EurActive.it

Home > News > Italia: sfiorata crisi di Governo su migranti e Ong

di Alessia Luzi | Mf-DowJones News

Facebook Twitter Linkedin
 Italia: sfiorata crisi di Governo su migranti e Ong

08/08/2017 11:22

Tensione a Palazzo Chigi sul codice di condotta per le organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo. Alle regole proposte da Minniti si sono opposti Delrio e Orlando

La gestione dei migranti ha rischiato di provocare la crisi nel Governo guidato da Paolo Gentiloni.

L'asse lungo cui si muove la faglia all'interno dell'esecutivo è quello legato al codice di comportamento per le Ong. Una rottura che rischia di allargarsi e che vede contrapposti da una parte il ministro dell'Interno Marco Minniti e dall'altra quello dei Trasporti, Graziano Delrio, supportato dal Guardasigilli Andrea Orlando. A provocare le divergenze sono, soprattutto, le regole per le organizzazioni non governative impegnate nel Mar Mediterraneo contenute in un regolamento che porta la firma di Minniti. Regole, la cui applicazione è stata messa in dubbio in questi giorni portando Minniti a riflettere sulla possibilitá di dare le dimissioni.

La situazione di tensione degli ultimi giorni è stata alimentata dall'assenza del ministro dell'Interno al Cdm riunitosi ieri pomeriggio. La sedia vuota al primo piano di palazzo Chigi, infatti, non è passata inosservata. Il premier Gentiloni ha capito al volo che il passaggio poteva mettere in crisi l'esecutivo e si è schierato nettamente con Minniti. Il sostegno di Gentiloni ha preceduto quello arrivato dal Colle. Il capo dello Stato ha, infatti, prontamente fornito sia telefonicamente che tramite un comunicato il sostegno al ministro dell'Interno abbassando i toni di uno scontro delicatissimo.

Tuttavia, le tensioni all'interno del Governo restano. Minniti, secondo quanto scrive Repubblica, teme, infatti, che i distinguo di Delrio e Orlando siano dettati piú che dal merito della vicenda, da una battaglia interna al Pd, in subbuglio proprio sulla questione migranti. Le blindature del Colle e del premier, quindi, non chiudono il caso e, in attesa di un chiarimento con Delrio, il tema dell'accesso al mare delle Ong che non hanno firmato il codice resta un nodo irrisolto.

Ad intervenire sulla vicenda questa mattina è stato proprio il ministro dei Trasporti. "Io rispetto la legge dello Stato. Lavoro per l'ordine e la sicurezza. Sono impegnato per stroncare il traffico odioso dei clandestini, in questa nostra guerra contro gli scafisti. Ma se c'è una nave di una Ong vicina a gente da soccorrere, non posso escluderla. E anche se non ha firmato il codice di autoregolamentazione, sono obbligato a usarla per salvare vite umane", ha affermato Delrio in un'intervista a Repubblica, sottolineando che "quel testo, ricordiamolo, nasce da un'iniziativa del ministero dei Trasporti, su richiesta delle organizzazioni. Poi il ministero dell'Interno ha aggiunto elementi ulteriori sulla sicurezza". Quanto alle divergenze con il ministro Minniti, "per quanto mi riguarda non ho contrasti con lui", ha spiegato il titolare dei Trasporti precisando che "l'interlocuzione è continua, ma oggi non ci siamo incrociati".

Secondo Delrio, "stiamo parlando di soccorso in mare, regolamentato dalle leggi internazionali, non di controllo dei flussi o delle politiche di integrazione" e "questo soccorso non è derogabile, nè discrezionale". Tuttavia, "io ho dato disposizioni alla Guardia costiera di usare principalmente le Ong che mostrano un atteggiamento collaborativo. Ma certo non posso violare una regola di diritto internazionale, o la nostra Costituzione". Le Ong, ha osservato Delrio, "devono collaborare in tutto e per tutto. Capisco il loro punto di vista, quando dicono: 'io faccio l'Ong, non lo Statò. Ma io sono lo Stato e voglio stroncare il traffico vergognoso di esseri umani. Siamo in guerra contro gli scafisti. Una guerra vera - ha concluso - non nei dibattiti tv".

Anche il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, in una lettera al Corriere della Sera incentrata sul dossier libico, affronta il tema dei traffici illegali dei migranti. "Sebbene sia corretto sottolineare che tantissime Ong fanno del bene e salvano vite umane - ha scritto Alfano - è giusto ricordare l'intuizione del procuratore Zuccaro riguardo l'ipotesi che qualche Ong potesse operare in zone di ambiguitá, così come confermato poi da recenti indagini della procura di Trapani".

Tuttavia, "finora nessuno ha chiesto scusa al procuratore Zuccaro per le accuse a lui rivolte poche settimane fa", ha concluso l'ex ministro dell'Interno.





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2017 Partita IVA 08931350154