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di Elisabetta Rovis | Mf-DowJones News

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Juncker rilancia la Ue, vento è tornato

13/09/2017 11:35

Durante il discorso annuale a Strasburgo, il presidente della Commissione europea ha sottolineato la ripresa economica dell'Ue e la necessità di rendere l'Unione una realtà ancora più forte. Sul tema migranti poi, il numero uno di Bruxelles ha voluto rendere omaggio all'Italia "per la sua perseveranza e generosità"

"Il vento e' tornato nelle vele dell'Europa" ma la finestra di opportunita' che si e' aperta con la ripresa economica "non restera' aperta per sempre". E' il messaggio lanciato dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, nel suo discorso sullo Stato dell'Unione. "Dobbiamo rimboccarci le maniche ora che c'e' il sole - ha aggiunto - perche' quando torneranno le nuvole all'orizzonte sara' troppo tardi".

Juncker ha sottolineato che "a dieci anni dalla crisi l'economia europea sta finalmente rimbalzando", negli ultimi due anni "la crescita della Ue ha sorpassato quella degli Stati Uniti e la disoccupazione e' al minimo da nove anni".

L'andamento positivo dell'economia crea quindi le condizioni migliori per il rilancio dell'Europa: la prima priorita' indicata da Juncker e' "il rafforzamento della politica commerciale". Dopo l'accordo con il Canada "entro la fine dell'anno" dovrebbero arrivare quelli con il Messico e i Paesi del Sud America e "oggi proponiamo di aprire negoziati commerciali con Australia e Nuova Zelanda".

"Non siamo sostenitori naive del libero commercio. L'Europa deve difendere i propri interessi strategici", ha precisato Juncker, proponendo "un nuovo quadro europeo per il monitoraggio degli investimenti. Se una societa' estera controllata dallo Stato vuole acquistare un porto europeo, parte della nostra infrastruttura energetica o una societa' attiva nella tecnologia per la difesa, questo deve accedere in un modo trasparente".

Il presidente della Commissione ha poi annunciato una "nuova strategia di politica industriale" che ha l'obiettivo di "aiutare le nostre industrie a restare o diventare leader mondiali nell'innovazione". Un passaggio del discorso e' stato dedicato al Dieselgate: "sono fiero della nostra industria automobilistica - ha affermato Juncker - ma sono sconvolto quando i consumatori sono deliberatamente ingannati. L'industria deve correggere il tiro e investire nelle auto pulite del futuro".

La migrazione e' un'altra delle priorita' dell'Unione indicate da Juncker, che ha lodato l'Italia "per la sua perseveranza e generosità. Sono in stretto contatto con il mio amico Paolo Gentiloni; nel Mediterraneo l'Italia ha salvato l'unione dell'Europa". Il presidente della Commissione europea ha definito "inumane" le condizioni dei migranti in Libia e si e' detto "rattristato" dal fatto che "la solidarieta' non e' condivisa in modo equo in tutti gli Stati membri". Ora, ha aggiunto, "dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi. Prima della fine del mese, la Commissione presentera' nuove proposte con particolare enfasi sui rimpatri".

Juncker ha poi parlato dei cambiamenti da apportare alle istituzioni europee per renderle piu' forti, a partire dal "ministro dell'Economia e delle Finanze europeo, che promuova le riforme strutturali negli Stati mmebri e coordini tutti gli strumenti finanziari europei che possono essere impiegati quando uno Stato membro e' in crisi. Il commissario per gli Affari economici potrebbe assumere la carica di vice presidente e di ministro dell'Economia, oltre a presiedere l'Eurogruppo".

Inoltre, "l'Europa funzionerebbe meglio se si unissero le cariche di presidente della Commissione e del Consiglio europeo. Sarebbe piu' facile capire la Ue se al comando nella nave ci fosse un capitano solo". "Non ci saranno nuovi ingressi nell'Unione durante il mandato di questa Commissione", ha affermato Juncker, escludendo "un'adesione a breve termine della Turchia", dal momento che "i Paesi candidati devono dare la priorita' allo Stato di diritto e ai diritti fondamentali".

Alle autorita' turche Juncker ha chiesto di "liberare i giornalisti, che devono stare nelle redazioni e non in carcere", e di "smettere di insultare i nostri Paesi chiamando i loro leader nazisti o fascisti".

Per rendere l'Unione piu' inclusiva, ha aggiunto, l'euro "deve essere più che solo la valuta di un gruppo di Paesi selezionati; e' destinato a essere la moneta comune di tutta l'Europa". Occorre anche allargare l'area Schengen: "se vogliamo proteggere meglio i confini esterni e' il momento di portare Romania e Bulgaria nell'area Schengen. Anche la Croazia merita la piena adesione all'area Schengen quando tutti i criteri saranno soddisfatti".





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