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di EURACTIV.com e Reuters | Traduzione di Francesco Chierchia

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L'attentato di Parigi oscura l'ultimo giorno della campagna elettorale francese

21/04/2017 11:09

Le preoccupazioni in materia di sicurezza hanno assunto una posizione centrale nei giorni finali della corsa all'Eliseo. Dopo lo scontro a fuoco della capitale, i candidati hanno difeso le loro posizioni sulla lotta al terrorismo

I cittadini saranno chiamati alle urne per il primo turno elettorale domenica prossima, in quelle che sono diventate ormai le elezioni francesi più imprevedibili della storia. Il divario tra i quattro candidati principali è minimo, ed i due che otterranno il maggior numero di voti si affrontateranno nuovamente al secondo turno, previsto il 7 maggio.

Ma l'attacco terroristico di ieri sera a Parigi, nei pressi degli Champs-Elysées, in cui un agente di polizia è stato ucciso, potrebbe condurre la campagna ad una conclusione sommessa.

L'attacco si è svolto mentre i candidati erano impegnati in apparizioni televisive per promuovere i loro programmi elettorali, e subito dopo la sparatoria l'Isis ha rivendicato la responsabilità dell'attacco.

Alcuni dei candidati, alla luce dell'incidente, si sono scontrati sull'eventualità di interrompere o meno la campagna elettorale

"In una situazione simile non ci sono motivi per proseguire la campagna. Dobbiamo innanzitutto dimostrare la nostra solidarietà alla polizia", ha dichiarato il conservatore Francois Fillon, aggiungendo che avrebbe annullato un suo viaggio sulle Alpi.

Fillon, che ha cercato di rafforzare la sua posizione spingendo sul tema della sicurezza, ha aggiunto che combattere il "totalitarismo islamista" deve essere la priorità per il prossimo presidente.

Il candidato di estrema sinistra, Jean-Luc Mélenchon, ha affermato che i candidati non dovrebbero arrendersi alla violenza. "Nell'attesa di avere informazioni più precise, penso che dovremmo svolgere i nostri doveri di cittadini: nessun panico, non dobbiamo interrompere il nostro processo democratico", ha detto Mélenchon.

I sondaggi vedono il centrista Emmanuel Macron ed il leader di estrema destra Marine Le Pen al comando, con una possibilità concreta quindi che la tradizionale rotazione del potere in Francia, tra centro-sinistra e centro-destra, venga interrotta.

Secondo gli analisti, Macron, ex banchiere che si è dimesso da ministro dell'Economia lo scorso agosto per fondare il movimento indipendente "En Marche!", sarebbe il candidato in assoluto più forte. Tuttavia, visti i lievi divari tra candidati, qualsiasi proiezione elettorale del primo turno è fortemente soggetta a margini d'errore.

Mélenchon, risalito fortemente nei consensi grazie agli interventi televisivi ed a strategie intelligenti sui social media, è impegnato in un testa a testa con Fillon, a pochi punti percentuali dai leader della corsa.

I timori per la sicurezza erano già stati sollecitati dopo che settimana scorsa era stato sventato un altro attacco, il cui obbiettivo si pensa fossero alcuni dei candidati. 

Le Pen, che nell'ultima settimana ha dato grande spazio ai suoi piani per frenare l'immigrazione, ha anche condannato l'ultimo attacco. "Non voglio che ci abituiamo al terrorismo islamista. Dobbiamo smettere di essere ingenui. Non possiamo lasciare che i nostri figli crescano in un Paese che non è in grado di difenderli", ha affermato.

Per Macron, il dovere numero uno del presidente è e sarà quello di proteggere la gente.

Le elezioni decideranno anche gli sviluppi dell'economia francese, stimata in 2,2 trilioni di euro, ed attualmente in competizione con la Gran Bretagna per essere la quinta economia più grande del mondo. Inoltre, in caso di vittoria di Le Pen o Mélenchon, il risultato delle urne potrebbe avere anche ripercussioni sul ruolo della Francia in Europa.

Un sondaggio svolto da Harris Interactive ha confermato Macron e Le Pen in testa, ma con un divario più ampio tra i due. Il centrista si è attestato sul 24,5% mentre Le Pen è arrivata al 21%.

Fillon - uno dei favoriti prima che la sua campagna fosse macchiata dal favoreggiamento familiare - è dato al 20%, in risalita su Le Pen, mentre Mélenchon si mantiene stabile al 19%.





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