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di Elisabetta Rovis | Mf-DowJones News

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Italia: via libera a reddito di inclusione

29/08/2017 16:10

Oggi, in una riunione a Palazzo Chigi, il Consiglio dei Ministri ha approvato le misure di sostegno al Paese contro la povertà e l'esclusione sociale

Partirá a gennaio 2018 il reddito di inclusione, approvato oggi in via definitiva dal Consiglio dei ministri. Il Rei diventerá quindi la misura unica a livello nazionale per il contrasto alla povertá e all'esclusione sociale, e prevede un assegno che andrá da circa 190 euro per una persona sola fino a quasi 490 per una famiglia con 5 o piú componenti.

"Via libera definitivo al reddito di inclusione. Un aiuto a famiglie piú deboli, un impegno di Governo, Parlamento e Alleanza contro povertá", ha commentato su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha sottolineato che "per la prima volta il nostro Paese ha uno strumento permanente di contrasto alla povertá fondato sul sostegno al reddito e sull'inclusione sociale. Uno strumento che impegna tutte le istituzioni e le comunitá locali a stare a fianco dei piú deboli". Il reddito di inclusione, ha aggiunto il ministro, "è il segno di un nuovo approccio alle politiche sociali, in quanto si fonda sul principio dell'inclusione attiva, ovvero sull'affiancamento al sussidio economico di misure di accompagnamento capaci di promuovere il reinserimento nella societá e nel mondo del lavoro di coloro che ne sono esclusi.

L'Unione nazionale consumatori parla invece di "importi vergognosi per chi è povero assoluto, ossia per chi non può permettersi di acquisire beni e servizi considerati essenziali come il cibo. Anche la platea è a dir poco insufficiente".

Al reddito di inclusione, attraverso le risorse del Fondo nazionale per la lotta alla povertá e all'esclusione sociale e quelle derivanti dalla razionalizzazione degli strumenti esistenti di contrasto alla povertá, sono destinati 1,845 miliardi, incluse le risorse per rafforzare i servizi, a cui si aggiungono anche le risorse a carico del Pon Inclusione (complessivamente 1 miliardo fino al 2022) per un totale di oltre 2 miliardi di euro l'anno dal 2019.

L'assegno viene riconosciuto ai nuclei familiari con un Isee non superiore a 6.000 euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro. In prima applicazione sono prioritariamente ammessi al Rei i nuclei con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati ultra cinquantacinquenni. Fermo restando il possesso dei requisiti economici, il Rei è compatibile con lo svolgimento di un'attivitá lavorativa ma non è compatibile con la contemporanea fruizione, da parte di qualsiasi componente il nucleo familiare, della Naspi o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria.

Il Rei è articolato in due componenti: un beneficio economico erogato su dodici mensilitá, con un importo che andrá da circa 190 euro mensili per una persona sola, fino a quasi 490 euro per un nucleo con 5 o piú componenti; e una componente di servizi alla persona identificata, in esito ad una valutazione del bisogno del nucleo familiare che servirá a dar vita a un "progetto personalizzato" volto al superamento della condizione di povertá. Il Rei sará concesso per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e sará necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall'ultima erogazione prima di poterlo richiedere nuovamente.





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