ministero dell’Istruzione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la responsabilità del settore aerospaziale. Più nello specifico le nuove norme assegnano alla struttura alle dirette dipendenze del Premier i compiti di alta direzione, responsabilità politica generale e coordinamento delle politiche relative ai programmi spaziali e aerospaziali.

Per farlo la Presidenza dovrebbe dotarsi di un apposito Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale, che si avvarrebbe del contributo dell’Asi. Non solo, a livello programmatico si prevede di passare dall’attuale Piano aerospaziale nazionale su base triennale, a due nuovi strumenti: uno di indirizzo, il «Documento strategico di politica spaziale nazionale», e uno più operativo, il «Documento di visione strategica per lo spazio», entrambi predisposti dall’Agenzia spaziale, sulla base degli indirizzi del Comitato.

Infine, al team istituito presso la Presidenza del Consiglio è affidata anche la valutazione globale dei ritorni e dei risultati dei programmi pluriennali per quanto riguarda gli aspetti, sociali, strategici ed economici.





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