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di Georgi Gotev - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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Juncker: l'Unione europea può sopravvivere al "Presidente Le Pen"

21/04/2017 14:39

Il presidente della Commissione non guarda con preoccupazione alle elezioni presidenziali francesi. L'Ue riuscirebbe a proseguire il suo percorso anche se il candidato euroscettico dovesse vincere

"Questa non è una crisi, ma un'opportunitá per la democrazia. Il popolo francese deve esprimere la propria volontà e Juncker si è dichiarato fiducioso sul fatto che l' Ue possa sopravvivere anche se dovessero vincere gli euroscettici".

Lo ha affermato la portavoce della Commissione europea, Mina Andreeva, ricordando che in un'intervista rilasciata il 19 marzo Juncker aveva dichiarato: "Anche se Marine Le Pen vince le elezioni, non è la fine del progetto europeo".

La visione del presidente della Commissione sembra però contrastare con quella di altri leader. Secondo il Commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, l'elezione di Marine Le Pen e l'eventuale abbandono dell'Ue infliggerebbero un colpo mortale a Bruxelles.

Le Pen a sua volta ha ribadito che l'Ue è destinata a morire "perché la gente non la vuole più".

Tecnicamente non sarebbe semplice per la Francia separarsi da Bruxelles. A differenza del Regno Unito, Parigi ha una costituzione scritta secondo cui "la Repubblica fa parte dell'Unione europea". Di conseguenza un "Frexit" richiederebbe una modifica costituzionale complessa, anche se non impossibile.

Durante la sua campagna elettorale Le Pen ha promesso voler rivedere i termini del rapporto tra Francia ed Ue, per poi far scegliere ai cittadini, attraverso un referendum, se rimanere o meno nell'Unione.

La Costituzione francese afferma che le proposte di legge sull'organizzazione dei poteri statali, le riforme in materia di politica economica, sociale e ambientale, e le richieste di autorizzazione a ratificare un trattato possono essere decise con lo strumento del referendum. Ma non è prevista la possibilità di ritirare Parigi da un accordo internazionale esistente. 

In base a quanto sancito dall'articolo 89 della Costituzione, per una modifica della stessa c'è bisogno dell'approvazione sia dell'Assemblea Nazionale sia del Senato. Solo in seguito il presidente puo indire un referendum, o chiedere l'approvazione del Congresso riunito in seduta comune con una maggioranza dei tre quinti.

Un percorso di questo tipo richiederebbe tempi lunghi anche per il "Presidente Le Pen". Ma sicuramente l'eventualità di una sua vittoria avrebbe forti ripercussioni in tutta Europa, portando alla dissoluzione del progetto comunitario.

Gli esperti presumono che anche se Le Pen dovesse vincere il primo turno elettorale domenica, la leader del Front National verrebbe poi sconfitta al ballottaggio. Durante il secondo turno infatti molti elettori voterebbero per il suo avversario più probabile, Emmanuel Macron.





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